Bando Internazionalizzazione PMI Toscana: come funziona e proroga

La Regione Toscana ha deciso di estendere il termine per la presentazione delle domande relativo al bando "Internazionalizzazione 2023". In dettaglio, come sottoporre la domanda e quali sono le spese che vengono considerate ammissibili.

di Francesca Di Feo

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  • La Regione Toscana ha prorogato la scadenza del bando “Internazionalizzazione 2023″ al 31/08/2023 per sostenere l’export delle PMI.
  • Il bando ha un budget di €30 milioni di euro e si rivolge a MPMI e professionisti in settori come manifattura, turismo e commercio in Toscana.
  • Le spese ammissibili comprendono varie attività legate all’internazionalizzazione, e le domande devono essere inviate online entro la data limite.

La Regione Toscana, in linea con le politiche di sostegno alle imprese locali, ha recentemente annunciato una proroga per la presentazione delle domande relative al bando “Internazionalizzazione 2023“.

Con il Decreto Dirigenziale n. 16313 del 27/07/2023, la nuova data limite per la presentazione è stata fissata alle ore 12:00 del 31/08/2023.

Maggiore flessibilità e più opportunità quindi per accedere ai fondi dedicati all’internazionalizzazione, in particolare per le micro, piccole e medie imprese, con l’obiettivo di incrementare l’export e il numero di imprese esportatrici, in modo da rafforzare la presenza delle aziende toscane sui mercati internazionali.

Chi può accedere al bando Internazionalizzazione 2023

Le MPMI, professionisti e le forme associative con e senza personalità giuridica che possono beneficiare di questi fondi sono quelle che nello specifico operano nei settori:

  • manifatturiero;
  • del turismo;
  • del commercio.

Le imprese dovranno quindi disporre di specifici codici Ateco, come indicato dalla classificazione delle attività economiche Ateco Istat 2007 e successive revisioni, i cui dettagli sono presenti all’interno del bando. Le imprese partecipanti, insieme ai professionisti e alle forme associative costituite da almeno tre entità, dovranno avere la propria sede legale o operativa nel territorio toscano.

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Dotazione finanziaria per il bando

Il budget complessivo stanziato per l’anno 2023 ammonta a € 30.000.000,00. Questa somma è stata suddivisa in diverse categorie, che comprendono:

  • € 6.000.000,00 riservati alle imprese con specifici requisiti legati al fatturato estero (la cui media degli ultimi due esercizi sia inferiore al 20% del fatturato aziendale totale oppure inferiore al 10% del fatturato aziendale dell’ultimo bilancio depositato);
  • 855.000,00 per le imprese localizzate in comuni “interni”, ovvero quelli che soffrono di  spopolamento, minore vitalità economica e distanza dai principali centri di servizi di base;
  • € 3.000.000,00 destinati alle imprese che operano nel settore turistico.

L’agevolazione viene concessa sotto forma di sovvenzione a fondo perduto e contributo in conto capitale, con intensità d’aiuto che può raggiungere fino al 50% delle spese d’investimento ritenute ammissibili.

Il progetto proposto deve avere un valore compreso tra 10.000 euro e 1 milione di euro, variando in base alla grandezza dell’impresa e ai servizi offerti, come dettagliato:

  • per le microimprese, il minimo importo è di 10.000€, mentre il massimale è di 150.000€;
  • per le piccole imprese, il minimo importo è di 12.500€, e il massimale è di 150.000€;
  • per le medie imprese, il minimo importo è di 20.000€, mentre il massimale è di 150.000€;
  • per i consorzi, le società consortili e le Reti Soggetto, la base è di 35.000€ fino a 400.000€;
  • per quanto riguarda invece i le RTI e le Reti Contratto, si parte da un minimo di 30.000€ per ogni impresa partner, per arrivare anche fino a 1 milione di euro a seconda di quante imprese partecipano.
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Spese ammissibili nel bando Internazionalizzazione PMI

All’interno del bando per l’internazionalizzazione delle PMI, la Regione Toscana ha individuato specifiche voci di spesa ritenute ammissibili nell’ambito dell’internazionalizzazione delle imprese locali. Esaminiamole nel dettaglio qui di seguito.

1. Spese relative a beni immateriali

Queste spese riguardano:

  • gli studi di fattibilità;
  • i servizi di supporto all’innovazione;
  • i servizi di consulenza.

