Aprire una lavanderia automatica: Quanto costa, Come fare, Quanto si Guadagna?

Il segmento di mercato delle lavanderie a gettoni è una nicchia in crescita. In tanti stanno valutando di aprire una lavanderia self service, potenzialmente redditizia e a basso impegno. Cosa serve? Quali sono i costi e i guadagni?

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Aprire una lavanderia a gettoni
  • Le procedure di apertura di una lavanderia a gettoni sono molto più semplici di quanto accade per le lavanderie tradizionali, a patto di conoscere bene i costi ed i ricavi che in prospettiva potranno ottenersi
  • Le forme di gestione possono essere diverse, fra tutte è bene scegliere quella che si ritiene più alla portata delle proprie tasche e dei propri impegni professionali
  • A questo servizio è bene sempre affiancare altri servizi complementari che siano attrattivi ed utili per la clientela, al fine di ottenere un fatturato che sia soddisfacente

Il segmento delle lavanderie a gettoni è una delle piccole nicchie di mercato del nuovo secolo. La riduzione dei tempi per svolgere le faccende di casa ha aperto la porta a questo tipo di attività, che sta diventando sempre più richiesta, sia nelle grandi città che nei piccoli centri.

Molti hanno iniziato a valutare l’apertura di una lavanderia a gettoni nella propria zona, un’idea di business che potrebbe conciliare i guadagni con il tempo libero.

Gestire una lavanderia self-service, infatti, non richiede una presenza costante in loco. Un po’ come una pompa di benzina o un distributore automatico, aperti H24.

Tuttavia, ci sono molte cose da sapere prima di aprire una lavanderia a gettoni. Quanto costa? Quali sono le migliori formule per avviare l’attività? Scopriamolo in questa guida.

Il business delle lavanderie

Le lavanderie a gettoni sono un’attività che esiste da molti anni negli Stati Uniti, e anche qui in Italia sono sempre più popolari oggi. Aprire un’attività semi-automatica come questa può stuzzicare, ma vale la pena investire nel settore?

Secondo un rapporto Grand View Research, il volume d’affari mondiale delle lavanderie automatiche supererà i 30 miliardi di dollari nel 2027, con un tasso di crescita annuo del 9,4% circa.

In Italia, il numero di lavanderie a gettoni supera le 15.000 unità (dati 2021), duemila in più rispetto al 2018, e un volume d’affari superiore a 1 miliardo e mezzo di euro.

Dove sono dislocate? Il maggior numero di lavanderie a gettoni si trova nelle città più popolate (Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze) e nei grossi centri urbani d’Italia.


Come aprire una lavanderia a gettoni

Innanzitutto, il primo passo è quello di decidere dove vuoi aprire la tua lavanderia a gettoni. La posizione dovrebbe avere una buona visibilità e un facile accesso per i clienti.

Aprire una lavanderia a gettoni

Successivamente, devi considerare le dimensioni del tuo spazio e quanto costerà. Infine, se stai cercando un prestito da utilizzare per aprire la tua lavanderia a gettoni, allora ti consigliamo di parlare con un consulente che potrà chiarirti come e quanto chiedere in termini di risorse finanziarie (bancarie o pubbliche)

Per prima cosa vediamo cosa è necessario pianificare prima di iniziare l’iter burocratico.

1. Individua la clientela di una lavanderia automatica

L’Italia è sicuramente un paese culturalmente assai diverso dagli Stati Uniti, per cui anche il mercato di riferimento per questa attività cambia sostanzialmente.

Da un punto di vista dei segmenti di mercato di riferimento, escludi in partenza quello delle famiglie – tutti hanno ormai in casa una lavatrice – queste in genere, si rivolgono alle lavanderie molto raramente, mentre non sarà sufficiente fare affidamento solo su privati single.

In genere il target tipico è rappresentato dagli studenti fuori sede, dai piccoli B&B e dagli affittacamere (forse anche i piccoli alberghi di provincia non dotati di reparti lavanderie abbastanza grandi.

2. Scegli la location

Il problema della location pur essendo da non sottovalutare, non è poi così rilevante, soprattutto se vuoi offrire il servizio di ritiro e consegna a domicilio.

apertura lavanderia self service

Ci sono però alcune regole generiche che in ogni caso è sempre bene seguire:

  • Scegli una strada centrale;
  • Un locale che abbia una buona visibilità con almeno due luci;
  • Un posto che sia vicino a centri universitari o turistici, considerando soprattutto il target.

Una volta definiti questi punti di carattere strategico ti occorrerà mettere la tua attenzione alle incombenze burocratiche relative all’apertura della tua lavanderia.

3. Valuta servizi aggiuntivi

I margini di ricavo che puoi ottenere dal solo lavaggio, non sono altissimi e probabilmente non ti permetteranno di coprire i costi nel lungo termine, per cui ti consigliamo di liberare la tua creatività per ideare dei servizi aggiuntivi da fornire ai clienti.

