730/2026 precompilato, dal taglio IRPEF alle nuove regole per le detrazioni: come ottenere i rimborsi entro l’estate

Il calendario scadenze e le nuove regole su detrazioni e redditi

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A partire dal 30 aprile, il modello 730/2026 precompilato sarà disponibile per la consultazione. Anche se per confermare o modificare i dati occorrerà attendere il 15 maggio, questo accesso anticipato permette a professionisti, imprese e contribuenti di esaminare con calma tutte le informazioni già caricate dall’Agenzia delle Entrate. Il nuovo modello presenta infatti delle novità, che possono incidere su bonus e detrazioni spettanti.

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Istruzioni 730/2026: come funziona il modello precompilato

Nella dichiarazione dei redditi precompilata, a differenza del modello ordinario, l’Agenzia delle Entrate raccoglie in automatico i dati su stipendi, pensioni, spese mediche, interessi del mutuo e contributi previdenziali, accedendo direttamente alla propria banca dati e a quella di enti esterni. Attraverso l’incrocio delle certificazioni uniche inviate dai datori di lavoro, delle informazioni del Sistema tessera sanitaria e delle comunicazioni di banche e assicurazioni, il Fisco è in grado di preparare una bozza quasi completa della situazione reddituale e patrimoniale del contribuente.

In questo modo, una volta effettuato l’accesso al portale AdE tramite SPID, CIE o CNS, l’utente si trova davanti a un modello già compilato in molte sue parti. I dati sono raggruppati per temi (come “salute”, “casa” o “lavoro”) e possono essere visualizzati o modificati. Se il contribuente sceglie di accettare la dichiarazione senza apportare modifiche ai dati forniti dai terzi, scatta lo scudo dai controlli documentali, ovvero l’esclusione dalle verifiche sulle ricevute di spesa.

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Modello 730, novità 2026: cosa cambia

Tra le novità, il 730/2026 include quest’anno i campi necessari a calcolare e riconoscere il taglio del cuneo fiscale a chi ha percepito redditi complessivi non superiori a 20.000 euro nel corso del 2025. Per questi lavoratori è previsto infatti il riconoscimento di una somma variabile, come rimodulazione del reddito, che può arrivare fino a un massimo di 1.200 euro. Se la stessa non è stata riconosciuta in busta paga nel 2025, il contribuente può ora recuperarla, presentando il 730. La somma comparirà quindi come un credito d’imposta che aumenta l’eventuale rimborso finale.

Se invece il reddito totale dell’anno 2025 ha superato i 20.000 euro, la dichiarazione trasforma il beneficio in un debito. Questo può accadere, per esempio, se il lavoratore con più contratti ha ricevuto il bonus da diversi datori di lavoro. Oppure se ha superato il limite reddituale previsto. Quello che succederà, quindi, è che la somma non spettante verrà calcolata e trattenuta direttamente dal 730.

Inoltre, il sistema fiscale basato su tre scaglioni di reddito diventa definitivo, lasciandosi alle spalle la fase sperimentale. Con la manovra 2026, infatti, il governo ha previsto un taglio dell’IRPEF per i redditi medio-bassi. Di conseguenza, per chi ha guadagnato tra i 28.000 e 50.000 euro, l’imposta sul reddito scende dal 35% al 33%.

Taglio detrazioni fiscali

Sul fronte opposto, chi ha un reddito complessivo superiore ai 75.000 euro dovrà fare i conti con una progressiva riduzione delle detrazioni fiscali. In pratica, con l’aumentare del reddito, la possibilità di scaricare le spese dalle tasse diminuisce gradualmente, un meccanismo introdotto per bilanciare la redistribuzione delle risorse.

Addio agli scontrini medici

Un’altra novità riguarda chi decide di farsi assistere da un CAF o da un professionista. Se le spese sanitarie sono già registrate nel Sistema tessera sanitaria, non sarà più necessario portare con sé e consegnare fisicamente ogni singola fattura o scontrino. Per ottenere la detrazione, basterà presentare un prospetto riepilogativo stampato direttamente dal portale e firmare una dichiarazione che ne confermi l’esattezza. Una piccola rivoluzione che riduce sensibilmente la burocrazia domestica.

Figli a carico, cambiano le regole

Infine, da quest’anno, le detrazioni per i figli non saranno più riconosciute una volta compiuti i 30 anni (limite che non si applica in presenza di disabilità). C’è però una nota positiva per le famiglie con studenti. Il tetto massimo su cui calcolare il rimborso per le spese scolastiche (come rette o gite) aumenta, arrivando a 1.000 euro per ogni studente. Sale infine a 1.100 euro anche il contributo forfettario destinato a chi possiede un cane guida.

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Scadenza 730: quando si fa la dichiarazione dei redditi 2026

Il 30 settembre 2026 è il termine ultimo per la trasmissione telematica del 730. Salvo proroghe o deroghe del governo, presentare la dichiarazione entro i primi mesi (dal 15 maggio o tra giugno/luglio) assicura che gli eventuali rimborsi IRPEF vengano accreditati tra luglio e agosto. In caso contrario, i tempi per ricevere il credito si allungano: chi trasmette il modello a ridosso della scadenza autunnale vedrà infatti il rimborso accreditato solo nelle buste paga o nei cedolini della pensione di settembre o ottobre.

Per chi invece presenta la dichiarazione in modalità “senza sostituto” (ad esempio chi è rimasto senza lavoro o i collaboratori domestici), l’attesa è leggermente superiore: in questa situazione il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico sul conto corrente, operazione che solitamente viene completata entro il mese di dicembre.

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