Contratto di comodato d’uso gratuito: quando è obbligatorio e disciplina fiscale

Il comodato d’uso gratuito è un accordo in base al quale viene affidato l’utilizzo di un bene mobile o immobile da un soggetto a un altro. Può essere in forma scritta oppure verbale.

Contratto di comodato d’uso gratuito: quando è obbligatorio e disciplina fiscale
  • Il comodato d’uso gratuito è una tipologia di contratto che può avere ad oggetto un bene mobile e immobile.
  • Prevede un accordo di forma verbale o scritta e la possibilità di redigerlo senza registrazione o di effettuare questa operazione all’Agenzia delle Entrate.
  • Il comodato d’uso gratuito è utile per disporre di un bene immobile e mobile grazie a una serie di vantaggi.

Il comodato d’uso gratuito è una tipologia di contratto impiegato tra due soggetti in cui un soggetto consegna un bene mobile o immobile ad un altro. Risulta possibile utilizzarlo per uso privato, per concedere a un parente, un amico oppure a un figlio di impiegare un bene immobile o mobile in modo gratuito.

Inoltre, se scegli questo tipo di contratto avrai anche l’opportunità di applicarlo in ambito commerciale, per esempio, se disponi di una partita IVA e utilizzi una serie di attrezzature o un’auto. 

Se sei alla ricerca di tutte le informazioni utili per realizzare un contratto di comodato d’uso, sei nel posto giusto. Di seguito andremo a considerare le sue caratteristiche oltre a indicarti come puoi creare questa tipologia di contratto, e quali sono le forme attualmente previste

Cos’è un comodato d’uso: significato

Partiamo dalla definizione di questa tipologia di accordo, così come prevista dal nostro Codice Civile. Molto spesso, tra le varie tipologie di contratti, si sente parlare del cosiddetto comodato d’uso. Per comprendere meglio il significato di queste parole giunge in nostro soccorso il Codice Civile, che nel Capo XIV e più precisamente dagli articoli 1803 al 1812, definisce il comodato d’uso.

Il comodato d’uso è un contratto tramite cui una parte, chiamata comodante, consegna ad un’altra, definita comodatario, un bene mobile o immobile di cui quest’ultima può usufruire per un periodo di tempo determinato o per un particolare scopo. Il c.c. (Codice Civile) afferma inoltre, che il comodato è un tipo di contratto essenzialmente gratuito.

Come funziona un comodato d’uso gratuito

Vediamo quali sono le caratteristiche che rendono molto utile pensare di utilizzare un comodato d’uso gratuito. Iniziamo dalle parti interessate:

  • comodante: è colui che ha la titolarità di un bene e che lo consegna a un altro soggetto;
  • comodatario: è chi riceve un bene e quindi potrà utilizzarlo, previo il rispetto di una serie di regole.

Nella tabella seguente abbiamo riepilogato tutti gli elementi che definiscono un comodato d’uso gratuito:

Comodato d’uso gratuito Caratteristiche
Parti interessateComodante e Comodatario
Oggetto del contrattoConcessione di beni mobili o immobili
Titolarità del contrattoGratuità
Destinazione d’uso del beneQualunque bene che sia infungibile
Durata del contrattoPrevede una tempistica specifica

Un contratto di comodato d’uso gratuito avrà queste specifiche caratteristiche:

  • contratto stipulato tra comodante e comodatario;
  • consegna del bene;
  • temporaneità del godimento;
  • viene garantita una specifica destinazione d’uso;
  • gratuità.

Andiamo a considerare brevemente questi singoli aspetti. Come hai letto, l’accordo è tra due soggetti e può essere sottoscritto con diverse tipologie di forme. Infatti, è possibile creare un comodato d’uso verbale, oppure redigerlo in forma scritta. Potrà essere registrato o non registrato. 

Il contratto prevede la consegna di uno specifico bene, come può essere un’auto, una casa oppure un macchinario. L’oggetto del contratto ha a sua volta particolari caratteristiche, dato che dovrà essere infungibile. Questo termine identifica quei beni che vengono considerati nella loro identità e che non possono essere sostituti con altri elementi.

