La dichiarazione IVA è obbligatoria per tutti coloro che lavorano in autonomia, ovvero: lavoratori autonomi con partita IVA, imprenditori, professionisti e così via. Questa comunicazione è un obbligo di legge: è necessario infatti ogni anno presentare la dichiarazione sulla base dell’anno di imposta precedente, documentando le operazioni soggette a tale imposta e rispettando le scadenze previste. Tuttavia, sono esclusi da questa dichiarazione e di conseguenza dal pagamento della tassa, alcuni soggetti.
Indice
Cos’è la dichiarazione IVA
La dichiarazione IVA è un adempimento che riguarda tutti i lavoratori autonomi, cui vendita di beni o servizi si applica l’imposta sul valore aggiunto (l’IVA, appunto). Il lavoratore autonomo – ad esclusione di coloro che operano in regime forfettario – è tenuto a compilare il modello apposito inserendo tutte le entrate e le uscite relative al periodo di imposta precedente e, da tale compilazione, calcola il valore dell’imposta da versare. In alcuni casi il contribuente si troverà nella situazione di dover versare l’IVA, mentre in altri potrà accedere ad un credito specifico.
L’Agenzia delle Entrate ha fornito i nuovi modelli per la dichiarazione IVA 2026, scaricabili direttamente dal sito, a cui ogni professionista o imprenditore può procedere per presentare questa dichiarazione e successivamente versare quanto dovuto.Bisogna fare particolare attenzione al fatto che le scadenze annuali non sono sempre uguali: ogni anno la data cambia, per cui è consigliato farsi affiancare da un commercialista.
Dichiarazione IVA 2026: scadenza
Il modello IVA 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) deve essere inviato, per via telematica all’Agenzia delle Entrate, a partire dal 1° febbraio ed entro il 30 aprile 2026. Se dalla dichiarazione emerge un debito (saldo IVA 2025), l’imposta da versare può essere pagata a rate. Le date da rispettare, in questo caso, sono quelle riportate in tabella.
| Scadenza | Opzione di Pagamento | Note |
| 16 marzo 2026 | Versamento in unica soluzione | Termine ordinario per il saldo |
| 16 marzo 2026 | Pagamento della 1ª rata | In caso di rateizzazione (fino a un massimo di 9 rate) |
| 30 giugno 2026 | Versamento con maggiorazione | Possibile differimento con lo 0,40% di interesse per ogni mese |
Come funziona il pagamento a rate
Le rate devono essere di pari importo e, in ogni caso, il piano di rateizzazione deve concludersi necessariamente entro il 16 dicembre 2026. Solo sui pagamenti successivi al primo versamento si applica l’interesse dello 0,33% mensile.
Chi è esonerato alla presentazione della dichiarazione IVA
Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA i contribuenti in regime forfettario e quelli che effettuano esclusivamente operazioni esenti (es. medici, odontoiatri, o chi si occupa di attività assicurative/finanziarie ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72). Inoltre, non devono presentare il modello IVA 2026: i piccoli produttori agricoli (art. 34, comma 6) che hanno realizzato un volume d’affari nel 2025 non superiore a 7.000 euro; gli esercenti attività di organizzazione di giochi e intrattenimenti che seguono il regime speciale (e non hanno optato per l’IVA ordinaria); le associazioni sportive dilettantistiche (ASD), l’imprenditore individuale che ha dato in affitto l’unica azienda (e non esercita altre attività rilevanti ai fini IVA) e i contribuenti non residenti che hanno effettuato in Italia solo operazioni non imponibili o non soggette.
L’esonero decade se si effettuano operazioni imponibili (anche se per errore o anche se occasionali) oppure intracomunitarie (acquisti in reverse charge). E lo stesso viene meno per chi esce da un regime speciale (es. passa dal forfettario all’ordinario).
