Al via la riforma del Fondo MEF antiusura: più credito e regole semplificate per famiglie e imprese

Si tratta di un intervento molto importante per professionisti, imprese e famiglie in temporanea difficoltà economica, poiché rinnova uno strumento storico per la tutela contro il ricorso a circuiti illegali.

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Fondo antiusura MEF
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È ufficialmente operativa dal 15 giugno 2026 la riforma del Fondo MEF antiusura. Attraverso la pubblicazione del decreto ministeriale attuativo e delle nuove disposizioni operative, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha aggiornato una misura che, a trent’anni dalla sua istituzione, ha già garantito l’accesso al credito per oltre 2 miliardi di euro. Inoltre, grazie al nuovo assetto normativo, è stato ampliato il raggio d’azione e sono stati introdotti strumenti più flessibili di accesso al credito.

Come funziona il Fondo MEF antiusura

Il Fondo di prevenzione del fenomeno dell’usura del MEF opera come uno scudo finanziario per famiglie e piccole e medie imprese in temporanea difficoltà economica. Il suo scopo principale è favorire l’accesso al circuito del credito legale, evitando che i soggetti a rischio ricorrano a canali illeciti.

Il beneficiario (famiglia o PMI) non interagisce direttamente con il ministero, ma si rivolge a soggetti accreditati sul territorio che gestiscono le risorse del Fondo.

L’aiuto a chi è in difficoltà, di fatto, prevede due strade diverse di supporto, ovvero:

  • il rilascio di garanzie da parte del Fondo, che agisce come garante per i finanziamenti erogati dai soggetti finanziatori;
  • i finanziamenti diretti, ricorrendo ai confidi (consorzi di garanzia collettiva dei fidi) che riconoscono direttamente somme di denaro ai soggetti a rischio.

Cosa cambia

Dal punto di vista dell’offerta, con la riforma l’accesso alle risorse non è più limitato ai soli istituti bancari tradizionali, ma viene esteso anche agli intermediari finanziari e agli operatori specializzati nel microcredito. Cambiano anche le regole per i confidi, il cui tetto massimo per questi prestiti diretti è stato innalzato fino a 40.000 euro.

Per garantire la sostenibilità dell’operazione, inoltre, la nuova disciplina interviene sulle condizioni contrattuali e sulla flessibilità degli strumenti. Da un lato vengono estese le durate dei finanziamenti e le tipologie di operazioni ammissibili, dall’altro si introduce una misura di contenimento dei costi, fissando una tariffa calmierata pari allo 0,50% dell’importo per l’accesso delle piccole e medie imprese alle garanzie e ai crediti diretti dei confidi.

Le nuove regole semplificate

Visto che la riforma si pone l’obiettivo di rendere più fluida la burocrazia per le aziende e le famiglie a rischio, la nuova disciplina è ora coordinata con il Fondo di garanzia per le PMI, lo strumento statale che già supporta le imprese nell’ottenere finanziamenti. Questo allineamento normativo consente di eliminare passaggi superflui, semplificare le procedure di richiesta e rendere le istruzioni operative più chiare e accessibili per tutti i soggetti coinvolti.

Infine, il MEF ha introdotto un rinnovato sistema informativo che garantirà un monitoraggio più puntuale dell’utilizzo delle risorse. Questo permetterà di premiare e valorizzare l’attività di quei confidi, fondazioni e associazioni antiusura che, nel tempo, dimostreranno una maggiore efficacia e capacità nell’utilizzo dei fondi a favore del tessuto economico e sociale.

Le tempistiche per confidi, fondazioni e associazioni

Per evitare interruzioni nell’erogazione del credito, il MEF ha previsto un periodo di transizione ben definito per i soggetti operanti sul territorio. I soggetti già abilitati con il precedente sistema potranno continuare a rilasciare garanzie utilizzando le risorse del Fondo fino al 31 dicembre 2026. Entro questa data dovranno obbligatoriamente accreditarsi seguendo le nuove regole.

Fondazioni e associazioni avranno invece a disposizione una finestra temporale più ampia, potendo operare secondo la vecchia normativa e adeguandosi ai nuovi standard entro il 26 febbraio 2027.

Come accedere al Fondo antiusura

Le PMI e le famiglie a rischio usura che necessitano di attivare garanzie sui finanziamenti o accedere a piccoli prestiti possono consultare l’elenco ufficiale dei soggetti autorizzati. Sul sito del Dipartimento del Tesoro (ente gestore del Fondo) è infatti disponibile la lista suddivisa su base regionale di tutti i confidi, le associazioni e le fondazioni a cui rivolgersi.

Il ministero ha messo a disposizione l’indirizzo email “[email protected]” per ulteriori informazioni tecniche o chiarimenti normativi sulla nuova operatività.

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