Inoltre, il comodato d’uso dovrà prevedere un tempo determinato per il godimento del bene e soprattutto verrà specificato l’utilizzo dello stesso. Infine, un aspetto determinante è quello della gratuità

Comodato d’uso gratuito o oneroso: differenze

Il concetto di gratuità è strettamente connesso al comodato d’uso. Infatti, come indicato dal Codice Civile, la natura di questo contratto è proprio il fatto di permettere l’utilizzo di un bene senza uno specifico compenso. La proprietà del bene non cambia in presenza di un contratto di comodato d’uso.

In ogni caso avrai sentito più volte parlare di comodato d’uso oneroso. Quest’ultimo viene definito anche come modale ed è una forma utile se si vuole avere una garanzia in più. Infatti, sarà possibile aggiungere un costo al comodato d’uso.

Si deve precisare che il compenso richiesto non deve però modificare la natura del contratto stesso. Ciò significa che sarà prettamente simbolico, come può essere il rimborso spese per l’utilizzo del bene.

Comodato d'uso immobile

Come procedere con un comodato d’uso gratuito

La forma è generalmente libera. Infatti, non è tra quei contratti previsti dall’art 1350 del Codice Civile che richiedono una specifica redazione per iscritto. Ciò comporta una serie di vantaggi tra le parti, semplificando la sua creazione.

Ovviamente devi considerare che se crei un comodato scritto avrai più vantaggi, dato che disporrai di un documento probante. Ciò vale anche tra scegliere un comodato d’uso gratuito non registrato e uno registrato. 

La libertà nella creazione di questo contratto rende necessario valutare quali sono le forme previste e gli aspetti che caratterizzano questo contratto:

  • la registrazione;
  • l’oggetto del contratto;
  • diritti e obblighi tra le parti;
  • la scadenza del contratto.

La registrazione del comodato d’uso gratuito

Il Codice Civile stabilisce due diverse tipologie di forma di comodato:

  • verbale: comodato d’uso senza contratto;
  • forma scritta: è prevista la redazione di un documento.

Se da un lato non vi sono specifiche richieste per la realizzazione di questa tipologia di contratto, dall’altro dovrai valutare che vi sono alcuni casi in cui, in base a quanto disposto dall’Agenzia delle Entrate, sarai obbligato a fare delle scelte precise. Un esempio è il contratto di comodato d’uso immobiliare, che richiede comunque una registrazione. 

Comodato d’uso non registrato ha validità?

Prima di andare a considerare le due forme di creazione del comodato d’uso, può essere utile rispondere a questa domanda. Infatti, in alcuni casi un contratto non registrato è valido, e in altri no. Da cosa dipende? L’obbligo di registrazione è strettamente collegato alla tipologia di oggetto che farà parte del comodato d’uso gratuito.

Facciamo un esempio. Se vuoi concedere l’utilizzo di un macchinario come un’auto, potrai benissimo effettuare un comodato verbale e non registrarlo. Differente è la situazione riguardate la concessione di un bene immobile, come una casa, una villa oppure un magazzino per fini commerciali.

In questa circostanza avrai la possibilità di redigere il comodato d’uso verbalmente oppure in forma scritta, ma dovrà essere obbligatoriamente registrato per avere validità.

Comodato d’uso gratuito verbale

Cosa vuol dire comodato d’uso verbale? È quella forma contrattuale che viene conclusa senza la presenza di un documento scritto. Nel linguaggio comune si definisce la cosiddetta stretta di mano tra le due parti, in base alla quale si stabilisce l’utilizzo di un bene da parte del comodatario a titolo gratuito.

Ovviamente come si può presumere è la tipica condizione che si può verificare tra le persone che si conoscono da tempo, dato che si prevede piena fiducia da ambedue le parti. Questa tipologia di forma di comodato d’uso non richiede necessariamente la sottoscrizione. Infatti, in base all’art 3 del DPR 131/86, che elenca tutte le tipologie di contratti verbali, quello con riferimento al comodato d’uso gratuito non è previsto.