Dichiarazione IVA Agenzia delle Entrate: le istruzioni
Sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate è possibile individuare il Modello IVA 2026 e le istruzioni alla compilazione. Ricordiamo che bisogna fare riferimento al periodo di imposta 2025, inserendo diversi dati nei vari Quadri del documento, ovvero:
- Quadro VA: informazioni e dati relativi all’attività;
- Quadro VC (esportatori e operatori assimilati) per acquisti e importazioni senza l’applicazione dell’IVA;
- Quadro VD: cessione del credito IVA da parte delle società di gestione del risparmio;
- Quadro VE: operazioni attive e determinazione del volume d’affari;
- Quadro VF: operazioni passive e IVA ammessa in detrazione;
- Quadro VJ: determinazione dell’imposta per particolari tipologie di operazioni;
- Quadro VH: variazioni delle comunicazioni periodiche;
- Quadro VM: versamenti immatricolazione auto UE;
- Quadro VK: società controllanti e controllate;
- Quadro VN: dichiarazioni integrative a favore;
- Quadro VQ: versamenti periodici omessi;
- Quadro VL: liquidazione dell’imposta annuale;
- Quadro VT: separata indicazione delle operazioni effettuate verso consumatori finali e soggetti IVA;
- Quadro VX: determinazione dell’IVA da versare o a credito;
- Quadro VO: comunicazione delle opzioni e revoche;
- Quadro VG: adesione al regime previsto per le società commerciali controllanti e controllate;
- Quadro VP: liquidazioni periodiche IVA.
Per ogni Quadro l’Agenzia delle Entrate spiega in modo specifico le linee guida per la compilazione, cosa inserire e quali sono i fattori variabili nell’inserimento dei dati.
Novità 2026
Il modello recepisce le novità normative introdotte nel 2025. In particolare, nei quadri VE e VJ trovano oggi posto le prestazioni di servizi rese nei confronti di imprese operanti nei settori del trasporto, della movimentazione merci e della logistica, per le quali è stata esercitata l’opzione per il pagamento dell’imposta da parte del committente in nome e per conto del prestatore. Nel quadro VX è stato eliminato il riquadro relativo all’attestazione delle società ed enti operativi e nel quadro VW non è più presente il rigo che veniva utilizzato per escludere dalla liquidazione Iva di gruppo i crediti trasferiti nel corso dell’anno di imposta da società risultate di comodo.
Dichiarazione IVA per chi esce dal forfettario
Come abbiamo anticipato, chi aderisce al regime fiscale forfettario è esonerato all’adempimento della dichiarazione IVA, perché questa tassa non è prevista. Tuttavia può accadere che una partita IVA forfettaria in un determinato anno di imposta passi al regime ordinario, in cui l’IVA è presente.
Cosa fare in questi casi per la dichiarazione IVA? L’Agenzia delle Entrate aveva risposto a questa e altre domande con la circolare n.32/E del 5 dicembre 20231. , spiegando che – in questo caso – il lavoratore deve procedere alla dichiarazione IVA dichiarando le operazioni, sia passive che attive, successive al passaggio al regime ordinario, mentre quelle precedenti (rientranti nel regime forfettario) non vanno considerate.
Viene prevista comunque la possibilità di rettificare l’IVA sugli acquisti effettuati ma per cui i beni non sono ancora stati ceduti oppure usati. Ad esempio è previsto per chi ha riserve in magazzino non vendute.
Come presentare la dichiarazione IVA 2026
La dichiarazione IVA può essere inviata direttamente dal contribuente, accedendo ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (con SPID di livello 2, CIE o CNS – Carta Nazionale dei Servizi) e cliccando alla voce “software i compilazione Dichiarazione IVA”. Si tratta di un servizio gratuito AdE grazia al quale è possibile caricare il modello – precedentemente scaricato e compilato – tramite la piattaforma desktop telematico. In alternativa, ci si può fare assistere da un intermediario abilitato. È la scelta più comune, infatti, affidarsi a un commercialista, un consulente del lavoro o un CAF. In questi casi, procedono per conto del contribuente e rilasciano: l’impegno a trasmettere la dichiarazione (da firmare prima dell’invio) e la copia della dichiarazione inviata e la ricevuta di avvenuta presentazione rilasciata dall’Agenzia.
Dichiarazione IVA – Domande frequenti
Si tratta di una dichiarazione obbligatoria per legge per tutti i lavoratori autonomi, professionisti e imprenditori tenuti al versamento dell’IVA.
Sono esonerati tutti coloro che sono esenti IVA, o che aderiscono a particolari regimi fiscali vantaggiosi, come il regime forfettario.
Coloro che hanno versato una somma maggiore di IVA rispetto a quanto dovuto, possono ricevere un credito IVA.
Attualmente l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul proprio sito web il software per l’invio in autonomia del Modello IVA, entro il 30 aprile.
Il Quadro VH va compilato solo quando è necessario inviare, integrare oppure correggere i dati relativi alla LIPE.
- Circolare n.32/E del 5 dicembre 2023, Agenzia delle Entrate, agenziaentrate.gov.it ↩︎













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it