Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 13 aprile 2026, cambia il processo per l’acquisizione dei dati necessari agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e al Concordato preventivo biennale (CPB). Non si tratta della consueta proroga annuale, ma di una stabilizzazione delle regole che punta a semplificare la vita degli intermediari e dei contribuenti, integrando definitivamente il sistema con la delega unica.
L’introduzione dei dati precalcolati per ISA e CPB non è un caso isolato, ma segue la scia della semplificazione già avviata con la dichiarazione precompilata 2026, estendendo la logica del ‘Fisco assistito’ anche al complesso mondo delle partite IVA e del reddito d’impresa.”
Indice
Addio provvedimenti annuali, cosa cambia
L’obiettivo del Fisco è quello di definire in modo permanente le modalità di acquisizione degli ulteriori dati per:
- l’applicazione degli ISA per il periodo d’imposta 2025 (Modelli 2026);
- l’elaborazione della proposta di CPB per il biennio 2026-2027.
Questo permette agli studi professionali di mappare i processi interni senza il timore di cambiamenti procedurali lastminute a ridosso delle scadenze.
ISA 2026 e CPB 2026-2027: arriva la delega unica
La vera novità del 2026 è il ruolo centrale della delega unica (introdotta dal D.Lgs. 1/2024). Questo strumento permette all’intermediario di accedere ai servizi dell’Agenzia con un unico modello, superando la frammentazione dei mandati.
Come si accede ai dati precalcolati?
L’accesso ai dati ISA e CPB segue ora due binari distinti a seconda del tipo di delega in possesso dell’intermediario
| Tipologia di delega | Modalità di accesso ai dati |
| Delega al cassetto fiscale | Accesso diretto e download dei file precalcolati dall’area riservata. |
| Delega specifica (servizio ISA/CPB) | Utilizzo del nuovo servizio dedicato agli intermediari sprovvisti di accesso al cassetto fiscale. |
| Singolo sontribuente | Download diretto tramite credenziali SPID, CIE o CNS dall’area riservata. |
Richiesta massiva vs puntuale
Per i commercialisti che gestiscono ampi pacchetti clienti, la gestione dei flussi rimane incentrata su Entratel, ma con procedure semplificate:
- richiesta massiva. Si invia un file elenco contenente le posizioni dei contribuenti. Le regole procedurali (ricevute, gestione errori) sono state uniformate sia per chi ha la delega al cassetto fiscale, sia per chi ha solo la delega specifica ISA/CPB;
- richiesta puntuale: Resta possibile richiedere i dati per un singolo contribuente. Per chi ha la delega specifica, ciò avviene tramite l’invio di un file contenente una sola posizione, seguendo lo stesso tracciato della massiva.
Le vecchie deleghe al cassetto fiscale (attivate entro il 5 dicembre 2025) restano valide fino alla scadenza naturale e comunque non oltre il 28 febbraio 2027. Entro tale data, la transizione verso la Delega Unica dovrà essere completata.
Errori da evitare
La novità più rilevante per evitare scarti e blocchi operativi riguarda l’eliminazione dei cosiddetti elementi di riscontro. In precedenza, per gli intermediari senza cassetto fiscale, era necessario indicare elementi contabili specifici (es. volume d’affari dell’anno precedente) per validare la richiesta. Questa procedura è stata eliminata. Oggi il controllo si basa esclusivamente sull’esistenza della delega unica correttamente registrata.
Un errore comune è tentare l’acquisizione dei dati CPB senza aver flaggato lo specifico servizio “c” della delega unica (acquisizione dati ISA/CPB). È fondamentale che il mandato sottoscritto dal cliente sia comprensivo di questa opzione. Nonostante la stabilizzazione, i dati non sono istantanei. È necessario monitorare le ricevute Entratel per verificare la disponibilità del file precalcolato dopo l’invio della richiesta.
Perché i dati precalcolati sono fondamentali
I dati messi a disposizione dall’Agenzia non sono semplici suggerimenti, ma la base su cui viene calcolato il punteggio di affidabilità fiscale e, soprattutto, la proposta di reddito del concordato. Un errore nell’importazione di questi dati o una mancata consultazione può portare a:
- un punteggio ISA errato (con conseguente esclusione dai benefici premiali);
- una proposta di CPB non coerente con la reale situazione aziendale, rendendo rischiosa l’adesione.














Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it