Bonus formazione per PMI del Sud 2026, domande aperte: come richiedere fino a 42 mila euro a fondo perduto

Il contributo copre fino al 70% delle spese ammissibili. Una quota è riservata ai settori automotive e moda. Tutti i temi di formazione e i requisiti dei destinatari.

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Sono state definite le finestre temporali per richiedere il bonus formazione per PMI del Sud per il 2026. La misura, prevista dal ministero delle Imprese e del Made in Italy riconosce un contributo a fondo perduto fino al 70% per la formazione del personale dipendente su tematiche di transizione digitale, verde e innovazione tecnologica. La domanda di partecipazione può essere inviata singolarmente dalle PMI o in forma congiunta attraverso la presentazione di un progetto integrato sovraregionale, purché si rispettino i requisiti previsti dalla normativa.

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Bonus formazione per PMI del Sud: le imprese ammesse

Il bonus è destinato esclusivamente alle piccole e medie imprese (PMI) che abbiano sedi operative nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Non si tratta di un requisito sulla sede legale, ma sulla localizzazione delle unità operative dove si svolgerà la formazione.

I requisiti di ammissibilità sono la regolare iscrizione al Registro delle Imprese, pieno e libero esercizio dei diritti societari, almeno un bilancio approvato e depositato (o una dichiarazione dei redditi per le imprese individuali e le società di persone), regolarità rispetto agli aiuti e DURC in regola. Inoltre, le imprese devono essere in regola con le prescrizioni del decreto-legge relativo all’assicurazione contro i rischi catastrofali e avere almeno un bilancio approvato e depositato.

In caso di soggetti non residenti nel territorio italiano, gli stessi dovranno possedere personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza, risultante dall’omologo registro delle imprese, e dimostrare, entro la data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni e a pena di decadenza dal beneficio, la disponibilità di almeno una sede secondaria (o unità locale) situata nei territori delle regioni del Mezzogiorno, presso la quale sarà realizzato il percorso di formazione oggetto dell’iniziativa.

Settori industriali ammessi

I progetti formativi devono riguardare ambiti strategici per la transizione tecnologica e digitale. Tra i settori inclusi figurano: aerospazio e difesa; salute, alimentazione e qualità della vita; industria intelligente, energia e ambiente; turismo, patrimonio culturale e industria della creatività; agenda digitale e sistemi di mobilità intelligente; biotecnologie e tecnologie pulite.

Come stabilito inoltre dal decreto direttoriale 10 febbraio 2026, il 40% delle risorse (pari a 20 milioni di euro) è destinato prioritariamente alle filiere automotive, moda, tessile e arredamento.

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Quanto vale

Il contributo base copre il 50% delle spese ammissibili, concesso in regime de minimis. Ma c’è un meccanismo di premialità se l’impresa partecipa a un progetto integrato sovraregionale, ovvero un’iniziativa di formazione coordinata con almeno un’altra impresa ubicata in una regione diversa tra quelle ammissibili. In questo caso l’intensità sale al 70% per le micro e piccole imprese e al 60% per le medie imprese.

Tipologia progettoMaggiorazione agevolazione
Micro e piccole imprese (progetti sovraregionali)+20%
Medie imprese (progetti sovraregionali)+10%

La concessione avviene nell’ambito del regolamento de minimis (Reg. UE 2023/2831) e nei limiti delle disponibilità finanziarie, indicate all’articolo 2 del decreto ministeriale 4 settembre 2025 e pari a 50 milioni di euro.

Come vengono calcolate le spese

Per semplificare la rendicontazione, il decreto prevede l’utilizzo delle opzioni semplificate di costo nella forma di costi unitari, basate sulle tabelle off-the-shelf definite dal Regolamento delegato UE 2023/1676. Questo significa che non sarà necessario rendicontare analiticamente ogni singola fattura, ma si applicheranno dei parametri standard per ora di formazione.

Le voci di costo ammissibili comprendono le spese di personale relative ai formatori, i costi di esercizio direttamente connessi alla formazione (viaggi, alloggio, materiali, ammortamento delle attrezzature utilizzate), i costi di consulenza connessi all’iniziativa e le spese di personale relative ai dipendenti per le ore in cui hanno partecipato alla formazione.

