Impresa ittica: cos’è e come diventare imprenditore ittico

L’impresa ittica è un tipo di attività che si concentra sulla pesca e su mansioni ad essa connesse. Leggi la guida per conoscere i requisiti per diventare imprenditore ittico.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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  • L’impresa ittica è un’attività che si occupa della pesca e di tutte le altre mansioni ad essa connesse.
  • L’imprenditore ittico svolge l’attività professionale attraverso una specifica licenza e può farlo sia in forma individuale che in società.
  • Sono imprese ittiche quelle che si occupano di pesca, acquacoltura, pescaturismo e vendita di prodotti ittici.

Cos’è l’impresa ittica e come si diventa imprenditore ittico? L’attività ittica è spesso associata all’impresa agricola e infatti condividono alcune caratteristiche. Entrambe sono disciplinate dalla medesima fonte normativa, ossia l’articolo 2135 del Codice Civile, che fa riferimento proprio all’imprenditore agricolo.

Inoltre, come per l’impresa agricola, anche nel settore ittico l’imprenditore, per potersi considerare tale, deve essere in possesso di alcuni requisiti. Scopri qui come funziona questo ambito.

Cos’è l’impresa ittica

L’impresa ittica è l’attività che si occupa della pesca e di tutte le operazioni ad essa connesse. Secondo quanto stabilito dall’articolo 2135 del Codice Civile, le attività svolte dall’impresa ittica possono essere:

  • pesca;
  • acquacoltura;
  • pescaturismo;
  • vendita dei prodotti ittici.
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L’articolo chiarisce, inoltre, cosa si intende per coltivazione del fondo, silvicoltura e per allevamento di animali, ossia sono “attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine”.

Come l’impresa agricola, anche l’impresa ittica gode di alcuni vantaggi fiscali. Nell’attività della pesca sono, inoltre, compresi la cala, la posa, il traino e il recupero di un attrezzo da pesca, oltre al trasferimento a bordo, il trasbordo, la conservazione e la trasformazione, la messa in gabbia, l’ingrasso e lo sbarco di pesci e prodotti della pesca.

Oltre alla pesca, quindi, l’impresa ittica può svolgere diverse attività, tra cui l’acquacoltura e il pescaturismo. Vediamole nel dettaglio.

1. Acquacoltura

L’acquacoltura è considerata come l’insieme di tutte le pratiche diverse dalla pesca che hanno l’obiettivo di utilizzare il fondo, allevare, produrre e catturare pesci, organismi acquatici, molluschi, crostacei ed alghe. Questo può avvenire dalle acque dolci, come laghi e fiumi, salmastre oppure marine, su terraferma e per specie di carattere vegetale o animale.

Per poter svolgere l’attività di acquacoltura è necessario ottenere l’autorizzazione sanitaria, ma anche registrare l’impresa all’anagrafe delle imprese di acquacoltura. Questo passaggio è indispensabile per assolvere le procedure sanitarie e veterinarie per gli stabilimenti di trasformazione, ordinaria attività di allevamento e dei suoi prodotti.

La differenza tra acquacoltura e itticoltura riguarda il tipo di organismo “coltivato”. Infatti, l’itticoltura si occupa principalmente dell’attività produttiva che rientra nell’ambito della pesca. Si concentra, quindi, sull’allevamento e la riproduzione dei pesci.

2. Pescaturismo

Il pescaturismo è l’attività che si dedica all’organizzazione delle escursioni su imbarcazioni da pesca. Si tratta di una possibilità che permette ai turisti di imbarcarsi in pescherecci e simili, guidati da pescatori professionisti.

Il pescaturismo richiede obbligatoriamente il possesso della licenza di pesca. Inoltre, prevede la possibilità di fornire ai turisti servizi di escursione, ristorazione e pesca sportiva.

3. Ittiturismo

L’ittiturismo è l’attività turistica offerta sulla terraferma. I servizi proposti nell’ittiturismo possono essere legati al pernottamento dei turisti in strutture di proprietà, ma anche ad attività educative, di divertimento o di tipo ristorativo con fornitura di cibi e bevande locali.

Anche per l’imprenditore che svolge attività di acquacoltura è possibile ospitare i visitatori in strutture di sua proprietà per il pernottamento e offrire visite sulle imbarcazioni professionali, per far entrare in contatto i turisti con le attività svolte dall’impresa.

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Chi è l’imprenditore ittico

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L’imprenditore ittico è il professionista che svolge l’attività di pesca e le mansioni ad essa legate. Per svolgere tale attività deve essere in possesso di una specifica licenza. Può portare avanti questo tipo di impresa sia in modo autonomo, quindi come ditta individuale, che come società.

La figura dell’imprenditore ittico è compresa nella definizione di imprenditore agricolo. Se si decide di costituire una società, i soci devono svolgere l’attività in modo prevalente, come stabilito dal comma 2 dell’articolo 2135 del Codice civile.