Comunque avrai la possibilità di farlo registrare in maniera autonoma, effettuando la richiesta all’Agenzia delle Entrate previo pagamento dell’imposta di registro. Inoltre, se utilizzi la forma verbale con riferimento a un immobile, in questo caso dovrai comunque registrarlo oppure includerlo in un altro atto che andrai a registrare.

Comodato d'uso verbale

Come creare il comodato d’uso gratuito in forma scritta: fac-simile in Word

La forma scritta del comodato d’uso gratuito è quella che ti offre una maggiore sicurezza dato che ti permette di avere un documento concreto che ha una precisa data e, se effettui una registrazione, può essere utile ai fini probatori.

Non esiste una forma predeterminata, ma avrai la possibilità di semplificare la redazione di un contratto di comodato d’uso scaricando un fac-simile in word da Internet. Per essere valido, dovrai inserire una serie di dati. Vediamo quali:

  • intestazione: si dovrà specificare che è un contratto di comodato d’uso gratuito;
  • dati del comodante: devono essere presenti tutte le informazioni per identificare colui che ha la titolarità del bene;
  • identificazione dell’oggetto: sarà necessaria una descrizione, e nel caso di un immobile, si dovranno inserire informazioni come la particella catastale, la via, il piano e i metri quadri;
  • dati del comodatario: anche in questo caso si richiedono tutte quelle informazioni necessarie per individuare la persona fisica;
  • oggetto del contratto: si dovrà specificare qual è il fine del comodato d’uso;
  • data di inizio del contratto: fa riferimento al momento in cui partirà il contratto;
  • scadenza del comodato d’uso: si dovrà indicare quando cesserà l’accordo tra le parti;
  • firma dei soggetti: il contratto dovrà essere firmato da ambedue le parti;
  • registrazione: se si richiede la registrazione dovrà essere allegata la relativa ricevuta e indicata la data di registrazione.

Come registrare un comodato d’uso gratuito all’Agenzia delle Entrate

Al momento, se vuoi effettuare la registrazione del contratto di comodato d’uso gratuito devi recarti presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate di competenza. Se ti chiedi se è possibile farlo on online, la risposta è no.

Non è ancora prevista tale formula. In ogni caso, la procedura d’ufficio ti permette di ottenere subito il numero di protocollo di registrazione. Ti basterà consegnare i seguenti documenti:

  1. contratto: saranno necessarie tre copie, una per ogni parte in causa e una che verrà archiviata presso l’Agenzia delle Entrate;
  2. marche da bollo: dovrai inserire una marca da bollo di 16€ per ogni 4 pagine le quali possono essere composte da massimo 100 righe;
  3. modello 69: dovrai consegnare il modello 69 scaricabile online dal sito dell’Agenzia delle Entrate;
  4. modello F24: sarà necessario avere la ricevuta del pagamento dell’F24 con riferimento al versamento di 200€ con codice tributo 1550.

Diritti e obblighi delle parti

Il contratto di comodato d’uso prevede l’impiego di un bene, il quale viene ceduto temporaneamente e che verrà restituito alla scadenza del contratto. Quali sono le responsabilità che, di fatto, vengono a sorgere in capo al comodatario?

Innanzitutto, c’è bisogno che egli tenga un comportamento diligente, come quello del cosiddetto padre di famiglia, volto alla custodia e alla conservazione del bene ricevuto. Inoltre, è per lui vietato cedere l’oggetto di contratto di comodato d’uso ad un’altra persona senza che ciò venga approvato dal comodante.

Nel caso in cui il comportamento del comodatario non rispettasse questi dettami, il comodante può richiedere l’immediata restituzione del bene. Per quanto riguarda il comodante, egli è tenuto a consegnare un oggetto che non possegga vizi o difetti tali da causare danno all’altra parte.

