Fermare l’emorragia di talenti e creare le condizioni economiche affinché restare in Italia sia una scelta e non una rinuncia. È questo l’obiettivo fondante della proposta di legge “Diritto a restare”, presentata dal Partito democratico e illustrata dalla segretaria Elly Schlein.
In un contesto in cui il tessuto produttivo italiano e le PMI lamentano una costante carenza di personale qualificato, la misura punta a invertire una tendenza allarmante. I dati della Fondazione Ismu citati durante la presentazione parlano chiaro: negli ultimi anni 192 mila giovani tra i 25 e i 34 anni sono andati all’estero. Allargando lo spettro temporale, dal 2011 al 2024, ben 630 mila giovani nella fascia 18-34 hanno lasciato il nostro Paese. Questo esodo si traduce in una drastica perdita di competenze per le imprese e in un danno economico stimato in 160 miliardi di euro.
Per arginare il fenomeno, la proposta prevede un pacchetto di misure coperte dal Fondo Fispe e dagli extraprofitti. Ecco gli interventi principali, dal bonus in busta paga fino agli incentivi per il tessuto imprenditoriale.
Indice
Bonus 200 euro under 35: i requisiti
Al centro dell’impianto legislativo c’è una misura diretta al potenziamento del potere d’acquisto delle nuove generazioni, in una fase storica segnata da salari fermi e costo della vita crescente. Il testo introduce un aumento salariale di 200 euro al mese per tre anni. Questo bonus è destinato specificamente a:
- lavoratori under 35;
- soggetti con redditi fino a 45mila euro.
Si tratta di un intervento strutturale a tempo determinato (tre anni) che mira a offrire un sostegno concreto ai giovani lavoratori, favorendo al contempo la stabilità economica necessaria per restare sul territorio nazionale.
Misure per le imprese: startup, PMI e credito d’imposta
Per i professionisti e le PMI, la proposta “Diritto a restare” non si limita al lato lavoratore, ma include leve strategiche per favorire l’innovazione e la riorganizzazione aziendale. Sono previsti fondi specifici destinati a supportare le startup e le nuove imprese giovanili, fondamentali per il rinnovamento del mercato italiano.
Le aziende che implementano e favoriscono il ricorso al lavoro agile (smart working) potranno beneficiare di un credito d’imposta. Si tratta di un incentivo pensato soprattutto per rivitalizzare le aree interne del Paese.
È previsto un piano straordinario di assunzioni all’interno delle amministrazioni locali delle aree interne, con lo scopo di migliorare i servizi territoriali e creare nuove opportunità lavorative dirette.
Casa, affitti e sostegno agli studenti
Il pacchetto del “Diritto a restare” agisce anche sulle spese fisse che gravano sui giovani professionisti e sugli studenti (i futuri lavoratori delle nostre imprese). Le misure includono:
- un rafforzamento per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa e il rinnovo delle detrazioni per i giovani in affitto;
- un contributo fino a 250 euro destinato all’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico da parte degli studenti (con priorità alle famiglie più fragili);
- un contributo fino a 250 euro annui per coprire le spese di rientro nel proprio Comune di residenza.
Sul fronte formativo, la legge prevede programmi per la ricerca e i dottorati (mirati in particolare a rafforzare il sistema universitario del Mezzogiorno) e blocca il dimensionamento scolastico per circa 700 Comuni che, a causa della legge Calderoli, hanno perso lo status e i benefici di comune montano.
Il portale Scelgo l’Italia per il rientro dei cervelli
Infine, in ottica di recruiting e rientro delle competenze, la proposta lancia il portale informativo “Scelgo l’Italia”. Questa piattaforma digitale è progettata per semplificare il percorso di rientro degli espatriati, mettendo in contatto i cittadini italiani all’estero con le concrete opportunità professionali, amministrative e formative disponibili sul territorio nazionale. Un bacino potenziale a cui anche il mondo delle PMI potrà guardare per attrarre capitale umano qualificato.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it