L’imprenditore ittico comprende sia la figura del pescatore professionale che quella dell’acquacoltore. A differenza dell’imprenditore commerciale, l’oggetto dell’attività dell’imprenditore ittico fa parte di una particolare tipologia, a cui talvolta sono destinati incentivi e agevolazioni fiscali. Va ricordato che è la prevalenza del tipo di attività a determinare la definizione di commerciale o ittica dell’impresa.

Come diventare imprenditore ittico

Per poter diventare imprenditore ittico, il professionista deve essere a conoscenza di tutte le informazioni relative all’attività svolta ed essere in possesso di una specifica licenza di pesca.

Inoltre, per poter essere definito imprenditore ittico, il professionista deve svolgere prevalentemente l’attività ittica. Di conseguenza, proprio come per l’imprenditore agricolo, deve:

  • guadagnare almeno il 50% del reddito complessivo dall’attività ittica;
  • investire almeno il 50% del proprio tempo nell’attività ittica.

Infine, per avviare un’impresa ittica occorre:

  • aprire la partita IVA per imprese ittiche;
  • iscriversi alla sezione speciale del Registro delle Imprese;
  • aprire la posizione presso l’INPS;
  • aprire la posizione presso l’INAIL.

Per ciò che riguarda i codici Ateco, si fa riferimento ai seguenti:

  • codice Ateco 03.21: acquacoltura marina;
  • codice Ateco 03.22: acquacoltura in acque dolci.
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Agevolazioni fiscali per le imprese ittiche

Le imprese ittiche, al pari di quelle agricole, possono accedere a diversi tipi di agevolazioni fiscali, sostegni o incentivi. Questi possono essere portati avanti a livello regionale oppure nazionale, in base al periodo specifico.

A livello fiscale l’imprenditore ittico deve dichiarare i redditi prodotti nello svolgimento della propria attività, oppure quelli derivati dalla detenzione di un terreno. Anche le imprese ittiche possono accedere al regime forfettario, ovvero il regime fiscale agevolato che permette una bassa tassazione.

In questi casi si parla di una imposta sostitutiva dell’IRPEF al 5% per i primi 5 anni e al 15% per il periodo successivo. Questo regime fiscale è garantito fino alla soglia di ricavo annuo di 85.000 euro, da cui bisogna passare al regime ordinario. La fiscalità delle imprese ittiche è analoga a quella delle attività nell’agricoltura.

Quanto costa avviare un’impresa ittica

Andiamo a vedere nel dettaglio quanto costa avviare un’attività nella pesca. In questo caso bisogna considerare un discreto investimento iniziale, soprattutto per costituire un allevamento. Vediamo nel dettaglio quali possono essere le spese da affrontare:

  • costi per comprare vasche e ambienti per l’allevamento dei pesci;
  • strumenti per portare avanti l’allevamento;
  • l’acquisto dei pesci e dei prodotti per la loro alimentazione;
  • costi per comprare strumenti e macchinari per il trasporto del pesce;
  • spese per retribuzioni, contributi e tasse in riferimento a collaboratori e dipendenti;
  • costi legati alla lavorazione e alla vendita del pesce in caso di attività commerciale.

Il costo totale non è indifferente e bisogna considerare tutte le spese fisse che vengono dilazionate nel periodo in cui si svolge l’attività, incluse quelle legate alle imposte. Pensiamo ad esempio che solamente per acquistare una vasca per l’allevamento possono essere necessari dai 300 ai 10.000 euro.

Impresa ittica – Domande frequenti

Chi è l’imprenditore ittico?

L’imprenditore ittico è il soggetto titolare di licenza di pesca che svolge in modo prevalente l’attività ittica, sia in modo autonomo che sotto forma di società.

Che cos’è la produzione ittica?

Per produzione ittica si intende l’acquacoltura, o ancora l’itticoltura, che consiste nell’allevamento di organismi acquatici, tra cui pesci, crostacei e molluschi, ma anche la produzione di alghe, in ambienti confinati e controllati dall’uomo. Scopri di più qui.

Come diventare imprenditore ittico?

Per diventare imprenditore ittico bisogna ottenere la licenza di pesca, svolgere prevalentemente l’attività ittica, aprire la partita IVA, una posizione INPS e una posizione INAIL, oltre ad iscrivere l’attività al Registro delle Imprese della Camera di Commercio.

Quali sono le agevolazioni fiscali per le imprese ittiche?

Le imprese ittiche possono accedere a determinate agevolazioni o incentivi introdotti dalle Regioni o a livello nazionale. Inoltre possono aderire al regime fiscale forfettario se ne rispettano i requisiti.

Autore
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.
Fact-Checked
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 14 Dicembre 2023
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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