 DirittiObblighi
ComodanteMantiene la proprietà del bene. Restituzione del bene al termine del comodato.L’oggetto sarà utilizzato dal comodatario.
ComodatarioPuò utilizzare liberamente il bene in rispetto a quanto stabilito dal contratto.Responsabilità del buon padre di famiglia. Restituzione del bene al termine del contratto.

Perimento e deterioramento del bene

Indicati i comportamenti da tenere dalle parti, esaminiamo ora dei casi specifici. In caso di perimento dovuto a colpe del comodatario, come stabilito dall’art 1805 c.c., quest’ultimo sarà sempre tenuto a rimborsare il comodante. Cosa succede se l’oggetto perisce per cause non imputabili a colpe del ricevente?

Il comodatario deve evitare il più possibile che ciò accada. Questo vuol dire che se ha l’opportunità di evitare il perimento dell’oggetto, anche “sacrificandone” uno proprio, è tenuto a preservarlo. In caso di deterioramento dell’oggetto, il comodatario deve provvedere ad un risarcimento nei confronti dell’altra parte.

Per quel che riguarda il normale deterioramento dovuto all’uso del bene, il comodatario non è tenuto a risarcire in alcun modo il comodante. Nel caso in cui quest’ultimo avesse sostenuto delle spese per l’amministrazione ordinaria, non può richiedere nessun rimborso al comodante. Qualsiasi spesa straordinaria, invece, va risarcita al comodatario ed è generalmente a carico del comodante.

Accordo comodato d'uso gratuito

Quando scade un comodato d’uso gratuito

In generale tutti i comodati d’uso prevedono una temporaneità, ovvero un periodo di tempo che viene indicato nel contratto entro il quale il bene dovrà essere restituito. Quindi la riconsegna del bene va effettuata alla scadenza del contratto se questa è prevista in fase di firma, altrimenti quando il comodante ne fa richiesta.

Invece, alla morte del comodatario, il comodante può richiedere l’immediata restituzione del bene. Alla morte del comodante, generalmente il contratto in essere termina, e gli eredi possono entrare in possesso del bene. Questo significa che il comodatario dovrà restituire l’oggetto, a meno che gli eredi del comodante defunto non decidano di proseguire il contratto.

Infine, il fattore tempo può anche non essere indicato all’interno del contratto. Si parlerà di comodato d’uso precario. In questa circostanza particolare il comodante ha la possibilità di richiedere la restituzione del bene in ogni momento.

Comodato d’uso gratuito e residenza: i requisiti personali

In quanto contratto stipulato tra due soggetti, il comodato d’uso prevede una serie di requisiti personali sia da parte del comodante, sia del comodatario. Per il primo verrà richiesto il titolo di proprietà di un bene, mobile o immobile, che legittima il soggetto a concedere l’oggetto del comodato.

Per il secondo, gli obblighi sono principalmente quelli del mantenimento del bene intatto, e sono escluse possibilità d’uso diverse rispetto a quelle indicate nel contratto.

Cosa accade se il comodatario vive abitualmente nell’immobile dato in comodato d’uso e vi intende stabilire la propria residenza? Per poter procedere con la residenza all’interno dell’immobile dato in comodato d’uso, bisogna rivolgersi al Comune di competenza.

Molto spesso i Comuni chiedono, nel caso di comodato d’uso, che ci sia un contratto scritto, in quanto non sempre è sufficiente un comodato d’uso verbale. Inoltre è necessario che l’immobile venga utilizzato come residenza abituale da parte del comodatario.

Comodato d’uso gratuito per auto

È un comodato gratuito di un bene mobile e in particolare, come si può identificare dal termine, l’oggetto è un veicolo. Questo potrà essere concesso a uso:

  • privato;
  • commerciale.

Nel primo caso è una forma di contratto utilizzato per l’impiego di veicoli che hanno funzioni collegate a un’attività produttiva. Un esempio è se disponi di una partita IVA ed effettui diversi lavori utilizzando un veicolo commerciale che non è di tua proprietà.

