Dazi Trump per Groenlandia e Iran, come risponderà l’Europa? In arrivo la società europea unica (Eu Inc)

Ecco la lista nera dei Paesi coinvolti dai nuovi dazi USA e le tariffe. Le Borse europee in rapido calo, vola l'oro. Tutte le possibili contromisure dell'UE e le strategie economiche del Vecchio Continente.

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accordo dazi USA-UE

Donald Trump pubblica sul social Truth un fotomontaggio in cui tiene la bandiera americana sul suolo della Groenlandia. Accanto un cartello inequivocabile: “Groenlandia, territorio USA dal 2026“. Il tycoon non arretra: minaccia una tassa del 200% su vini e champagne francesi, perché Emmanuel Macron non ha aderito al Board of peace per Gaza. A Oslo scrive: “Senza il Nobel non mi occupo della pace”. Adesso chiede agli alleati europei di aderire al blocco totale del commercio con l’Iran e di non “opporre resistenza” sulla Groenlandia. Chi si opporrà all’operazione sarà colpito da pesanti dazi e si aggiungerà alla lista nera dei Paesi già nel mirino.

Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, in una conferenza stampa ha dichiarato di non avere dubbi che gli USA sappiano che Cina e Russia non intendano conquistare la Groenlandia. E ha aggiunto che, fino a poco tempo fa, sarebbe stato inimmaginabile che l’isola potesse mettere in discussione l’unità della Nato. Intanto le Borse europee sono in rapido peggioramento, mentre oro e argento registrano nuovi record. L’Europa mette sul tavolo le possibili contromisure e annuncia la società europea unica.

Nuovi dazi di Trump: lista nera dei Paesi coinvolti e tariffe

La manovra protezionistica annunciata da Trump colpisce intanto gli otto alleati NATO che hanno partecipato all’esercitazione militare Arctic endurance e che si sono opposti alle mire statunitensi sulla Groenlandia. I Paesi direttamente citati nel provvedimento del governo americano sono Danimarca (che detiene la sovranità sull’isola), Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi (Olanda), Norvegia, Svezia e Finlandia. A questa lista rischiano di aggiungersi altri nomi.

Chi interferisce sulla questione Groenlandia subirà dazi sulle esportazioni USA del 10% a partire dal 1° febbraio 2026 e del 25% dal 1° giugno. Chi continuerà gli scambi commerciali con l’Iran, invece, dovrà sopportare dazi al 25% già da febbraio.

Il World economic forum 2026 a Davos, tensioni in vista

Ieri è cominciato il World economic forum 2026 a Davos, in Svizzera. Lì il presidente USA è atteso per il 21 e il 22 gennaio: la prima data è dedicata a uno “special address”, la seconda fungerà da prima convocazione del Board of peace per Gaza. I leader internazioni dovranno cercare di ricucire sui temi più caldi del contesto geopolitico: Ucraina, Groenlandia, Iran, Gaza, dazi.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha chiarito che “l’indipendenza europea è un imperativo strutturale”.

Quali le conseguenze per l’Italia

Anche se l’Italia non è tra i primi Paesi colpiti dalle sanzioni dirette di Donald Trump, ha un’economia strettamente legata a quella degli Stati membri dell’UE. Essere parte del mercato unico europeo significa, se i partner principali (come Germania e Francia) rallentano, subire un inevitabile effetto domino. Secondo Confindustria, i dazi potrebbero ridurre l’export italiano di 22,6 miliardi di euro. Mentre L’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) stima che l’incremento dei costi operativi per le aziende italiane, tra dazi diretti e indiretti, oscillerà tra 8,4 e 10,6 miliardi di euro.

Inoltre, l’incertezza legata a Davos e alle minacce di Trump sta spingendo gli investitori lontano dai mercati europei. Gli analisti segnalano un aumento dei premi per il rischio sulle società europee, inclusa Piazza Affari. Vuol dire che il mercato percepisce l’Europa come un luogo più rischioso dove investire. E questo rende più costoso per le imprese italiane raccogliere capitali o ottenere prestiti, in un momento in cui il timore sulla tenuta dell’intero sistema economico è già diffuso. Il Fondo monetario internazionale infatti ha rivisto al ribasso la crescita mondiale per il 2026, portandola al 3,1% (dal precedente 3,3%). È un problema perché, di fatto, un’economia globale più lenta significa meno domanda per il made in Italy, indipendentemente dai dazi specifici.

La reazione delle Borse e il nuovo record di oro e argento

Le Borse europee peggiorano rapidamente. L’indice stoxx 600 scende dell’1%. In calo Milano (-1,3%), Londra e Francoforte (-1,1%), Parigi (-1%), Madrid (-0,9%). I listini sono appesantiti dal comparto industriale (-1,5%), dai tecnologici (-1%) e dal lusso (-1,4%). Sul fronte valutario il dollaro continua a indebolirsi. L’euro sale a 1,1719 sul biglietto verde.

L’oro registra un nuovo record. Il contratto spot sul metallo giallo ha toccato un massimo a 4.717 dollari l’oncia e scambia ora in rialzo dello 0,99% a 4.715 dollari l’oncia. Il contratto future scambia in progresso del 2,77% a 4.722 dollari. L’argento ha invece leggermente ripiegato dopo il top a 94,63 e scende dello 0,12% a 94,30 dollari.

La reazione dell’UE e la società unica europea

Mentre prosegue la strada per l’accordo con il Mercosur, siglato sabato scorso in Paraguay, l’Unione europea prepara una strategia di difesa per rispondere alle pressioni commerciali degli Stati Uniti. Tra le opzioni sul tavolo ci sono i controdazi da 93 miliardi, le restrizioni sui servizi digitali e tecnologici provenienti dagli USA, le limitazioni dell’accesso delle aziende americane ad alcuni appalti pubblici in Europa, i controlli più stringenti sugli investimenti diretti esteri (IDE) che arrivano dagli Stati Uniti verso settori strategici europei.

Se l’ipotesi dei controdazi UE sembra sfumare al passare delle ore, ciò che emerge con forza è una crescente volontà di rafforzare l’economia europea dall’interno. “A breve presenteremo il 28esimo regime. L’obiettivo finale è creare una vera struttura societaria europea, che chiamiamo Eu Inc.: un insieme unico e semplice di regole, valido in tutta l’Unione, che consenta alle imprese di operare molto più facilmente tra gli Stati membri”, ha annunciato Ursula von der Leyen, a Davos. 

“Gli imprenditori potranno registrare un’azienda in qualsiasi Paese UE entro 48 ore, completamente online, e beneficeranno dello stesso regime dei capitali in tutta l’Unione. In prospettiva, abbiamo bisogno di un sistema in cui le imprese possano fare affari e raccogliere finanziamenti senza attriti in tutta Europa, con la stessa facilità dei mercati uniformi come Stati Uniti o Cina”, ha spiegato. 

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