Furto d’idea: cosa sapere e come difendersi

Si può parlare di furto di idea nel momento in cui un progetto, un marchio o un brevetto vengono rubati: ecco cosa prevede la legge.

di Giovanni Emmi

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Furto di idea
  • Per capire cosa si intende per furto di idea, bisogna prima di tutto distinguere tra idea, marchio e brevetto.
  • Per furto di idea si intende il furto di un progetto, che può essere ancora un pensiero, oppure può concretizzarsi in un marchio o un brevetto.
  • Dal furto di idea ci si può difendere solamente in alcune circostanze.

È possibile rubare un’idea? Posta in questo modo la domanda fa sorridere, perché si presta ad una facile risposta, che ogni persona di buon senso non può evitare di dare, a questa domanda. E’ ovvio che un’idea non può essere rubata, ma solo condivisa. Potrà semmai essere rubata la realizzazione di quella idea, che sia tangibile e tutelata.

Bisogna quindi fare una distinzione, come vedremo nell’articolo, tra idea, marchio e brevetto, nel caso in cui si tratti di qualcosa che è stato registrato, o che ancora non è registrato. Per capire al meglio cosa si intende per furto di idea, bisogna fare qualche esempio pratico.

Furto d’idea: un esempio pratico

Ipotizziamo che due persone si trovino, nel corso di una discussione, a disquisire sulla possibilità di creare una applicazione che automaticamente rilevi i tempi di lavoro del personale o dei collaboratori di una società di servizi.

Prendiamo in esame il caso che, dal giorno dopo, uno dei due lavori all’idea e realizzi il software. Successivamente lo registra alla SIAE e procede al suo sfruttamento.

Immaginiamo che dopo un anno dalla registrazione la persona che ha partecipato alla disquisizione, pretenda di avere un vantaggio economico dall’idea discussa insieme, senza che abbia materialmente contributo alla messa a terra dell’idea.

È pacifico che non si possa legalmente accampare una pretesa. Nessun avvocato di buon senso intraprenderebbe un giudizio civile valido a dimostrare l’esistenza di un diritto in capo all’attore, per il furto di una idea condivisa in una conversazione.

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Furto d’idea: il marchio

Allo stesso tempo ipotizziamo che due soggetti discutano dei colori e del payoff di un marchio, proponendosi di procedere alla sua realizzazione e successiva registrazione. Successivamente uno dei due lo realizza graficamente e lo registra.

Se non vi era un impegno tra i due di condividere lo sfruttamento del marchio è complicato, anche in questo caso, parlare di furto di idea. Sul marchio è opportuno fare una chiosa. Molto spesso capita di avere a che fare con imprenditori che attribuiscono al marchio un valore che non ha, facendo leva sulla sua presunta validità e gradevolezza estetica e non in quello che il marchio rappresenta.

Il marchio rappresenta il carattere distintivo di una realtà imprenditoriale, riconoscibile da colori, simboli e payoff aziendale. Il suo valore dipende dall’importanza che esso assume sul mercato e dalla sua riconoscibilità da parte del consumatore, non certamente dalle caratteristiche estetiche. Esistono marchi ideati anche cento anni addietro, sempre attuali e riconoscibili dai consumatori, che gli attribuiscono un valore rilevante.

E i brevetti come possono essere classificati? Insieme ai marchi, modelli e disegni industriali, i brevetti sono tutelabili attraverso il processo di registrazione, che attribuisce una data certa e stabilisce i criteri di anteriorità.

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Un’idea può essere protetta?

Tornando al tema principale del furto d’idea, premesso che un’idea non può essere rubata, ma solo condivisa, l’argomento assume una rilevanza giuridica quando dalle idee si passa ai fatti.

Quando il disegno, il marchio o il brevetto vengono “messi a terra”, ossia realizzati dall’imprenditore, in quello stesso momento, l’esigenza di registrazione nasce spontanea e si rende necessaria, per evitare situazioni spiacevoli.

In conclusione ci sono delle fasi intermedie tra lo sviluppo dell’idea progettuale e la realizzazione dello strumento oggetto di tutela da parte del nostro ordinamento giuridico, che mettono a repentaglio il diritto sacrosanto di godere delle proprie capacità e competenze.

In una prima fase, l’idea non può essere rubata e nella fase conclusiva è tutelata. Il plagio e la contraffazione del marchio o la copiatura del brevetto e dei modelli industriali rappresentano una possibilità, rispetto alla quale ci si potrebbe facilmente rivolgere alla legge, per far cessare l’attività fraudolenta. Riassumiamo questi concetti:

  • pensiero: è solo nella testa e nessuno lo conosce, impossibile da rubare;
  • idea: esposta in discussione ad altri, potrebbe essere di ispirazione ma non si può rubare;
  • progetto, “disegnato” e non registrato: potrebbe essere rubato o copiato;
  • marchio, brevetto, disegno industriale, registrato: può essere rubato ma è opponibile in sede giudiziaria.

In conclusione solo il progetto, frutto dell’idea, già messo a terra può essere rubato.

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Come difendersi dal furto di idea

Proponiamo un esempio. Tizio ha l’ideazione di un marchio, con payoff e storytelling, lo commissiona ad un grafico che lo esegue e gli fornisce il progetto del marchio.

Da questo momento il progetto è a rischio perché se Caio riesce ad impossessarsi di tutto il progetto può registrarlo a suo nome e attribuirsi la maternità anche dell’idea. Come difendersi in questo caso dal furto del progetto di business?

Non esistono rimedi giuridici, ma va prestata massima attenzione al contesto ambientale, evitando accuratamente di condividere il progetto con le persone sbagliate. Questa è una scelta molto complicata per tutta una serie di considerazioni di carattere etico e morale che cozzano con l’esercizio di un diritto economico.

Per chi ha visto “The social network“, il pensiero corre a Zuckerberg, tacciato di furto di idea, con la quale ha realizzato un colosso economico. Cosa sarebbe successo se Facebook fosse stato “messo a terra” dai gemelli Winklevoss?

Probabilmente non avrebbe avuto lo stesso successo, perché la capacità di Zuckerberg sulla realizzazione del progetto è indiscutibile. Tuttavia qualcosa hanno ottenuto, oltre ai 65 milioni che hanno carpito a Zuckerberg, ossia la notorietà, che i due non avrebbero avuto per meriti personali.

Furto di idea – Domande frequenti

Cos’è il furto di idea?

Si parla di furto di idea quando un’idea, un progetto o un marchio vengono derubati ad un soggetto. Ecco cosa prevede la legge italiana.

Si può rubare un marchio?

Un marchio, un brevetto o un disegno industriale registrato può essere rubato, ma è opponibile in sede giudiziaria.

Come difendersi dal furto di idea?

Per difendersi dal furto di idea è necessario prima di tutto fare attenzione a chi viene comunicato il progetto. Non esistono tuttavia soluzioni giuridiche a monte. Clicca qui per saperne di più.

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Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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