Aprire una palestra oggi: cosa serve, costi e consigli pratici

Conviene aprire una Palestra? Quanti sono i costi e i potenziali guadagni? Segui la nostra guida e scopri cosa serve per aprire una palestra

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Aprire una palestra oggi: cosa serve, costi e consigli pratici
  • Aprire una palestra richiede una programmazione per valutare tutti i fattori che possono incidere sul suo successo.
  • Sarà necessario scegliere con attenzione la tipologia di forma giuridica che più si adatta alla struttura sportiva e aprire la partita IVA.
  • Per allestire una palestra dovrai affrontare un iter burocratico e valutare i costi da sostenere.

Aprire una palestra oggi può essere considerata una attività di impresa di successo? I dubbi possono nascere dalla situazione di incertezza economica dovuta all’emergenza sanitaria che ha portato al blocco per alcuni mesi di questo settore.

Però i centri sportivi continuano ad essere un punto di riferimento per coloro che vogliono combinare divertimento, salute fisica e sport. Oggi sono quasi 8.000 le palestre in Italia, e incidono sul PIL italiano per un valore pari all’1,7%. Un comparto che può interessarti sia se hai una passione per lo sport, sia se vuoi puntare in una realtà che continua ad avere ampi spazi di crescita.

Ciò è possibile grazie alle continue innovazioni tecniche, a un crescente supporto da parte dello Stato italiano e un interesse privato delle società di franchising. Come aprire un centro sportivo? La procedura non è delle più semplici, anche se questo non deve scoraggiare. Infatti, di seguito andremo a considerare quale palestra allestire, come aprire una partita IVA, l’iter burocratico e i relativi costi.

Come aprire una palestra: la programmazione

La normativa riguardante l’apertura di una palestra è regolata dal CONI, con una serie di direttive regionali e nazionali. Ciò significa che, in base a dove vuoi allestire il centro sportivo, sarà necessario porre attenzione a un iter burocratico preciso.

Prima di andare a evidenziare i singoli passaggi è necessario progettare con attenzione la tua attività di fitness. Infatti, aprire una palestra prevede una serie di valutazioni preliminari. Un esempio è stabilire l’obiettivo imprenditoriale rispondendo alla seguente domanda: perché aprire un centro sportivo? Inoltre, dovrai valutare i seguenti aspetti:

  • tipologia di palestra;
  • location e target di riferimento;
  • budget iniziale.

Questi tre parametri andranno ad influenzare tutte le tue scelte dall’apertura della partita IVA alla documentazione necessaria per iniziare l’attività, fino ai costi per l’investimento. Per questo è fondamentale un’adeguata programmazione.

Tipologia di palestra

ll termine palestra o centro fitness oggi è utilizzato per identificare una serie di attività imprenditoriali molto diversificate. Basta considerare che potrai scegliere di improntare un centro sportivo in diversi modi.

aprire una palestra di arrampicata

Per esempio, potrai creare un luogo in cui è presente solo una sala pesi con attrezzi per la tonificazione e per il cardio fitness. In altre situazioni, avrai la possibilità di scegliere di dedicarti solo alle attività di sala: dalla boxe al Pilates, dalla ginnastica allo Yoga, dal cross-fit alla ginnastica posturale, fino al complesso di quelle attività che prendono il nome di discipline musicali

Altra opportunità è quella di combinare la sala pesi con le sale di aerobica e di affiancare allo sport anche una serie di servizi aggiuntivi come può essere un centro benessere. Infine, potrai scegliere di puntare su un centro polifunzionale, ovvero una struttura che presenta diverse aree al chiuso e all’aperto con campi da tennis, di calcio, di pallavolo o di padel. Ovviamente, in base all’obiettivo imprenditoriale sarà necessario scegliere una precisa forma giuridica e aprire una partita IVA.

Location e target di riferimento

L’altro aspetto è scegliere dove posizionare la palestra e le dimensioni del locale. Due elementi strettamente connessi anche al target di riferimento dei clienti.

Infatti, sarà possibile scegliere di collocare il centro sportivo in una location posizionata in una zona residenziale e quindi rivolgersi a famiglie e ragazzi. In questo caso sarà importante disporre di una quadratura superiore ai 300 mq in modo da offrire una serie di attività. 

aprire una palestra come fare

Diversa è la situazione se si punta ad allestire una palestra in una zona commerciale, in cui sono presenti per lo più uffici, oppure puntare a una struttura più grande, ma collocata in una strada periferica o fuori dalla città. Inoltre, si dovrà scegliere se affittare un locale fronte strada, con un costo maggiore oppure uno presente all’interno di un palazzo.

