L’Italia delle costruzioni prova a invertire la rotta a febbraio 2026, mostrando una vitalità superiore rispetto alla media dei partner europei. Per i professionisti e le PMI del settore, i dati Istat ed Eurostat delineano un quadro di cauta ripresa in un contesto internazionale che fatica ancora a trovare stabilità.
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Settore edile in Italia: i numeri di febbraio 2026
Dopo la flessione registrata all’inizio dell’anno, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha mostrato un incremento dello 0,5% rispetto a gennaio 2026. Questa crescita congiunturale suggerisce una reattività del mercato, invertendo la tendenza negativa del mese precedente.
Anche il confronto con l’anno scorso (variazione tendenziale) sorride al settore: l’indice grezzo sale dell’1,5% rispetto a febbraio 2026 e l’indice corretto per gli effetti di calendario segna una crescita dell’1,4% (con lo stesso numero di giorni lavorativi, 20, rispetto all’anno precedente).
L’andamento del trimestre
Nonostante il segnale positivo di febbraio, la visione d’insieme invita alla prudenza. Se analizziamo la media del trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026, la produzione complessiva segna un calo dell’1,1% rispetto ai tre mesi precedenti. Per quanto riguarda i primi due mesi dell’anno solare 2026, si nota una discrepanza tra i dati: l’indice grezzo diminuisce dell’1,6% e l’indice corretto per gli effetti di calendario aumenta dello 0,5%.
Un cambio di metodo
È importante sottolineare che, a partire da gennaio 2026, l’Istat ha adottato un nuovo metodo di stima per l’indice di produzione (IPC). L’elemento centrale di questa innovazione è l’utilizzo delle ore lavorate come unico input produttivo. I dati sulle ore lavorate, fondamentali per il calcolo, provengono dalle rilevazioni mensili sulle Casse edili, che monitorano l’attività di operai e apprendisti su tutto il territorio nazionale. Il totale delle ore viene poi corretto con un coefficiente di produttività mensile derivato dai dati di contabilità nazionale.
Il confronto con l’Europa
Mentre l’Italia cresce dello 0,5%, il resto d’Europa mostra segnali di maggiore affaticamento.
| Area geografica | Variazione mensile (Feb 2026) | Variazione tendenziale (su base annua) |
| Italia | +0,5% | +1,4% (corretto) |
| Eurozona | -0,2% | -1,9% |
| Europa dei 27 (UE) | +0,1% | -2,0% |
Nell’Eurozona si registra una frenata dello 0,2%, sebbene il dato sia meno pesante rispetto al -1,3% di gennaio. L’Europa allargata (UE27) riesce a mantenersi appena sopra la linea di galleggiamento con un +0,1%, recuperando parzialmente dal brusco -2,1% del mese precedente. Su base annua, tuttavia, il distacco è netto: l’Europa cala di circa il 2%, mentre l’Italia resta in territorio positivo
Le previsioni per i prossimi mesi
Il 2025 si è chiuso con una crescita media annua del 3,5% (dato corretto per il calendario), frutto anche dei bonus edilizi diffusi in precedenza. L’inizio del 2026 sembra confermare una fase di assestamento. Mentre il dato mensile di febbraio indica una ripresa della dinamica positiva, il calo trimestrale suggerisce che le PMI debbano monitorare con attenzione l’evolversi della domanda nei prossimi mesi, su cui pesano anche i costi di produzione in aumento. I dati relativi a marzo 2026 saranno diffusi il 20 maggio 2026.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it