ISEE 2026, nuovi bonus e assegni più alti: cosa cambia e la guida per il rinnovo INPS

Senza un indicatore valido, diverse prestazioni sociali verranno sospese o ridotte al minimo.

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ISEE 2026

Come ogni anno, molte famiglie italiane sono chiamate a rinnovare l’ISEE. Nel 2026, però, ci sono importanti novità di cui tenere conto, che promettono di abbattere il reddito, garantendo l’accesso a diversi aiuti e la maggiorazione di quelli di cui si beneficia già. La manovra 2026, infatti, ha introdotto franchigie più alte sulla prima casa e confermato l’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo. Questo cambia la situazione reddituale di molti contribuenti, che devono presentare una nuova dichiarazione se vogliono continuare a ricevere sussidi come l’assegno unico, l’assegno di inclusione o la NASpI. Oppure, ancora, per vedersi riconosciuti i rimborsi per gli asili nido e la TARI.

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Quando va richiesto l’ISEE 2026

L’ISEE 2026 può essere richiesto in qualsiasi momento dell’anno, a partire dal 1° gennaio 2026, e ha validità fino al 31 dicembre 2026. Tuttavia, a seconda delle prestazioni, ci sono scadenze diverse di cui tenere conto.

È un’operazione che può essere fatta in autonomia online oppure rivolgendoti a un intermediario. Nel dettaglio, è possibile accedere al portale unico ISEE dell’INPS – con SPID, CIE o CNS – e confermare (o modificare, se necessario) i dati già presenti nel sistema, ottenendo così l’ISEE precompilato. In alternativa, si può chiedere l’assistenza di CAF o patronati. Il servizio è solitamente gratuito per le prime attestazioni.

Poiché i dati di riferimento sono quelli di due anni solari precedenti, per l’attestazione del 2026 bisogna recuperare la documentazione relativa all’intero anno 2024 e 2025.

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Per quali bonus bisogna rinnovare l’ISEE nel 2026

Senza un ISEE valido, molte prestazioni sociali vengono sospese o ridotte al minimo di legge. In particolare, per l’assegno unico e universale, la mancata presentazione del modello aggiornato entro il 28 febbraio 2025 comporta il riconoscimento dell’importo minimo (57 euro a figlio) a partire dalla mensilità di marzo. Per rimediare, però, c’è tempo fino al 30 giugno. In questo caso i beneficiari possono presentare una nuova DSU all’INPS, aggiornare l’ISEE e, se spettanti, ricevere gli importi non ricevuti. Superata questa data, l’ISEE 2026 può comunque essere presentato e l’assegno ricalcolato, ma si perde il diritto agli arretrati.

L’ISEE va presentato anche per richiedere il bonus nido, il contributo riconosciuto dall’INPS per le rette degli asili. In questo caso va allegato quello in corso di validità al momento della domanda stessa. Per esempio, i genitori che fanno richiesta del bonus nel 2026 non possono presentare l’ISEE 2025, ma quello aggiornato al 2026. Stessa cosa vale per la carta nuovi nati, riconosciuta a chi ha un ISEE inferiore a 40.000 euro.

Infine è necessario che l’ISEE sia aggiornato per ottenere pure i bonus sociali luce e gas, il bonus idrico e il bonus TARI. In molti casi questi vengono riconosciuti in automatico, se l’INPS è in possesso dei dati aggiornati, mentre in alcuni Comuni è richiesto l’invio di apposita domanda, con allegato ISEE valido.

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Misure di sostegno al reddito, quali dipendono dall’ISEE

Un discorso analogo ai bonus va fatto per tutte quelle misure di sostegno che dipendono dal reddito. Si tratta cioè di aiuti e contributi riconosciuti solitamente a chi ha un ISEE basso, il cui accesso è subordinato alla presentazione dell’apposita certificazione da parte dei beneficiari.. Per esempio, serve un ISEE aggiornato al 2026 per ottenere l‘indennità di maternità riconosciuta dai comuni a chi ha un reddito basso e non rientra tra le beneficiare della maternità ordinaria.

Non c’è una scadenza specifica, ma sono comunque subordinati alla presentazione di un ISEE in corso di validità insieme alla domanda: l’assegno di inclusione, l’accesso al supporto formazione lavoro, la carta acquisti e la carta dedicata a te.

Devono rinnovare invece l’ISEE entro la fine di gennaio i beneficiari dell’assegno di inclusione. Se l’ISEE non viene aggiornato, si rischia la sospensione dell’erogazione del beneficio fino all’arrivo della nuova attestazione.

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Quali sono le nuove franchigie sulla prima casa

Per le famiglie proprietarie di immobili, cambia il calcolo dell’ISEE dal 1° gennaio. La manovra 2026, infatti, ha introdotto una nuova franchigia per la prima casa. Mentre nel 2025 venivano escluse solo le prime case cui valore era pari o inferiore a 52.500 euro, nel 2026 l’importo del valore dell’abitazione di residenza non viene considerato nel patrimonio immobiliare se pari o inferiore a 91.500 euro. Nel caso di grandi comuni o città metropolitane, la soglia sale a 120.000 euro. È l’INPS, tramite i propri sistemi, a determinare automaticamente l’esclusione in base al comune di residenza indicato al momento del rinnovo dell’ISEE.

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Come funziona l’esclusione dei titoli di Stato

Nel calcolo della componente patrimoniale mobiliare dell’ISEE, nel 2026 una parte del valore dei titoli di Stato non va considerata. Il limite massimo di esclusione è fissato a 50.000 euro complessivi, che comprende tutti gli strumenti ammessi (dai BOT e BTP, ai buoni fruttiferi postali, fino ai libretti di risparmio postale).

Attenzione però, sebbene questi titoli possano essere esclusi dal calcolo finale, vanno comunque dichiarati. Sarà poi l’INPS a scorporarli automaticamente durante la determinazione dell’ISEE.

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