Invece, il comodato d’uso gratuito per auto privato può essere stipulato tra amici e parenti. Come funziona? Dato che l’oggetto è un bene mobile, non è soggetto a registrazione, ma si prevede la necessità di effettuare una comunicazione alla Motorizzazione Civile. Questa deve avvenire solo se il comodato gratuito non registrato supera i 30 giorni.

In questo caso il comodatario riceverà dalla Motorizzazione Civile un tagliando da aggiungere sul libretto di circolazione. Inoltre, non è prevista la comunicazione se il comodato d’uso viene stipulato con un parente convivente.

Comodato d’uso gratuito per casa

Questa tipologia di contratto è molto impiegata per permettere a un familiare, un amico o un parente l’utilizzo di un’abitazione. Il comodato d’uso gratuito per casa potrà essere redatto in forma verbale oppure scritta. 

In ambedue i casi in quanto comodato d’uso di un immobile è richiesta la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate entro una tempistica che non deve superare i 20 giorni. L’oggetto potrà essere o la casa intera oppure anche una parte di essa, come una stanza.

Per questo motivo è consigliabile redigere questa tipologia di comodato d’uso in forma scritta, specificando al suo interno tutti i dati catastali in modo da identificare con precisione la parte interessata.

Chi paga l’IMU nel comodato d’uso gratuito? 

Un aspetto da considerare riguarda il pagamento dell’IMU. Questa tassa, l’Imposta Municipale Unica, è la principale in Italia che riguarda le proprietà di immobili. Spesso si commette l’errore di pensare che sia il comodatario ad essere responsabile di questa tassa. La realtà è diversa. Sarà il comodante a dover adempiere all’IMU.

Perché? La risposta è nella natura stessa del contratto di comodato d’uso per casa. Infatti, con questo contratto si concede l’utilizzo del bene, non la proprietà, che rimarrà a carico dell’avente diritto. Per questo motivo dovrà essere il comodante a pagare l’IMU. Ovviamente tra le parti si potrà concordare una forma di rimborso spese per il comodante, dato l’utilizzo del bene.

Come vedremo tra poco, esistono particolari agevolazioni fiscali che riguardano da vicino il comodato d’uso, ovvero i proprietari del bene possono accedere ad alcune riduzioni delle imposte in caso di comodato d’uso.

Contratto di comodato d'uso gratuito

Comodato d’uso gratuito ad amici e parenti

All’inizio del nostro articolo, abbiamo precisato come il comodato d’uso sia una tipologia di contratto molto impiegato soprattutto tra familiari. Risulta essere un valido strumento per continuare a disporre di un bene, ma nel frattempo farlo utilizzare a un soggetto come un figlio oppure un convivente per un determinato fine.

L’esempio più opportuno è quello delle abitazioni, ma si possono stabilire contratti di comodato d’uso anche per locali destinati a aprire una nuova attività commerciale. Si avrà anche il vantaggio di richiedere un minimo di rimborso spese, per il pagamento del condominio oppure delle imposte annuali.

È possibile effettuare un comodato d’uso ad amici? La risposta è positiva, dato che oggi è prevista anche questa opportunità. Ovviamente si dovrà sempre considerare che, se l’oggetto del comodato d’uso è un bene mobile, può anche non esserci un contratto e, dove presente, potrà non essere registrato. Viceversa, se si effettua un comodato d’uso immobiliare questo dovrà essere registrato.

Come annullare un comodato d’uso gratuito

Per annullare un comodato d’uso gratuito sarà necessario richiedere il recesso del contratto. Il problema è che, data la sua particolare natura, lo scioglimento del contratto può avvenire unilateralmente da parte del comodante solo in specifici casi:

  • il comodatario non rispetta gli obblighi per quanto riguarda la custodia e la conservazione del bene;
  • il comodante deve avere una necessità impellente di rientrare in possesso del bene, come per esempio se non dispone più della prima casa;
  • nel caso di un comodato d’uso precario e quindi senza un termine preciso di scadenza.