Budget inziale

Come analizzeremo nel corso dell’articolo, aprire un centro sportivo prevede dei costi. Un fattore da prendere in considerazione sin dall’inizio. Infatti, dovrai valutare la spesa che vuoi affrontare e, in base a essa, progettare la tua tipologia di palestra. Non devi disporre necessariamente di una somma ingente, dato che potrai scegliere di richiedere:

  • un finanziamento;
  • sottoscrivere un contratto di franchising;
  • valutare una delle iniziative di promozione per il settore sportivo.

In ogni caso, dovrai considerare con la massima attenzione i costi e le possibili entrate al fine di non trovarti successivamente in una condizione di difficoltà.

Cosa serve per aprire una palestra: la forma giuridica e la partita IVA

Passiamo alla parte pratica. In base alla normativa italiana, per aprire una palestra sarà necessario disporre di una precisa forma giuridica. Questo termine identifica la presenza di una partita IVA o di un Codice Fiscale che identifichi il soggetto che svolge l’attività collegata allo sport. Oggi avrai a disposizione diverse opportunità:

  • ASD: associazione sportiva non riconosciuta;
  • società: s.a.s, s.n.c, s.r.l o ditta individuale;
  • attività privata: con P.IVA personale.

Inoltre, in base alla tipologia di scelta, dovrai affrontare dei costi ai fini di avviamento e legati alla tassazione che possono incidere anche in maniera preponderate sul bilancio della tua attività di fitness business. Vediamo quali sono le caratteristiche di queste tre forme giuridiche e come aprire una partita IVA.

Aprire P.IVA per palestra: le associazioni sportive

È possibile aprire una palestra senza partita IVA? La risposta è no. Infatti, anche se decidi di disporre della forma giuridica come quelle delle associazioni culturali, otterrai un numero che viene definito codice fiscale o potrai richiedere la partita IVA.

aprire una palestra come associazione sportiva

La distinzione è prettamente semantica, dato che nella sostanza il CF di un’associazione è equiparata a quello di una società o dell’IVA personale. Inoltre, nelle nuove forme di associazioni s.r.l è prevista proprio l’attribuzione dell’IVA. Ciò che cambia è la procedura di creazione della figura giuridica, come richiedere il CF/IVA e l’aspetto fiscale.

Infatti, un’associazione sportiva prevede il raggruppamento di uno o più soggetti che decidono di svolgere un’attività collegata al benessere e allo sport come una palestra. Sarà necessario disporre di minimo 3 componenti:

  • presidente;
  • vicepresidente;
  • segretario.

Per aprire un’associazione è necessario compilare uno statuto e un atto costitutivo composto da almeno due pagine su cui si dovranno posizionare una marca da bollo. Una procedura che si potrà fare indipendentemente o con l’ausilio di un commercialista espero in ambito associativo.

Perché scegliere questa tipologia di forma giuridica? È molto adatta se vuoi fare promozione sportiva e svolgere tu stesso un’attività collegata al benessere come istruttore. Basta che consideri che sono enti non a scopo di lucro. Ciò significa che tutti gli utili dovranno essere investiti per migliorare la palestra.

L’attribuzione di CF/IVA all’Agenzia dell’Entrate

Il passo successivo è quello di registrare l’atto costitutivo e lo statuto presso l’Agenzia delle Entrate richiedendo l’attribuzione del codice fiscale o della partita IVA. Per completare l’operazione sarà necessario scaricare dal sito il modello F23 con il relativo pagamento della tassa di registro. Il modulo dovrà essere compilato in ogni sua parte. A questo punto ci si dovrà recare presso lo sportello di riferimento dell’Agenzia delle Entrate del territorio in cui ha sede l’associazione con i seguenti documenti:

  • statuto e atto costitutivo;
  • documenti del presidente, del vicepresidente e del segretario;
  • modello F23 compilato;
  • ricevuta del pagamento.

Aprire una palestra con partita IVA

Se si vuole gestire una palestra ai fini di un’attività d’impresa è necessario aprire una partita IVA come ditta individuale, società oppure con attività privata.  Oggi, la procedura potrà essere fatta in due modi:

  • utilizzando un professionista del settore;
  • richiesta online l’IVA in autonomia.

