Il nuovo termine per la presentazione delle istanze di accesso al bonus rinnovabili per le imprese del Mezzogiorno รจ fissato al 3 luglio 2026. La proroga รจ stata confermata dal ministero dellโAmbiente e della Sicurezza energetica (MASE), cosรฌ da concedere piรน tempo alle imprese per la definizione dei progetti da presentare. Sebbene la scadenza sia stata rimodulata, i criteri di ammissibilitร definiti dal programma nazionale PN RIC 2021-2027 rimangono perรฒ gli stessi.
A chi spetta il bonus rinnovabili per imprese del Mezzogiorno
L’agevolazione รจ riconosciuta alle imprese di qualsiasi dimensione, purchรฉ situate nel Sud Italia. Queste, cioรจ, devono avere l’unitร produttiva (oggetto dell’intervento) in: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Tuttavia, il 60% dei fondi totali รจ riservato alle piccole e medie imprese (PMI). Di questa quota, 1/4 รจ destinata specificatamente alle micro e piccole imprese.
Possono accedere ai fondi anche le reti di imprese dotate di soggettivitร giuridica. Questo permette a piรน realtร del territorio di aggregarsi per sviluppare progetti di autoproduzione energetica piรน complessi, purchรฉ le unitร produttive siano situate nelle regioni ammesse.
In ogni caso, gli impianti devono essere posizionati su immobili o strutture pertinenziali, come tettoie e parcheggi, situati in aree a destinazione produttiva di comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti. E resta fermo il vincolo dellโautoconsumo, ovvero l’energia prodotta deve servire prioritariamente il fabbisogno della ditta, mentre l’eventuale eccedenza non immessa nei sistemi di storage deve essere ceduta gratuitamente al GSE per un periodo di 20 anni.
Gli esclusi
Indipendentemente dalla dimensione aziendale, restano escluse le imprese impegnate nella produzione agricola primaria, pesca e acquacoltura, nel settore carbonifero e quelle in stato di difficoltร o con cause ostative (antimafia, sanzioni interdittive).
Come funziona
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 262 milioni di euro e serve per finanziare progetti organici volti alla produzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che varia in base alla dimensione dell’impresa e alla tecnologia scelta, con percentuali che premiano maggiormente le realtร piรน piccole.
Come ottenere il bonus fotovoltaico per le imprese del Mezzogiorno
Il funzionamento dell’incentivo si basa su una procedura a sportello gestita telematicamente tramite il portale GSE. Le imprese interessate devono presentare la domanda prima dell’avvio dei lavori, allegando una relazione tecnica asseverata e la documentazione contabile richiesta. Anche se il termine ultimo per lโinvio delle domande tramite il portale del GSE รจ stato posticipato al 3 luglio 2026, una volta ottenuta la concessione dal ministero, l’azienda ha 18 mesi di tempo per completare l’installazione e mettere in esercizio l’impianto.
Quanto spetta
Per le micro e piccole imprese, il contributo a fondo perduto per lโinstallazione di pannelli fotovoltaici raggiunge il 58% della spesa totale ammessa. La quota sale al 63% nel caso si scelgano sistemi termo-fotovoltaici, mentre scende al 48% per i dispositivi di accumulo. Le medie imprese possono contare invece su una copertura del 48% per il fotovoltaico, del 53% per il termo-fotovoltaico e del 38% per i sistemi di accumulo. Mentre per le grandi realtร industriali le soglie sono fissate al 38% per i moduli elettrici, al 43% per quelli ibridi e al 28% per l’accumulo.
Sono perรฒ previste specifiche premialitร legate alla qualitร tecnica e all’efficienza gestionale. Lโimpiego di moduli fotovoltaici ad alta efficienza iscritti al registro ENEA permette infatti di incrementare il contributo di un ulteriore 5% o 2%, a seconda della classe del componente, mentre il possesso della certificazione energetica ISO 50001 garantisce una maggiorazione del 2%. Grazie a queste maggiorazioni, quindi, una piccola impresa ha la possibilitร di coprire fino al 65% dellโinvestimento complessivo.
Come avviene il pagamento
Il pagamento del contributo a fondo perduto non avviene in un’unica soluzione alla fine dei lavori. La procedura di incasso puรฒ essere infatti suddivisa in due momenti: una prima tranche durante l’esecuzione dell’intervento (al raggiungimento di una determinata percentuale di realizzazione tecnica o di spesa sostenuta); una seconda tranche a saldo, una volta che l’impianto รจ stato completato e messo in esercizio.
Per agevolare lโavvio del progetto, รจ prevista la possibilitร di richiedere unโanticipazione pari al 30% dellโimporto concesso, subordinata alla presentazione di una fideiussione bancaria o di una polizza assicurativa a garanzia delle somme ricevute.
Progetti ammessi
Il bonus copre la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici o il potenziamento di quelli esistenti (non รจ ammesso il semplice rifacimento), purchรฉ la potenza nominale complessiva sia mantenuta tra un minimo di 10 kW fino a un massimo di 1.000 kW.
Oltre ai moduli fotovoltaici tradizionali per la produzione di elettricitร , รจ ammessa l’installazione di sistemi termo-fotovoltaici ibridi, capaci di generare simultaneamente energia elettrica e calore. Sono agevolabili anche i sistemi di accumulo elettrochimico di tipo “behind-the-meter”, solo se integrati in un progetto di produzione rinnovabile e a condizione che almeno il 75% dellโenergia stoccata provenga direttamente dallโimpianto incentivato.
Le spese ammissibili
Le spese ammissibili al contributo a fondo perduto coprono l’intero perimetro dell’investimento, includendo la fornitura e la posa in opera dei moduli e degli inverter, ma anche le opere civili e strutturali necessarie per l’installazione su edifici o pertinenze aziendali. Sono compresi inoltre gli oneri di connessione alla rete elettrica e le spese tecniche per progettazione e diagnosi energetiche, queste ultime generalmente riconosciute entro il limite del 10% del totale investito.















Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it