A febbraio 2026 l’economia italiana presenta un quadro contrastante: mentre la fiducia dei consumatori continua a salire per il terzo mese consecutivo, passando da 96,8 a 97,4 , il clima di fiducia delle imprese registra una lieve flessione, scendendo da 97,7 a 97,4. Nonostante questo rallentamento, l’indice del comparto produttivo rimane ampiamente al di sopra della media registrata nel 2025.
Indice
Il sentiment degli italiani: più fiducia nel Paese che nel portafogli
Il miglioramento complessivo del clima dei consumatori è trainato soprattutto dalle opinioni sulla situazione economica generale dell’Italia, con l’indice specifico che balza da 97,4 a 99,1. Tuttavia, grattando sotto la superficie di questo ottimismo per il “sistema Paese”, emergono preoccupazioni concrete per la sfera personale.
Le attese sulla disoccupazione sono in lieve peggioramento, segnale di una prudenza che non accenna a sparire e le opinioni sull’opportunità di risparmiare oggi sono calate, così come le valutazioni sulla situazione economica personale. I giudizi e le aspettative sulla situazione economica della famiglia mostrano segnali di deterioramento. Il saldo sui giudizi della situazione familiare passa infatti da -24,9 a -27,9.
Migliorano invece le aspettative sul futuro e le intenzioni di acquisto di beni durevoli, che passano da -56,2 a -50,1.
Imprese: il boom dei cantieri e la resilienza del commercio
L’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è sceso leggermente a 97,4. Non è un segnale di crisi, quanto piuttosto un assestamento: il dato rimane ampiamente superiore alla media registrata nel 2025. Il vero motore della fiducia aziendale in questo momento è il settore delle costruzioni, che vola a 103,1 punti riportandosi sui massimi dello scorso autunno.
| Settore | Indice Gennaio | Indice Febbraio | Trend |
| Costruzioni | 99,9 | 103,1 | 📈 In forte crescita |
| Commercio al dettaglio | 102,5 | 105,1 | 📈 In netto aumento |
| Servizi di mercato | 103,5 | 102,2 | 📉 In calo |
| Manifattura | 89,2 | 88,5 | 📉 In flessione |
Costruzioni e retail: i motori della ripresa
Il settore delle costruzioni è il vero protagonista del mese, tornando ai livelli di ottobre 2025 grazie a un miglioramento degli ordini e a previsioni occupazionali molto positive: l’ultima legge di Bilancio ha infatti confermato parte dei bonus precedentemente disponibili per il comparto. Anche nel commercio al dettaglio si respira ottimismo, con un miglioramento generalizzato di tutte le componenti, dai giudizi sulle vendite alle aspettative future.
Manifattura e servizi: i segnali di allerta
Il clima di fiducia cala nella manifattura (da 89,2 a 88,5) e nei servizi di mercato (da 103,5 a 102,2). Nell’industria manifatturiera, in particolare, tutte le componenti dell’indice registrano una dinamica sfavorevole. Nei servizi di mercato si osserva un peggioramento dei giudizi sugli ordini e sull’andamento degli affari, compensato però da un aumento delle aspettative sugli ordini futuri.
Un dato strutturale molto positivo arriva però dall’analisi degli ostacoli allo sviluppo: la percentuale di imprese che segnala impedimenti all’attività è scesa al 26,8%. Si tratta del valore minimo storico dall’inizio delle rilevazioni nel 2003, un segnale che suggerisce una tendenza espansiva per il comparto dei servizi nel breve-medio periodo.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it