Nel primo caso potrai rivolgerti a un CAF abilitato oppure a un commercialista, il quale procederà con tutte le fasi dell’apertura della partita IVA. Può essere una soluzione molto utile se hai poca conoscenza di questa materia, oppure hai deciso di costituire una società. 

Invece, la procedura online potrà essere eseguita direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate, registrandosi al servizio FiscoOnline. A questo punto dovrai seguire questi passaggi:

  • scegliere il codice ATECO;
  • selezionare il regime fiscale.

Codice ATECO per palestre

Il termine ATECO fa riferimento a una classificazione adottata dall’ISTAT ai fine di eseguire una serie di rilevazioni statistiche. Oggi è anche utilizzata per identificare una tipologia di attività

Quindi, nel momento in cui apri una palestra, sarà importante identificare, ai fini d’IVA, lo specifico codice di riferimento. Per semplificarti la ricerca, nella tabella seguente abbiamo inserito i relativi codici per le diverse tipologie di centri sportivi.

93.1Attività sportiveSi includono la gestione di impianti, di squadre e la promozione di eventi sportivi
93.12Club sportiviGestione di club con riferimento a: nuoto, calcio, golf, bowling, sport invernali, pallavolo, basket ecc.
93.13PalestreAttività di discipline musicali, fitness, body building e cardio

Regime fiscale forfettario o ordinario?

Il passo successivo è quello di scegliere la tipologia di regime fiscale. La distinzione è tra:

La prima tipologia si applica per le partite IVA personali e le ditte individuali se l’attività di palestra non supera l’importo di 65.000€ annui. Può essere una soluzione per un centro di piccole e medie dimensioni.

Infatti, avrai una serie di vantaggi:

  • potrai operare senza IVA;
  • dovrai pagare solo un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni;
  • avrai accesso alla contabilità semplificata.

Nel caso del regime fiscale ordinario è obbligatorio per un’attività che prevede degli introiti superiori ai 65.000€. Dovrai mantenere una serie di registri e libri contabili, oltre al pagamento di una tassazione che varia in base alla tipologia di società che hai aperto.

Le tempistiche per aprire la partita IVA per una palestra

Le tempistiche variano in base alla forma giuridica collegata alla partita IVA. Infatti, per quanto riguarda le associazioni sportive otterrai l’attribuzione del codice fiscale sin da subito, ma ti dovrai recare allo sportello di riferimento.

Invece, se effettui la richiesta online della partita IVA personale dovrai attendere circa 24-48 ore, per ottenere il certificato di riferimento. Ben diversa è la situazione per quanto riguarda la costituzione di una società. In questo caso la tempistica è più lunga, dato che dovrai attendere la registrazione in Camera di Commercio. In questo caso potrà volerci anche un mese.

Associazione culturaleAl momento della consegna della documentazione
P.IVA online personale24- 48 ore
Attribuzione P.IVA società15-30 giorni

Requisiti per aprire una palestra: serve una laurea?

Tra le domande più frequenti quando si decide di aprire una palestra vi è quella relativa ai requisiti personali. Oggi non è presente un albo nazionale per quanto riguarda le figure professionali e non è richiesta neanche la presenza di uno specifico titolo di studio per allestire un centro sportivo. Ecco quali sono i requisiti personali di cui dovrai disporre:

  • maggiore età;
  • essere esente da condanne penali legate alle attività finanziarie;
  • non avere subito pendenze per quanto riguarda la sanità pubblica e i giochi d’azzardo.

Questi requisiti valgono sia se affronti l’apertura come privato o ditta individuale, sia se disponi di una società o un’associazione sportiva.

aprire una palestra laurea

Inoltre, se per aprire una palestra non devi avere particolari requisiti, ben diversa è la situazione per ciò che concerne lo svolgimento delle attività sportive al suo interno. Dalla sala pesi all’aerobica, dalle lezioni per adulti a quelli per bambini, ogni disciplina dovrà essere eseguita da un istruttore qualificato. Cosa vuol dire questo termine? È un soggetto che deve avere queste specifiche caratteristiche:

  • essere iscritto a un ente di promozione;
  • aver conseguito un attestato come istruttore o tecnico nella disciplina di riferimento;
  • disporre di un contratto a termine o di uno di collaborazione per svolgere l’attività nel tuo centro;
  • dovrà avere partita IVA se svolge l’attività con una frequenza costante superiore a 10 giorni al mese.

