L’INPGI, acronimo di Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti Italiani, è la cassa previdenziale che gestisce i contributi dei giornalisti che svolgono la propria attività in forma autonoma come liberi professionisti o nella forma di collaborazione coordinata e continuativa. Recentemente l’istituto ha aggiornato i valori dei contributi e delle prestazioni per l’anno 2026 tramite le circolari n. 2 e n. 3 del 5 febbraio 2026. Le regole e le scadenze per i versamenti dei contributi previdenziali 2026 per giornalisti variano a seconda della categoria di appartenenza.
Indice
Scadenze contributi Inpgi 2026
| Tipologia di contributo | Scadenza |
|---|---|
| Contributi minimi (acconto) | Entro il 31 luglio 2026 in un’unica soluzione In tre rate (31 maggio, 30 giugno, 31 luglio) |
| Comunicazione dei redditi professionali percepiti nel corso dell’anno precedente | Entro il 30 settembre 2026 |
| Contributi integrativi | Entro il 31 ottobre 2026 in un’unica soluzione In tre rate (31 ottobre, 30 novembre, 30 dicembre) |
Quali sono e come si calcolano i contributi INPGI 2026
I contributi previdenziali per i giornalisti autonomi variano in funzione della categorie di appartenenza (liberi professionisti o co.co.co.). Infatti, devono iscriversi all’Inpgi tutti i giornalisti che svolgono l’attività in modo continuativo e professionale, sia come liberi professionisti sia come collaboratori coordinati e continuativi.
Dal 1° luglio 2022 la gestione dei giornalisti dipendenti è passata all’INPS, mentre l’INPGI gestisce esclusivamente i giornalisti autonomi (Gestione separata).
Contributi per giornalisti liberi professionisti
Per i giornalisti che svolgono la propria attività come liberi professionisti in Italia sono previsti i seguenti contributi:
- contributo soggettivo, confermato al 12% del reddito imponibile fino a 24.336 euro, mentre per le quote di reddito professionale eccedenti è elevato al 14%;
- contributo integrativo, pari al 4% del reddito lordo e solitamente addebitato ai clienti;
- contributo di maternità , con un importo fisso per tutti (sia uomini che donne);
- contributo aggiuntivo, da versare su base volontaria e con un’aliquota minima non inferiore al 5% del reddito dichiarato.
È dovuto in ogni caso un contributo minimo annuo, differenziato in base all’anzianità di iscrizione all’ordine professionale. Per i giornalisti che svolgono attività in forma autonoma il contributo soggettivo è dovuto nel limite del massimale annuo imponibile, che per l’anno 2026 è rideterminato in 122.295 euro. Il contributo integrativo (nella misura del 4%), invece, è dovuto sull’intero reddito lordo.
Collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co)
Diverso è il regolamento per i giornalisti con collaborazioni coordinate e continuative, il cui versamento dei contributi è ripartito tra committente (2/3) e collaboratore (1/3).
L’aliquota contributiva per il 2026 è fissata al 28% per chi è privo di altra copertura oppure al 17% per chi ha un’altra assicurazione. Il premio assicurativo interamente a carico del committente è confermato a 6 euro mensili per tutto il 2026 per ciascun collaboratore iscritto all’Inpgi.
A quanto ammontano i contributi INPGI 2026
Con la circolare numero 3 di febbraio 2026, l’INPGI ha provveduto ad aggiornare gli importi dei contributi soggettivi, integrativi e di maternità per i giornalisti in adeguamento all’inflazione.
| Tipo contributo | Contributo minimo ordinario | Contributo minimo ridotto (giornalisti con meno di 5 anni di anzianità professionale) | Contributo minimo ridotto (giornalisti titolari di trattamento pensionistico diretto) |
|---|---|---|---|
| Reddito minimo di riferimento | 2.543,87 euro | 1.271,94 euro | 1.271,94 euro |
| Contributo soggettivo (12%) | 305,26 euro | 152,63 euro | 152,63 euro |
| Contributo integrativo (4%) | 101,75 euro | 50,88 euro | 101,75 euro |
| Contributo di maternità | 23,70 euro | 23,70 euro | 23,70 euro |
| Totale contributo minimo 2026 | 430,71 euro | 227,21 euro | 278,08 euro |
Come si pagano i contributi INPGI 2026
Per effettuare il versamento dei contributi INPGI è possibile utilizzare diversi canali:
- modello F24/accise, reperibile sul sito dell’INPGI o su quello dell’Agenzia delle Entrate, indicando “Ente P”, “codice identificativo 22222”, mese e anno di riferimento;
- bonifico bancario, indicando nella causale “SU” (per i versamenti in unica soluzione) oppure “S1” (per la prima rata del 31 ottobre) e “S2” e “S3” (per le rate successive con scadenza 30 novembre e 31 dicembre), seguiti dall’anno di riferimento e dal codice fiscale e/o matricola dell’iscritto cui si riferiscono i versamenti.
I giornalisti possono richiedere la rateazione degli importi dovuti all’INPGI, fino a un massimo di 60 rate mensili (5 anni). Alla rateazione viene applicato il tasso di dilazione e differimento.
Le sanzioni per il ritardo dei versamenti
I giornalisti che non effettueranno i versamenti entro le scadenze definite dall’Inpgi vanno incontro a delle sanzioni definite dall’art. 116 della legge 388/2000. L’importo della sanzione è pari al TUR+5,5 punti.
Anche la comunicazione reddituale prevede una scadenza precisa (30 settembre). L’omessa, la ritardata o l’infedele comunicazione dei redditi all’Inpgi comporta l’applicazione di una sanzione rapportata al contributo soggettivo minimo dovuto pari al:
- 5 %, se la comunicazione avviene entro 30 giorni dalla scadenza;
- 10%, se viene trasmessa tra il 31° e il 60° giorno;
- 15%, se viene trasmessa tra il 61° e il 90° giorno;
- 20%, se viene trasmessa dopo il 90° giorno.














Laura Pellegrini
Giornalista e content editor