Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha prorogato al 27 maggio 2026 il termine per l’iscrizione dei fornitori nell’elenco ufficiale dei soggetti abilitati a erogare servizi di cloud computing e cybersecurity per PMI e lavoratori autonomi. Di conseguenza, anche l‘apertura dello sportello per le imprese e i professionisti intenzionati a richiederli (che originariamente si sperava potesse partire subito dopo aprile) è stata posticipata. Restano invece confermati i 150 milioni di euro (di cui circa 71 milioni riservati al Mezzogiorno) destinati a coloro che desiderano implementare la dotazione tecnologica. Tuttavia le PMI potranno presentare domanda solo dopo che il ministero avrà consolidato e pubblicato l’elenco dei fornitori abilitati, purché in possesso dei requisiti richiesti.
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Voucher cloud computing e cyber security 2026: cosa sono e come funzionano
I voucher cloud e cyber security 2026 sono un incentivo promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per sostenere la trasformazione digitale e la sicurezza informatica di PMI e lavoratori autonomi. La misura mira a colmare il gap tecnologico attraverso l’acquisto di soluzioni avanzate e consiste in un contributo a fondo perduto di importo massimo pari a 20.000 euro, che copre il 50% delle spese ammissibili.
Le spese ammesse
Così come comunicato sul sito del MIMIT, le spese ammissibili per chiedere il contributo pubblico rientrano nell’acquisizione di servizi definiti QC1 dal regolamento “cloud per la PA” dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale:
- soluzioni hardware o software di cybersecurity (come firewall, router/switch sicuri, antivirus, antimalware, software di monitoraggio delle reti, soluzioni di crittografia dei dati, sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza, software di gestione delle vulnerabilità);
- servizi cloud infrastrutturali (come storage, backup, database);
- servizi cloud SAAS (come software di contabilità, soluzioni per la gestione delle risorse umane, sistemi di gestione produttività, software per la gestione di contenuti digitali ed e-commerce, strumenti per gestire le interazioni con i clienti);
- servizi accessori (come configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi).
I fornitori scelti dovranno rientrare nell’elenco fornito dal MIMIT, entro 60 giorni dalla chiusura dello sportello. La spesa minima deve essere di 4.000 euro. L’acquisto di servizi può avvenire in modalità diretta (con un piano spesa di massimo 12 mesi), in abbonamento di massimo 24 mesi e con modalità mista.
Modalità di acquisto
I servizi possono essere acquisiti in tre modi:
- acquisto diretto, che deve concludersi entro 12 mesi dalla concessione.
- abbonamento, per servizi Cloud o SaaS, con una durata minima di 24 mesi;
- modalità mista.
Chi può richiederli
Possono accedere al voucher le micro, piccole e medie imprese e i professionisti (iscritti o meno a ordini professionali) attivi in Italia e iscritti al Registro delle imprese, purché in regola con l’obbligo di copertura assicurativa contro calamità naturali ed eventi catastrofali (requisito introdotto dalla Legge di Bilancio 2024) e con una connessione internet con velocità minima di 30 Mbps in download.
Le domande e i criteri di valutazione
Poiché il termine per l’iscrizione dei fornitori è stato appena prorogato dal 23 aprile al 27 maggio 2026, anche la data per le imprese è slittata in avanti. Sarà un nuovo decreto direttoriale del MIMIT a definire le nuove scadenze, in probabilmente tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2026, una volta elaborati i dati dei fornitori che si saranno iscritti entro fine maggio.
La valutazione delle richieste seguirà il criterio cronologico e sarà compito di Invitalia e Infratel Italia. Tutte le modalità saranno definite da un decreto direttoriale che arriverà a stretto giro.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it