Arriva il Fondo antiusura 2026 per PMI e professionisti in crisi, finanziamenti diretti fino a 40.000 euro: le regole

Cambiano le regole per l'accesso al credito. Le nuove misure hanno l'obiettivo di contrastare l'usura e sostenere la liquidità di chi opera sul mercato.

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È in fase di pubblicazione un nuovo decreto MEF firmato dal ministro Giancarlo Giorgetti, che punta a facilitare l’accesso al credito per professionisti, microimprese e PMI in difficoltà economiche. Per prevenire il ricorso a canali di finanziamento irregolari, arriva il nuovo Fondo antiusura 2026, per il quale è prevista un’attenta ripartizione, nonché maggiori garanzie bancarie. E poi, la novità più importante: i finanziamenti Confidi diventano diretti, consentendo maggiore facilità nell’accesso al credito.

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I finanziamenti Confidi diventano diretti: gli importi concessi

Cambia il ruolo dei Confidi, ovvero i consorzi di garanzia collettiva dei fidi (organismi senza fini di lucro che agiscono come intermediari tra imprese e banche). Grazie a questa nuova norma, adesso possono prestare denaro direttamente, senza che l’interessato debba necessariamente passare per un istituto bancario. Nello specifico, questi enti possono concedere finanziamenti che arrivano fino a 40.000 euro per ogni singola operazione.

La misura è destinata specificamente a professionisti e PMI, che possono attingere a queste risorse per una quota che arriva al 40% dei fondi a disposizione di ciascun consorzio.

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Prestiti per PMI e professionisti in difficoltà, garanzie bancarie Confidi fino all’80%

Il nuovo decreto introduce tutele più forti anche per chi sceglie di rivolgersi ai canali bancari tradizionali. In questo caso, i Confidi intervengono offrendo una protezione maggiore sul prestito richiesto, rendendo così più facile ottenere il via libera dalla banca.

La garanzia offerta da questi enti può coprire ora fino all’80% della somma erogata. Questo significa che, se un professionista o un’impresa chiede un finanziamento, il consorzio si fa carico della maggioranza del rischio, fino a un importo massimo garantito di 150.000 euro.

La garanzia non copre soltanto la cifra prestata inizialmente (il capitale), ma protegge anche gli interessi che maturano nel tempo e gli eventuali interessi aggiuntivi dovuti a ritardi nei pagamenti. Si tratta di uno scudo molto ampio che riduce le incertezze per chi presta il denaro e, di riflesso, facilita chi ha bisogno di riceverlo.

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Fondo antiusura per professionisti e PMI: requisiti d’accesso

Per garantire che il sistema sia sostenibile e che gli aiuti arrivino a chi può effettivamente sostenerli, il decreto fissa alcuni paletti per l’accesso al credito. Prima di tutto, chi richiede questi nuovi fondi deve aver già rimborsato almeno il 25% di eventuali finanziamenti ottenuti in precedenza. Questa norma serve a confermare l’affidabilità di chi fa domanda.

Inoltre, per contenere i costi e non aggravare la posizione economica di chi è già in difficoltà, le spese che i Confidi possono applicare per gestire la pratica sono state limitate: la commissione massima è fissata allo 0,5% della quota garantita per i costi di istruttoria, con un costo minimo stabilito in 250 euro. In questo modo, i costi dell’operazione rimangono chiari e contenuti, facilitando il rilancio dell’attività senza ulteriori aggravi economici.

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La nuova ripartizione delle risorse

Il decreto, infine, ridisegna la distribuzione delle risorse da destinare al Fondo per la prevenzione dell’usura, che per l’anno 2026 ammonta a circa 40 milioni di euro. La nuova ripartizione prevede che il 60% venga destinato ai Confidi e il 40% alle fondazioni e associazioni antiusura riconosciute che operano in Italia (alle quali professionisti e imprese possono rivolgersi.

Gli statuti di tali enti devono indicare come scopo principale la prevenzione dell’usura, offrendo non solo garanzie ma anche informazione e tutela legale.

Quando entrano in vigore le nuove norme

Il decreto MEF, dopo la bollinatura della Ragioneria dello Stato, è in corso di pubblicazione. Il 27 febbraio 2026 il ministro Giorgetti ha siglato il provvedimento, definendo le nuove regole. Tra marzo e la prima metà di aprile, il decreto è passato al vaglio della Ragioneria generale dello Stato e della Corte dei Conti per le verifiche di legittimità e copertura economica. Le norme diventeranno quindi efficaci con la divulgazione del testo in Gazzetta Ufficiale.

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