Il MIT ha definito il calendario per poter richiedere il contributo per l’affitto destinato ai lavoratori del turismo. Le imprese possono già accedere alla piattaforma Invitalia per caricare la documentazione richiesta, mentre la finestra per l’invio definitivo delle domande si apre il 2 aprile 2026. Dopo di che, il beneficio può essere riconosciuto ai dipendenti, ma solo se si rispettano precise condizioni.
Indice
Contributo affitto per i lavoratori del turismo, come funziona
Il meccanismo del contributo per gli alloggi (noto come “staff house”) è un incentivo indiretto. Lo Stato infatti finanzia il datore di lavoro e questo, a sua volta, garantisce l’agevolazione al lavoratore. Le imprese del comparto turistico possono infatti presentare un progetto di riqualificazione per un immobile che, se approvato da Invitalia, da diritto a un contributo a fondo perduto che copre mediamente il 30% delle spese, con maggiorazioni che possono far salire la quota al 45-50% per le piccole imprese o per progetti ad alta efficienza energetica.
Condizione necessaria per incassare e mantenere il contributo è che l’impresa faccia pagare al lavoratore un affitto ridotto di almeno il 30% rispetto ai valori medi di mercato (rilevati dall’OMI – Osservatorio del mercato immobiliare). Infine, è indispensabile dimostrare la piena disponibilità dell’immobile che si intende ristrutturare. Questo significa che l’azienda può esserne la proprietaria oppure può averlo in gestione tramite un contratto di locazione o comodato, a patto però che il proprietario delle mura fornisca un consenso scritto ed esplicito all’esecuzione dei lavori e al vincolo di destinazione richiesto dal bando.
Sanzioni
Se l’impresa dovesse alzare l’affitto oltre la soglia del -30% o destinare anche solo una stanza ai turisti prima dei 9 anni, decade dal beneficio e deve restituire il contributo ricevuto, maggiorato degli interessi.
Chi può richiedere il contributo
Sono beneficiari del contributo i datori di lavoro del comparto turistico ricettivo (come hotel, villaggi turistici, campeggi, resort, residence, B&B imprenditoriali, ecc.) che sostengono costi per la locazione di immobili destinati a ospitare i propri dipendenti. Sono ammesse le imprese di qualsiasi dimensione, anche quelle straniere (cioè non residenti in Italia), purché dimostrino di avere almeno una sede operativa attiva in Italia nel momento in cui richiedono l’erogazione del contributo.
Quindi, non sono i dipendenti a fare richiesta, ma direttamente i datori di lavoro. Si tratta di un contributo indiretto per i lavoratori, sia stabili che stagionali e/o in somministrazione.
Requisiti
La domanda può essere presentata da tutte le imprese che operano nel settore turistico e che hanno un codice ATECO attivo in uno dei seguenti ambiti:
- comparto ricettivo, non solo i classici alberghi e villaggi turistici, ma anche le strutture extralberghiere come affittacamere, case vacanza e bed & breakfast, purché siano gestiti in forma imprenditoriale (ovvero con partita IVA);
- ristorazione, categoria in cui rientrano tutte le attività di somministrazione di alimenti e bevande, inclusi ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie;
- servizi specialistici, in cui sono inclusi anche gli stabilimenti termali, spesso situati in zone dove il reperimento di alloggi per lo staff è particolarmente critico.
In ogni caso, l’impresa deve essere regolarmente iscritta al registro delle imprese e godere di piena salute finanziaria (non deve, quindi, trovarsi in stato di liquidazione o fallimento).
Caratteristiche progetto
L’investimento deve avere una certa consistenza: la spesa prevista deve oscillare tra un minimo di 500.000 euro e un massimo di 5 milioni di euro (al netto dell’IVA). Non si tratta, quindi, di piccoli interventi di manutenzione, ma di riqualificazioni strutturali che devono garantire una capacità ricettiva di almeno 10 posti letto interamente dedicati al personale.
Un’altra condizione necessaria è quella del rispetto dei principi di sostenibilità. Non è possibile ottenere il contributo senza dimostrare un reale salto di qualità energetica. Se si interviene su un edificio esistente, infatti, la ristrutturazione deve portare a un miglioramento dell’efficienza di almeno il 20%. Nel caso di nuove costruzioni, gli standard sono ancora più alti e l’edificio dovrà superare del 10% i già severi requisiti previsti per gli immobili a energia quasi zero (NZEB). In linea con le direttive europee, ogni intervento deve inoltre rispettare il principio DNSH (do no significant harm), garantendo cioè di non arrecare alcun danno significativo all’ambiente in nessuna fase dei lavori.
Infine, è fondamentale prestare attenzione al cronoprogramma: per essere ammissibili, i lavori devono iniziare rigorosamente dopo la presentazione della domanda (non sono retroattivi) e devono essere completati entro 24 mesi dal momento in cui viene concesso ufficialmente il contributo.
Spese ammissibili
Le agevolazioni coprono:
- consulenze tecniche per le PMI, fino al 10% del totale delle spese;
- opere murarie, come ristrutturazione, ammodernamento, isolamento termico;
- impianti di riscaldamento, climatizzazione, pannelli fotovoltaici;
- arredi e attrezzature nuovi di fabbrica, nel limite del 30% dell’investimento totale.
Come fare domanda
Ogni impresa proponente può presentare una sola domanda di accesso alle agevolazioni, esclusivamente online. La richiesta va inoltrata tramite la piattaforma di invitalia.it. Lo sportello apre il 2 aprile 2026 alle ore 12 e chiude il 5 maggio 2026 alle 17. Dal 24 marzo, però, è possibile già accedere al portale, per pre caricare la documentazione necessaria.
La domanda di agevolazione deve essere firmata digitalmente e deve includere, i seguenti dati:
- le informazioni sull’impresa e le dichiarazioni in merito al possesso dei requisiti di ammissibilità e all’impegno per il rispetto della normativa (inclusi gli standard igienici e di sicurezza per l’alloggio dei lavoratori);
- l’elenco delle unità locali coinvolte (con relativi codici ATECO), per verificare che queste risultino ubicate nella medesima provincia o entro un raggio di 40 chilometri dalla sede di lavoro;
- le dichiarazioni che attestino la piena e idonea disponibilità degli immobili al momento della presentazione, con specificazione dei vani catastali e dei posti letto disponibili per l’alloggio;
- l’ammontare dei costi annui previsti per l’alloggio e definizione della durata del piano dei costi.
Il contributo viene concesso a sportello, in base all’ordine di arrivo delle domande. L’accesso alla procedura informatica è riservato al legale rappresentante dell’impresa, come risultante dal certificato camerale, il quale deve eseguire l’identificazione tramite SPID, carta nazionale dei servizi (CNS) o carta di Identità elettronica (CIE).
La domanda si considera validamente trasmessa esclusivamente a seguito del rilascio dell’attestazione di avvenuta presentazione in formato pdf immodificabile, da parte della procedura.














Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it