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Caratteristiche dei progetti

Per essere ammissibili alle agevolazioni i progetti devono prevedere costi ammissibili non inferiori a 10.000 euro e non superiori a 60.000 euro. Nel caso di progetti integrati sovraregionali, i limiti si intendono riferiti al singolo soggetto beneficiario partecipante al progetto

Oltre a rientrare negli ambiti formativi indicati, devono essere finalizzati allo sviluppo delle competenze del personale dipendente e realizzati presso unità locali dell’impresa localizzate nelle regioni del Mezzogiorno. Nel caso di progetti integrati sovraregionali, la partecipazione fino a un massimo di 10 imprese, coinvolgere unità locali situate in almeno due regioni del Mezzogiorno e presentare una finalità di sviluppo comune, complementare o connessa, in grado di generare vantaggi competitivi per le imprese proponenti

Infine, l’avvio del percorso di formazione del personale deve avvenire entro 6 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione e la conclusione entro massimo 12 mesi dalla stessa data, salvo eventuale proroga di ulteriori 6 mesi

Spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni i seguenti costi:

  • spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione e ai partecipanti alla formazione per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione;
  • costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali spese di viaggio e di alloggio, materiali e forniture con attinenza diretta al progetto, ammortamento degli strumenti e delle attrezzature nella misura in cui sono utilizzati esclusivamente per il progetto di formazione;
  • consulenza strettamente legati all’iniziativa di formazione.

Le spese ammissibili saranno determinate mediante l’utilizzo della formula: tariffa oraria complessiva (in euro) x n. ore di formazione x n. di partecipanti.

I temi di formazione ammessi

Il decreto individua tre macro-aree tematiche ammissibili. La prima riguarda le traiettorie tecnologiche della strategia nazionale di specializzazione intelligente, che spaziano dall’industria intelligente e sostenibile alla salute e scienze della vita, dall’agroalimentare alla cultura e turismo. La seconda area concerne le tecnologie individuate dal regolamento STEP, ovvero la piattaforma europea per le tecnologie strategiche, che include tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite e risorse critiche, biotecnologie. La terza area comprende più in generale i processi di transizione verde e digitale.

È fondamentale sottolineare che non sono ammissibili i percorsi formativi finalizzati a conformarsi alla normativa obbligatoria in materia di formazione coma ad esempio la formazione sulla sicurezza sul lavoro o altri adempimenti di legge che restano esclusi.

I requisiti per i formatori

Il percorso di formazione deve essere erogato da soggetti qualificati e indipendenti rispetto all’impresa beneficiaria. Per qualificati si intende che devono possedere una significativa e comprovata esperienza negli ambiti della Strategia di Specializzazione Intelligente, della digitalizzazione o della transizione ecologica. Questa esperienza va dimostrata attraverso un elenco dei progetti realizzati almeno negli ultimi tre anni, con indicazione degli importi, dell’oggetto e degli ambiti di applicazione.

Il contratto con il fornitore deve essere sottoscritto dopo la presentazione della domanda di agevolazione, non prima. Il percorso formativo deve poi essere avviato entro sei mesi dalla concessione dell’agevolazione e concludersi entro dodici mesi dalla stessa data, con possibilità di proroga per ulteriori sei mesi.

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Come richiedere il bonus formazione PMI Sud 2026

Questa misura adotta una procedura valutativa a graduatoria. Le domande devono essere inviate esclusivamente tramite lo sportello online di Invitalia a partire dalle ore 12 del 21 aprile 2026 e fino alle 12 del 23 giugno 2026. È necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), essere in possesso di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE e accedere all’area personale del sito per compilare online la domanda.

La selezione avverrà tramite una graduatoria di merito che terrà conto di fattori quali il numero di addetti coinvolti e l’eventuale appartenenza a contratti di rete. Ogni impresa può presentare una sola domanda di accesso alle agevolazioni.

I criteri di valutazione per la formazione della graduatoria sono:

  • la base organica dell’impresa nelle unità locali interessate dalla formazione;
  • il rapporto tra i dipendenti coinvolti nel percorso formativo e il totale del personale;
  • gli ambiti tematici coperti dal progetto;
  • l’eventuale appartenenza a un contratto di rete finalizzato allo sviluppo della filiera;
  • l’operatività nel settore manifatturiero secondo la classificazione ATECO 2025.

Un punteggio premiale aggiuntivo viene riconosciuto alle imprese in possesso del rating di legalità e della certificazione della parità di genere.

L’erogazione del contributo

Le agevolazioni vengono erogate in non più di due quote, la prima può essere richiesta dopo aver completato almeno il 50% delle ore di formazione previste, la seconda a conclusione del percorso. In alternativa, l’impresa può attendere il completamento e richiedere l’erogazione in un’unica soluzione.

A seguito della presentazione della domanda, all’impresa richiedente viene comunicato il codice unico di progetto (CUP), che dovrà essere riportato sulla documentazione giustificativa delle attività agevolate, inclusi i contratti, i timesheet ed eventuali documenti utili per l’erogazione delle agevolazioni. Nel caso di progetti integrati sovraregionali, il CUP relativo a ciascuna Pmi proponente viene comunicato al soggetto capofila.

È prevista anche la possibilità di richiedere un’anticipazione sulla prima quota, ma solo previa presentazione di una fideiussione bancaria o polizza fideiussoria a favore del soggetto gestore.

Autore
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Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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