Dei piccoli esempi possono essere:

  • offrire servizi di asciugatura e stiraggio;
  • ritirare la biancheria e riconsegnarla a domicilio;
  • attivare servizi di intrattenimento della clientela in attesa della conclusione del servizio
  • mettere a disposizione detersivi alla spina (magari con il plus del packaging sostenibile e del basso impatto ambientale del prodotto stesso).

Considera anche che in Italia i tempi di attesa per qualunque incombenza quotidiana, sono sempre una buona scusa per una bella tazzina di caffè. Potresti valutare di comprare dei distributori automatici, oppure noleggiarli.

Attenzione ad escludere da questi servizi aggiuntivi la sartoria, la manutenzione dei capi e lo stiraggio degli stessi, perché sono servizi che il legislatore riserva alle lavanderie tradizionali.

Lavanderia automatica: quali documenti occorrono

L’apertura di una lavanderia self service non richiede procedure troppo complesse. Ad esempio, non è necessaria la certificazione HACCP, come invece richiederebbe una lavanderia tradizionale che necessita l’adesione a regole più stringenti.

Questi i documenti necessari:

  • Partita IVA;
  • Numero di registrazione presso la CCIAA (Camera di Commercio);
  • Apertura della posizione INPS;
  • SCIA (Comunicazione di inizio attività da inviare al comune di pertinenza);
  • Idoneità igienico – sanitaria rilasciata dall’ARPA (Agenzia Regionale Per l’Ambiente).

Si tratta di pochi documenti che in genere non richiedono tempi di attesa particolarmente lunghi e già questo ti permetterà di aprire più velocemente di quanto faresti con altro tipo di esercizio.


Aprire una lavanderia a gettoni: quanto costa?

Veniamo adesso alla parte economica del tuo progetto: aprire una lavanderia a gettoni conviene?

Per rispondere a questa domanda devi avere presente l’entità dei costi iniziali e dei ricavi che andrai a sviluppare nel corso del tempo, così da avere un profitto che ti permetta di proseguire tranquillamente la tua attività.

lavanderia a gettoni quanto costa

Per quanto riguarda l’investimento iniziale, si tratta di una cifra che potrebbe oscillare tra i 25.000 ed i 50.000 euro, per superfici da 30 a 50 mq, fino a 100.000 per attività con superfici maggiori ed un numero maggiore di attrezzature.

È sempre necessario che l’apertura sia preceduta e seguita da un adeguato supporto pubblicitario che possa ampliare la conoscenza del brand, per fare in modo che sia possibile rientrare dell’investimento effettuato in tempi ragionevolmente brevi.

Se non disponi della cifra necessaria, oppure ne disponi solo parzialmente, potrai affidarti a finanziamenti bancari (solo se hai un reddito dimostrabile preesistente) oppure a finanziamenti pubblici a fondo perduto ed a tasso agevolato.

Ne esistono di diverse tipologie ed adatti un po’ a tutti i soggetti e per questo ti converrà affidarti al tuo commercialista, che saprà darti l’indicazione più adeguata.

Lavanderia self-service: Quanto si può guadagnare

Considerando che i ricavi si aggirano mediamente intorno ai 10 euro per cliente e i clienti giornalieri potrebbero essere (potenzialmente) 20/30, un rapido calcolo considererebbe:

  • 1 giorno: 10 clienti X 20 euro = 200 euro
  • 1 mese: 200 euro X 30 giorni = 6000 euro
  • 1 anno: 6000 euro X 12 mesi = 72.000 euro

Per definire il profitto occorrerà sottrarre da questa cifra:

  • gli ammortamenti delle attrezzature;
  • eventuale spesa per saponi, detergenti e altri prodotti per il bucato;
  • i costi fissi delle utenze (acqua ed energia elettrica e/o altro);
  • i costi del personale, indispensabile se si vuole offrire un buon servizio;
  • i rimborsi di eventuali prestiti inziali (se decidi di chiederli);
  • il compenso che dovrai ricevere tu in quanto imprenditore.

In media, si dice che una lavanderia a gettoni avviata riesca a guadagnare circa 20.000-30.000 l’anno, ma esistono attività automatiche aperte H24 che possono anche superare questa soglia.

Facile dedurre che si può rientrare nella cifra dell’investimento nell’arco di un anno e mezzo/due anni all’incirca.


Aprire una lavanderia a gettoni in comodato d’uso

Una soluzione, che in alcuni casi, consente di risparmiare sui costi iniziali di investimento, è anche quella di gestire un’attività in comodato d’uso. Ma come funzionerebbe in questo caso?

Lavanderia in comodato d'uso

Si tratta di scegliere una location frequentata in cui collocare i macchinari (università, uffici, centri accoglienza, alberghi e così via), che rimarrebbero nel posto, ed i proventi dell’attività verrebbero suddivisi con i proprietari dei macchinari.

Così tu che gestisci l’attività non dovresti sostenere i costi di acquisto o di noleggio delle attrezzature ed avresti – in alcuni casi – la possibilità di usufruire degli interventi di manutenzione delle stesse.

