Dal 1° gennaio 2027 una lunga serie di norme fiscali cambia collocazione per effetto del riordino della legislazione tributaria, che ha raccolto oltre 4.700 disposizioni, prima distribuite in più di 440 provvedimenti legislativi, in otto testi unici.
Per un professionista significa che i riferimenti normativi usati per anni, da lì in avanti, non saranno più validi. Il dipartimento delle Finanze ha messo online uno strumento per orientarsi: si chiama TrovaTU, acronimo di Trova Testi Unici, ed è raggiungibile all’indirizzo trovatu.finanze.gov.it.
Cos’è TrovaTU e come si accede
TrovaTU è un’applicazione web realizzata dal ministero dell’Economia e delle Finanze con il partner tecnologico Sogei. È gratuita e non richiede credenziali di accesso: niente SPID, niente registrazione.
Il MEF, nelle FAQ pubblicate sulla pagina del servizio, precisa che non si tratta di una banca dati normativa, ma di un’applicazione che, attraverso la banca dati Normattiva, consente di individuare la collocazione della disposizione di interesse all’interno dei nuovi testi unici.
Attenzione, però: lo strumento ha finalità di supporto alla ricerca e non sostituisce la verifica dei testi ufficiali pubblicati in Gazzetta ufficiale.
Quando il sistema non individua una corrispondenza per l’articolo o il comma selezionato, quell’esito non va interpretato automaticamente come abrogazione della disposizione: può semplicemente non essere stata mappata. E non è un simulatore: non calcola imposte, non stabilisce quali agevolazioni spettino.
Come funziona
Basta cercare la norma attualmente o precedentemente in vigore, indicare la disposizione e si avviare la ricerca: il sistema restituisce i risultati evidenziando la corrispondenza con la norma dei nuovi testi unici.
Da lì è possibile consultare la disposizione attualmente vigente, consultare quella destinata ad avere efficacia dal 1° gennaio 2027 e mettere i due testi a confronto. Gli esiti della ricerca e i testi consultati possono essere esportati in formato PDF e stampati.
Gli otto testi unici
Gli otto testi unici che riordineranno le norme sono già stato pubblicati e sono i seguenti.
| Materia | Decreto legislativo |
|---|---|
| Sanzioni tributarie amministrative e penali | n. 173 del 5 novembre 2024 |
| Tributi erariali minori | n. 174 del 5 novembre 2024 |
| Giustizia tributaria | n. 175 del 14 novembre 2024 |
| Versamenti e riscossione | n. 33 del 24 marzo 2025 |
| Imposta di registro e altri tributi indiretti | n. 123 del 1° agosto 2025 |
| IVA | n. 10 del 19 gennaio 2026 |
| Imposte sui redditi | n. 117 del 19 giugno 2026 |
| Adempimenti e accertamento | n. 141 del 5 agosto 2026 |
Il riordino delle norme per gli autonomi
Sono tante le norme destinate ai lavoratori autonomi che subiranno una ricollocazione. Il regime forfettario è il caso più emblematico. La disciplina è contenuta nei commi da 54 a 89 dell’articolo 1 della legge 190 del 2014, che risultano abrogati a decorrere dal 1° gennaio 2027: il contenuto confluisce nel testo unico delle imposte sui redditi.
Il TUIR subisce l’intervento più esteso: gli articoli da 1 a 191 del decreto del Presidente della Repubblica 917 del 1986 sono destinati all’abrogazione dalla stessa data.
Il ravvedimento operoso è già oggi in una situazione anomala: l’articolo 13 del decreto legislativo 472 del 1997 risulta abrogato dal testo unico delle sanzioni, pur restando applicabile fino alla data di efficacia di quest’ultimo.
Il monitoraggio fiscale, cioè l’obbligo di dichiarare le attività estere nel quadro RW, è disciplinato dagli articoli 4 e 5 del decreto legge 167 del 1990, entrambi soppressi dal 1° gennaio 2027.
Le imposte sul valore degli immobili e delle attività finanziarie detenute all’estero, IVIE e IVAFE, erano nell’articolo 19 del decreto legge 201 del 2011, i cui commi in materia risultano abrogati.
Il 770 semplificato era disciplinato dall’articolo 16 del decreto legislativo 1 del 2024, abrogato nei commi da 1 a 7 dal testo unico adempimenti e accertamento.
La regola pratica per citare le norme all’interno degli atti
Come orientarsi nel caso in cui occorra, all’interno degli atti, citare le norme di riferimento? Basta tenere a mente queste regole:
- negli atti nuovi, riferiti a fatti e periodi d’imposta successivi, si cita il testo unico;
- negli atti che riguardano periodi d’imposta anteriori si continua a citare la disposizione vigente all’epoca, perché è quella che disciplinava la fattispecie;
- nel caso di contenziosi, dove le due dimensioni convivono, occorrerà fare una distinzione. Per esempio, un ricorso depositato nel 2027 contro un accertamento su annualità precedenti richiamerà norme in parte trasferite e in parte ancora nella sede originaria. È esattamente il caso in cui la funzione di confronto fra i due testi diventa utile.
Domande frequenti
Un’applicazione web del dipartimento delle Finanze che consente di individuare dove una disposizione tributaria vigente è confluita nei nuovi testi unici.
No. Il servizio è gratuito e non richiede alcuna identità digitale.
No. Ha finalità di supporto alla ricerca e non sostituisce la verifica dei testi ufficiali pubblicati in Gazzetta ufficiale.
No. L’assenza di un risultato non va interpretata automaticamente come abrogazione.
Otto, tutti efficaci dal 1° gennaio 2027.
Oltre 4.700 disposizioni, in precedenza distribuite in più di 440 provvedimenti legislativi.
Sì. L’applicazione consente di mettere i testi a fronte e di esportare il risultato in PDF.











Ivana Zimbone
Direttrice responsabile