Come aprire una palestra: documenti e iter burocratico

Ora che disponi di una partita IVA e hai costituito la tua struttura aziendale, potrai passare alla fase successiva che prevede un iter burocratico ben definito con la necessità di fornire agli enti competenti una serie di documenti. Infatti, a questo punto dovrai: scegliere il locale, ed effettuare l’aperura della palestra.

aprire una palestra documenti

In particolare, il luogo in cui svolgi l’attività sportiva dovrà avere delle caratteristiche specifiche:

  • spazio adeguato;
  • agibilità;
  • destinazione d’uso con accatastamento C4 o D6;
  • presenza di un sistema elettrico a norma;
  • suddivisione degli ambienti in base alle attività.

Inoltre, dovrai effettuare i relativi lavori di ristrutturazione al fine di rendendolo conforme alle normative di legge, sia per quanto riguarda l’aspetto architettonico sia per la sicurezza. 

La richiesta di avvio attività per la palestra

Altro step burocratico è quello di richiedere l’autorizzazione sanitaria. Dovrai presentare un’istanza all’ASL di competenza allegando i seguenti documenti:

  • contratto di affitto del locale;
  • planimetria catastale aggiornata;
  • dichiarazione dei vigili del fuoco per una superficie superiore ai 300 mq;
  • attestazione di destinazione d’uso;
  • dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico;
  • certificato di impatto acustico;
  • attestazione di un direttore tecnico;
  • relazione tecnico descrittiva delle attività che vengono svolte.

In contemporanea dovrai presentare anche la dichiarazione di inizio attività, definita SCIA. Un’operazione che potrai fare direttamente al comune di riferimento in cui ha sede la palestra, oppure attraverso gli sportelli online. Infine, in caso di presenza di dipendenti sarà necessario effettuare la relativa dichiarazione all’INPS con la registrazione dei contratti.

Aprire una palestra: i costi

Quanto costa aprire una palestra? Per rispondere a questa domanda si devono considerare una serie di fattori che incidono inevitabilmente sull’ammontare del tuo budget finale. Conoscerli è fondamentale al fine di rendere specifica la progettazione e non trovarti con la condizione di rimanere senza liquidità. Ecco quali sono i parametri da considerare:

  • affitto;
  • ristrutturazione;
  • attrezzature;
  • personale;
  • pubblicità;
  • avviamento;
  • apertura IVA.

La spesa dell’affitto è strettamente connessa alla quadratura e alla location. Potrai quindi investire dai 1.000€ fino a canoni mensili di oltre 20.000€, per i locali più grandi e posizionate in luoghi strategici. 

Altro aspetto da considerare sono i lavori di ristrutturazione per mettere a norma la palestra. Questo valore è direttamente proporzionale alla quadratura e al target di clienti a cui ti vuoi riferire. Inoltre, dovrai valutare anche la tipologia di attività che vuoi svolgere. In linea di massima per creare una palestra con una sala pesi e una di aerobica di circa 300 mq dovrai spendere sui 150.000€.

A questo devi aggiungere le tipologie di attrezzature che vuoi inserire. Infatti, una sala pesi ha un costo, data la presenza di macchinari cardio e per la tonificazione, differente da un centro adibito solo alle attività di aerobica. Infine, dovrai valutare le spese collegate alla presenza di personale e alla pubblicità per sponsorizzare la tua attività e l’avviamento.

Costo apertura partita IVA

Un discorso a parte riguarda le spese relative alla partita IVA. In questo caso devi distinguere se effettuare l’operazione in maniera autonoma online, oppure affidi a un commercialista. Inoltre a incidere sull’investimento iniziale vi è anche la tipologia di società che decide di creare.

In linea di massima una partita IVA online richiede intorno ai 100€, mentre se ti rivolgi a un consulente, il costo salirà sui 150€. Per l’apertura di una società, dovrai considerare circa 200€ a cui dovrai aggiungere il costo per la sua costituzione e la registrazione in. Camera di Commercio. Il prezzo è simile per ciò che riguarda la creazione di un’associazione culturale.

Per concludere un centro sportivo di medie dimensioni e quindi di circa 450-500 mq richiede un investimento tra i 250.000€ e i 400.000€.

Palestra in Franchising vs palestra in proprio

Come hai notato per allestire un centro sportivo i costi sono medio-alti. Per questo potrebbe essere utile valutare tra aprire una struttura sportiva in proprio oppure scegliere di aderire a un franchising. Cosa vuol dire questo temine? È un’opportunità commerciale per ridurre i costi di investimento, dato che potrai affiliare la tua attività a quella di un’impresa già consolidata nel settore del fitness, in modo da non partire da zero. Nella tabella seguente abbiamo indicato alcune delle principali differenze tra le due realtà.