Si tratta di un modo per ridurre gli investimenti iniziali ed avviare l’attività senza sostenere costi improponibili; è una soluzione che potrebbe essere temporanea o definitiva secondo quelli che sono i tuoi progetti imprenditoriali.

Aprire una lavanderia a gettoni in franchising

Un’alternativa all’apertura di una lavanderia con attrezzature in comodato, potrebbe essere quella di aprire una lavanderia con un brand conosciuto, ma in questo caso quali sono costi per aprire una lavanderia in franchising?

Per aprire questo genere di attività, i costi potrebbero essere leggermente inferiori e avresti il vantaggio di non dover sobbarcarti dei costi iniziali di pubblicità che sarebbero a carico del franchisor, senza contare che faresti affidamento su un brand già conosciuto.

La spesa partirebbe sempre dai 20/25.000 euro, e ciò che potrebbe fare aumentare l’importo sarebbero altri costi; vediamo quali.

  • Affitto od acquisto del locale
  • Interventi di manutenzione dello stesso (se necessari)
  • Adempimenti burocratici

Eviteresti infatti, verosimilmente, alcuni costi che rimarrebbero a carico dell’azienda concessionaria:

  • Per l’acquisto di attrezzature
  • Per l’acquisto degli arredamenti
  • La comunicazione

Si tratterebbe quindi di una soluzione ottimale, che ti permetterebbe di rientrare nei costi dell’investimento iniziale in tempi ragionevolmente più brevi.


Aprire una lavanderia a gettoni per animali

Visto il sempre maggior numero di persone e di famiglie che hanno in casa un piccolo amico peloso, potrebbe diventare una buona idea aprire l’attività anche agli animali domestici, gestendo un reparto della propria lavanderia a gettoni o tradizionale, con lavatrici per animali (cani gatti o anche cavalli).

Mentre probabilmente non è consigliabile specializzarsi in questo settore (per animali), come unica attività, perché numericamente il mercato potrebbe non essere così ampio, diventerebbe un’idea garantire un servizio della propria lavanderia a gettoni, per il pet dei tuoi clienti, in un’ottica di ampliamento dei servizi di cui abbiamo già parlato qualche riga indietro.

Così mentre il cliente attende il lavaggio della propria biancheria, potrebbe lasciarti anche il cappottino, o la cuccia del suo cane e/o del suo gatto.

Anche in questo caso si tratta di scegliere la modalità di gestione dell’attività, che potrebbe essere un franchising, un comodato d’uso, ad esempio collocando le attrezzature presso un veterinario od un centro veterinario, oppure offrendo uno spazio apposito all’interno della tua attività.

Avviare una lavanderia a gettoni: Consigli finali

Aprire una lavanderia a gettoni può essere un’ottima idea di attività imprenditoriale, principalmente perché non hai da sostenere tutti gli adempimenti burocratici che comporta l’apertura di un’attività di questo tipo, ma tradizionale (Autorizzazioni igienico sanitarie e relative ad eventuali servizi connessi), ed in secondo luogo perché i costi di gestione sono di importo inferiore.

Considera anche che si tratta di un’attività che nei prossimi anni potrebbe godere di un aumento della sua quota di mercato, il che significherebbe un sempre maggior numero di persone che fanno richiesta del servizio.

Quanto si guadagna con una lavanderia a gettoni?

Aprire una lavanderia a gettoni può essere una scelta imprenditoriale azzeccata, ma per ottenere un buon guadagno dovrai considerare che a fronte di un ricavo medio per utente di circa 10 €, dovrai fare fronte a delle spese di gestione e di investimento che rientreranno nel giro di qualche anno

Cosa devo fare per aprire una lavanderia?

Oltre all’attenzione che dovrai mettere nella scelta del luogo in cui aprire l’attività, considera che non occorrono autorizzazioni particolarmente complicate da ottenere, rispetto a ciò che serve per una lavanderia tradizionale, ed in più i tempi per l’ottenimento sono inferiori a ciò che serve per qualunque attività commerciale

Quanto costa aprire una lavanderia a gettoni in franchising?

I costi per l’apertura di una lavanderia a gettoni in genere non sono elevatissimi; potrai considerare una forbice di valori che va dai 25.000 ai 100.000 euro in relazione all’ampiezza del locale che vorrai scegliere, ma puoi considerare anche soluzioni più economiche di varia natura, soprattutto se stai partendo da zero

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 10 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Alessandro Creazzo

Consulente aziendale e marketing d'impresa

Consulente aziendale dal 1999, mi sono occupato di finanza agevolata e business planning presso importanti organizzazioni di categoria quali COLDIRETTI e CONFAGRICOLTURA, ed anche come libero professionista. Nel 2003 ho iniziato l’attività di consulenza aziendale di direzione. Dal 2009 mi occupo di Marketing Strategico e Responsabilità Sociale d’Impresa.

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