Mercoledì 18 marzo la Commissione europea presenta il progetto EU Inc, che punta a semplificare l’iter burocratico per chi vuole aprire un’impresa in Europa. In particolare, Bruxelles vuole superare la frammentazione legislativa che si è venuta a creare negli anni, attraverso l’introduzione di un cosiddetto 28° regime, un modello giuridico unico che si affianca a quelli già esistenti nei singoli Stati. In questo modo, invece di dover studiare normative differenti per ogni Paese, le aziende potranno rifarsi a uno standard comune.
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Come aprire una società con EU Inc
L’adesione al modello unico è facoltativa, sono cioè le imprese a decidere se adottarlo o meno, invece di seguire le singole leggi nazionali. Il sistema è pensato per essere gestito interamente online, eliminando documentazione cartacea, tempi d’attesa, barriere d’ingresso e costi operativi che, secondo le consultazioni della Commissione, rappresentano un ostacolo per l’85% degli imprenditori che intendono operare a livello transfrontaliero.
La registrazione della società potrà avvenire in 48 ore, interamente online attraverso un unico punto di accesso digitale. Anche l’intero ciclo di vita dell’impresa (dalle assemblee degli azionisti alle riunioni del consiglio di amministrazione, fino alle procedure di insolvenza semplificate) sarà gestito tramite strumenti digitali.
Per favorire l’avvio di startup e micro-imprese, non sarà invece richiesto un versamento patrimoniale minimo obbligatorio per la costituzione. Inoltre, EU Inc facilita l’adozione di piani di azionariato per i dipendenti (ESOP) standardizzati a livello europeo, permettendo alle imprese di competere globalmente per le alte qualificazioni.
Le radici dell’idea: dal rapporto Letta alla proposta della Commissione
Per capire perché oggi si parli di EU Inc, bisogna fare un piccolo passo indietro. L’idea non nasce dal nulla, ma affonda le sue radici in un’analisi dello stato di salute dell’economia europea, il cosiddetto “Rapporto Letta” sulla competitività del mercato unico.
In quel documento, Enrico Letta evidenziava un paradosso: l’Europa è un mercato enorme, ma le sue imprese sono spesso frenate dai confini invisibili delle leggi nazionali. Per risolvere il problema, il rapporto suggeriva l’introduzione proprio di un 28° regime, con l’obiettivo di creare una corsia preferenziale legale che non sostituisca i 27 sistemi nazionali dei vari Stati membri, ma che si aggiunga a essi come opzione per chi vuole pensare in grande fin dal primo giorno. La proposta presentata dalla Commissione europea il 18 marzo 2026 parte proprio da questa impostazione.
EU Inc e diritto societario nazionale: cosa cambia davvero?
Oggi, se un’azienda italiana vuole aprire una filiale in Francia o in Germania, deve confrontarsi con tre codici civili diversi, costi notarili differenti e tempistiche che variano da pochi giorni a diverse settimane. Con EU Inc, la Commissione vuole introdurre uno standard unico che garantisce regole uniformi su come si governa l’azienda (statuti, assemblee, responsabilità dei soci), valide in tutti gli Stati UE.
Inoltre, mentre i sistemi nazionali stanno ancora digitalizzando i vecchi archivi, EU Inc nasce per essere gestita interamente online ed è pensata per le startup che vogliono raccogliere capitali da investitori stranieri senza dover spiegare ogni volta le clausole specifiche di un diritto nazionale che l’investitore potrebbe non conoscere.
| Caratteristica | Sistemi Nazionali Attuali | Modello EU Inc |
| Tempi di apertura | Variabili (da giorni a settimane) | Entro 48 ore |
| Modalità di registrazione | Spesso fisica/ibrida | 100% online |
| Punto di accesso | 27 diversi registri nazionali | Punto di accesso unico UE |
| Capitale minimo | Previsto in molti Stati membri | Nessun requisito minimo |
| Gestione Governance | Normative locali frammentate | Standardizzato e digitale |
Il nodo della fiscalità: dove si pagano le tasse?
Un punto delicato, che la Commissione europea dovrà sicuramente affrontare, è quello legato all’aspetto fiscale. EU Inc armonizza infatti regole e normative inerenti al diritto societario), ma non interviene direttamente sulle aliquote fiscali dei singoli Stati, che rimangono sovrani.
Nonostante l’azienda sia europea, la residenza fiscale continuerà a coincidere con la sede dell’attività, una società EU Inc pagherà le tasse sugli utili nel Paese (o nei Paesi) in cui produce effettivamente valore e ha la sua base operativa. Essere una società EU Inc non permette automaticamente di scegliere il Paese con le tasse più basse se non si ha una presenza reale in quel territorio.
Tuttavia, il vantaggio fiscale è indiretto. Avere un’unica struttura legale semplifica la gestione dei rapporti tra la sede centrale e le filiali estere, riducendo i costi di consulenza necessari per evitare la doppia imposizione o per gestire i flussi di cassa transfrontalieri.
Quando è prevista l’entrata in vigore
L’obiettivo delle istituzioni europee è rendere il sistema pienamente funzionante nel giro di poco tempo, ma con la necessaria gradualità per permettere ai singoli Stati di adeguare i propri registri digitali. Dopo la presentazione della proposta, il testo deve essere discusso e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE. Le istituzioni puntano a concludere questo iter legislativo entro la fine del 2026.
Se la tabella di marcia sarà rispettata, le prime aziende registrate come “EU Inc” potranno nascere a partire dal 2027. Tuttavia, una volta approvato il regolamento, ci sarà una fase tecnica in cui i sistemi informatici nazionali dovranno essere collegati alla piattaforma centrale europea. Questo permetterà di garantire che la costituzione della società avvenga davvero in 48 ore, come promesso dal progetto.














Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it