Palestra in proprio

  • Investimento elevato
  • Massima libertà di scelta
  • Gestione indipendente
  • Nessuna fee o costo di affiliazione
  • Scelta di prezzi e pacchetti
  • Costi di pubblicità elevati
  • Branding da zero

Palestra in franchising

  • Capitale iniziale ridotto
  • Linee guida precise
  • Affiliazione
  • Fee / spese di franchising
  • Prezzi e offerte stabiliti
  • Sponsorizzazioni del franchising
  • Brand che i clienti già conoscono

Aprire una palestra: agevolazioni statali vs finanziamenti privati

Se hai deciso di aprire un centro sportivo in maniera indipendente, potrai optare per diverse soluzioni economiche.

  • liquidità personale;
  • finanziamenti soci
  • prestiti bancari;
  • agevolazioni statali;
  • finanziamenti CONI (solo per le ASD).

Ovviamente se disponi di una certa liquidità personale, potrai decidere di investire direttamente sull’apertura di una palestra oppure, se hai costituito una società, potrai richiedere ai singoli soci di versare una certa somma necessaria per arrivare al budget necessario. 

Inoltre, oggi sono sempre di più le banche che decidono di puntare sul settore sportivo. Per questo tra le opportunità per trovare fondi in proprio, potrai richiedere un finanziamento a un istituto di credito. Premettiamo sin da subito che questa soluzione non è delle più semplice, dato che la tua attività è di nuova formazione e quindi non potrai offrire un andamento storico alla banca. Per questo dovrai presentare una serie di garanzie reali convincenti.

Come alternativa potrai attingere ai finanziamenti da parte dello Stato italiano finalizzati all’apertura di nuove società. In particolare, avrai l’opportunità di ottenere un’agevolazione sia se rientri in un’età specifica, sia se la compagine sociale è composta da donne. A questo fine potrai attingere a:

  • bandi regionali per avvio di attività per giovani;
  • imprenditoria femminile;
  • prestiti Invitalia;
  • fondi europei per l’impresa;
  • finanziamenti CONI.

Gran parte di questi incentivi economici prevedono un finanziamento a fondo perduto. Ciò significa che parte dei soldi che riceverai non dovrai restituirli, mentre la restante viene finanziata a un tasso agevolato e con un piano di ammortamento in modo da non incidere sull’avvio dell’attività. Infine, in alcuni casi otterrai anche un supporto per i primi mesi, con il pagamento di quelle che sono le spese di gestione.

Conviene aprire una palestra?

Oggi, aprire una palestra può essere una valida opportunità sia se hai una qualifica di istruttore e vuoi lavorare direttamente nel mondo dello sport, sia se vuoi svolgere un’attività d’impresa con dei ritorni economici. Un settore che si dimostra avere ampie possibilità di crescita, grazie alla continua innovazione, riflettendo la cultura odierna con una continua attenzione al benessere.

Infatti, un centro sportivo non è solo un luogo per gli appassionati, ma viene frequentato da un target di persone ampio che, grazie a un’attività costate, ritrova benefici diretti per la propria salute quotidiana. Questo aspetto ti permetterà di valutare e prevedere i possibili incassi. 

Inoltre, l’apertura di una palestra è un’attività di impresa remunerativa dato le possibilità di incrementare i tuoi guadagni nel tempo. Ovviamente devi considerare che per aprire un centro sportivo è necessario progettare con attenzione le singole fasi ed effettuare un investimento importante.

In ogni caso il primo passo è quello di aprire una partita IVA

Aprire una palestra: domande frequenti

Quanto bisogna investire per aprire una palestra?

Il budget per aprire una palestra varia in base a una serie di fattori, come dimensioni e tipologie. In linea di massima dovrai considerare una spesa tra i 150.000€ e i 450.000€.

Come aprire una palestra senza laurea?

Se vuoi aprire una palestra non è necessaria una laurea, ma ti basterà avere un attestato di qualifica o disporre di un direttore tecnico che lo possieda.

Conviene aprire una palestra?

Sì, dato che con impegno e attenzione sarà possibile arrivare a guadagnare dai 60.000€ ai 200.000€ annui di utili.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 7 Luglio 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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