Entrano quindi in questa categoria tutti quegli investimenti che, seppur non tangibili, rappresentano un valore aggiunto per l’azienda, contribuendo alla sua crescita e al suo posizionamento sul mercato.

2. Consulenze di supporto specialistico

L’internazionalizzazione richiede una competenza specifica e spesso le imprese possono necessitare di supporto esterno.

Pertanto, sono ammessi i costi relativi al coinvolgimento temporaneo di un Temporary Export Manager (TEM), di un digital export manager, nonché di figure per il marketing e social media manager, con specifico focus sul coordinamento delle comunicazioni online.

Le spese per la registrazione di app o applicativi a livello internazionale legati a promozioni virtuali sono inoltre incluse. Importante sottolineare, come previsto dall’art 18 del GBER, che questi servizi di consulenza devono essere offerti da consulenti esterni e non devono rientrare nelle attività ordinarie dell’impresa.

3. Proprietà intellettuale e brevetti

Nell’era dell’innovazione, la proprietà intellettuale assume un ruolo centrale. Sono quindi ammissibili i costi per attivi immateriali come brevetti, know-how, software, diritti di licenza e risultati di ricerche a utilità pluriennale.

Anche i corrispettivi periodici pagati per contratti di licenza d’uso di beni immateriali, impiegati esclusivamente nel progetto, sono inclusi.

4. Partecipazione a mostre e fiere

Le fiere e le mostre rappresentano spesso un’occasione cruciale per le imprese che vogliono aprirsi a nuovi mercati.

Le spese legate alla partecipazione a fiere e saloni internazionali sia interni che esterni all’UE sono quindi ammesse, a patto che gli eventi abbiano rilevanza internazionale.

5. Revisore contabile

Per garantire la trasparenza e l’adeguatezza della rendicontazione delle spese, il bando prevede l’ammissibilità delle spese legate al revisore dei conti.

Quest’ultimo ha il compito di rilasciare una perizia asseverata sulla corretta rendicontazione di spesa effettuata dall’impresa beneficiaria.

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Bando Internazionalizzazione PMI Toscana: durata

Ogni progetto di internazionalizzazione che beneficia di questa agevolazione ha una durata predeterminata. A partire dalla data di comunicazione dell’approvazione, l’impresa ha 12 mesi per completare il progetto, con la possibilità di prorogare di ulteriori 6 mesi se necessario.

Questo periodo garantisce alle imprese il tempo necessario per pianificare e implementare efficacemente le loro strategie di internazionalizzazione.

Come presentare la domanda per il bando

Le imprese interessate a questo bando dovranno presentare le loro domande esclusivamente online attraverso il “Sistema Fondi Toscana” (SFT).

La piattaforma richiede l’accesso tramite identità digitale (come SPID, CNS, CIE) e la domanda deve essere firmata digitalmente dal rappresentante legale dell’azienda.

La domanda è soggetta al pagamento di un’imposta di bollo di € 16,00 ed il periodo di presentazione va dalle ore 10:00 del 20/07/2023 alle ore 12:00 del 31/08/2023.

Bando Internazionalizzazione PMI Toscana – Domande frequenti

A chi è rivolto il bando “Internazionalizzazione 2023” della Regione Toscana?

Il bando è rivolto alle MPMI (Micro, Piccole e Medie Imprese) e ai professionisti che operano in Toscana nei settori della manifattura, del turismo e del commercio.

Quali spese sono considerate ammissibili nel bando “Internazionalizzazione 2023”?

Risposta: Il bando ha un budget totale di €30 milioni. Le spese ammissibili comprendono consulenze, partecipazioni in fiere e altre attività legate all’internazionalizzazione.

Quando scade il bando “Internazionalizzazione 2023” della Regione Toscana?

Le domande devono essere inviate online e la scadenza per la presentazione è fissata al 31/08/2023.

Autore
Classe 1994, immediatamente dopo gli studi ho scelto di intraprendere una carriera nel Project Management in ambito di progetti Erasmus+ per EPS. Questo mi ha portato ad approfondire in particolare le tematiche inerenti alla fiscalità delle PMI, anche se la mia area di expertise risulta oggi molto più ampia in questo ambito. Oggi sono copywriter freelance appassionata di scrittura e di innovazione per le piccole e medie imprese.

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