La recente approvazione del decreto fiscale ha introdotto la possibilità di regolarizzare i debiti legati alle tasse locali e regionali attraverso una nuova sanatoria, nella quale rientra anche la rottamazione del bollo auto nel 2026. La misura, però, non si applica automaticamente a qualsiasi pendenza, ma prevede un perimetro temporale e soggettivo ben definito.
Indice
Quali debiti rientrano nella rottamazione bollo auto del 2026
L’articolo 10-quinquies del decreto permette di regolarizzare i debiti (tributari e non) risultanti dai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 da parte di Regioni ed Enti Locali. Sono invece tassativamente esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.
Come funziona
Trattandosi di entrate locali, l’accesso alla rottamazione per il bollo auto dipende dalla decisione del singolo ente impositore (la Regione o la Provincia autonoma). L’ente deve aver previsto l’applicazione della sanatoria alle proprie entrate tramite l’adozione di appositi provvedimenti, che devono essere pubblicati sui rispettivi siti istituzionali e comunicati all’Agenzia delle Entrate entro il 31 luglio 2026. I dati saranno poi trasmessi al ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 30 settembre 2026 a fini statistici.
Calendario scadenze
Il 15 ottobre 2026 l’Agenzia delle Entrate renderà disponibili online, nella propria area riservata, i dati utili per individuare quali somme possono essere inserite nella sanatoria. Subito dopo, nel periodo compreso tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026, si aprirà la fase di presentazione della domanda. La richiesta di adesione andrà inviata esclusivamente per via telematica, seguendo le istruzioni che l’AdE pubblicherà entro metà ottobre, con la possibilità di modificare o integrare la documentazione fino alla scadenza definitiva di dicembre.
Infine, entro il 28 febbraio 2027, l’amministrazione finanziaria comunicherà formalmente l’esito della richiesta, confermando l’accoglimento della domanda e indicando l’importo esatto da pagare.
Modalità di pagamento
Il decreto fiscale offre una flessibilità di pagamento pensata per non gravare eccessivamente sulla liquidità aziendale, permettendo di scegliere tra l’adempimento in un’unica soluzione o una dilazione a lungo termine.
Il pagamento in un’unica soluzione deve essere effettuato entro il 31 marzo 2027 (data in cui si determinano ufficialmente gli effetti della definizione agevolata). È possibile dilazionare invece l’importo in un numero massimo di 54 rate bimestrali di pari ammontare. In caso di rateizzazione, si applicano gli interessi al tasso del 3% annuo a decorrere dal 1° aprile 2027.
Il piano di scadenza delle rate
Se si opta per le 54 rate bimestrali, per il primo anno (il 2027) sono previste le prime 5 rate, che dovranno essere saldate nei giorni del 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. A partire dal 2028 e per gli anni successivi, il piano proseguirà dalla sesta alla cinquantaquattresima rata, mantenendo una cadenza regolare ogni due mesi. Le scadenze per ciascun anno saranno fissate il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.











Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it