Per ciò che concerne il comodatario, questo soggetto potrà recedere in ogni momento dal contratto.

Comodato d’uso gratuito: costi, tasse e agevolazioni fiscali

Per quanto concerne l’aspetto fiscale, il comodatario è tenuto al pagamento della tassa sui rifiuti (TARI). Per ciò che riguarda la TASI e l’IMU, in base alla legge di stabilità del 2016 al comma 10, è prevista un’agevolazione del 50% su queste ultime due tipologie di tassazione. Risulta possibile richiedere la loro riduzione solo se sussistono i seguenti presupposti:

  • il comodato d’uso gratuito per la casa è sottoscritto con parenti di primo grado in linea diretta;
  • l’abitazione non deve essere di lusso e quindi appartenere alla categoria A1, A8 e A9;
  • il comodato d’uso deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate;
  • il comodante deve risiedere nel comune dove è stato sottoscritto il comodato d’uso.

Per quanto riguarda i costi di registrazione, dovrai aggiungere la somma di 200€ come tassa di registro a cui dovrai sommare 16€ di marca da bollo per ogni 4 pagine del contratto. Quello verbale, essendo non registrato, non prevede costi.

Comodato d’uso gratuito: pro e contro

Sono diversi i vantaggi del comodato d’uso gratuito, ma ci sono anche aspetti svantaggiosi. Netta tabella seguente abbiamo riassunto gli aspetti principali che riguardano il comodante.

VantaggiSvantaggi
Contratto in forma orale o scrittaL’IMU è a carico del comodante
Il contratto può anche non essere registratoIl comodante paga la TASI 
Il comodante mantiene la proprietà del beneLe spese straordinarie sono a carico del comodante
In caso di registrazione i costi sono fissi
Utile per concedere un bene ai figli e parenti 

Comodato d’uso gratuito: conviene?

Il comodato d’uso gratuito è una forma contrattuale che prevede una serie di opportunità per ambedue le parti. Infatti, se occupi il ruolo di comodante, avrai la possibilità di concedere un bene gratuitamente a un figlio o un parente, richiedendo eventualmente solo il pagamento di quelle che sono le spese di base.

Inoltre, per la seconda casa avrai la possibilità di richiedere una riduzione della tassazione TASI e dell’IMU, ciò che non puoi fare se è in affitto o se è vuota. Altro aspetto da considerare è che manterrai comunque la proprietà del bene, il quale ti verrà restituito entro una precisa tempistica.

Invece, se sei il comodatario avrai la possibilità di utilizzare un oggetto o un immobile in modo gratuito, ma senza affrontare spese, dato che quelle straordinarie sono a carico sempre del comodante. Per ciò che riguarda i costi sono a tuo carico solo la TARI, e potrai disporre del bene anche senza la presenza di un contratto di comodato d’uso scritto, ma anche solo in forma verbale. Ovviamente vi è lo svantaggio di dover lasciare l’oggetto del contratto se il proprietario lo richiede o alla scadenza del comodato d’uso.

Comodato d’uso gratuito: domande frequenti

Chi può usufruire del comodato d’uso gratuito?

Il comodato d’uso gratuito potrà essere stipulato tra parenti, familiari in linea diretta e amici. Tutte le informazioni sul suo funzionamento, e qualche consiglio, in questa guida.
 

Posso non registrare il comodato d’uso gratuito?

Avrai la possibilità di non registrare il comodato d’uso gratuito se l’oggetto dello stesso è un bene mobile, mentre per gli immobili è obbligatoria la registrazione all’Agenzia delle Entrate.

Quanto costa la registrazione del comodato d’uso gratuito?

Se effettui un comodato d’uso gratuito, la registrazione costa 200€ a cui devi aggiungere 16€ di marche da bollo per ogni 4 pagine di contratto. Trovi qui tutte le informazioni su questa tipologia di contratto.

Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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