Accordi per l’Innovazione, secondo sportello: nuove risorse per il Sud

Rifinanziato il secondo sportello per Accordi per l'innovazione nel Mezzogiorno d'Italia: 175 milioni di ulteriori finanziamenti per progetti di ricerca e sviluppo in ambito di transizione verde e digitale.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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  • Ulteriori 175 milioni di euro sono stati stanziati dal MIMIT per progetti di ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno d’Italia attraverso il rifinanziamento secondo sportello per gli Accordi per l’Innovazione.
  • Questi investimenti mirano a sostenere le imprese che operano in queste aree e a promuovere la transizione verso un’economia verde e digitale.
  •  I progetti selezionati dovranno soddisfare requisiti specifici e contribuire alla realizzazione degli obiettivi tematici del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha recentemente annunciato l’assegnazione di ulteriori 175 milioni di euro per finanziare progetti di ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno d’Italia, nell’ambito del secondo sportello degli “Accordi per l’Innovazione”.

Questa iniziativa mira a sostenere le imprese che operano nelle Regioni del Sud e che desiderano investire in progetti innovativi per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi, o per migliorare quelli già esistenti.

Nuove risorse per sostenere il Sud Italia

L’assegnazione di altri 175 milioni di euro rappresenta un importante impegno da parte del governo italiano per stimolare la crescita economica e lo sviluppo nel Mezzogiorno del paese.

Questi fondi sono destinati ai progetti di ricerca e sviluppo che non sono stati ammessi durante il secondo sportello dell’agevolazione a causa della mancanza di risorse finanziarie disponibili.

I progetti finanziati devono essere realizzati interamente nelle Regioni del Mezzogiorno, che comprendono

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sicilia;
  • Sardegna.

Questa scelta mira a concentrare gli investimenti nelle aree che hanno bisogno di maggiore sviluppo e a ridurre il divario economico tra il Nord e il Sud del paese.

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Gli obbiettivi di transizione verde e digitale

I progetti che saranno finanziati devono essere coerenti con gli obiettivi tematici del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale.

L’Italia, come molti altri paesi, sta affrontando sfide legate alla sostenibilità ambientale e alla trasformazione digitale. Attraverso gli Accordi per l’Innovazione, il governo mira a promuovere l’adozione di soluzioni innovative che favoriscano la transizione verso un’economia verde e digitale.

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La transizione verde, nota anche come transizione verso la sostenibilità ambientale, rappresenta un cambiamento sistematico verso un modello economico e sociale sostenibile che riduca l’impatto ambientale e promuova l’uso responsabile delle risorse naturali.

L’obiettivo principale della transizione verde è quello di conciliare lo sviluppo economico con la salvaguardia dell’ambiente, al fine di preservare le risorse naturali per le future generazioni.

La transizione digitale, o rivoluzione digitale, si riferisce invece al processo di adozione e integrazione delle tecnologie digitali nelle attività economiche, sociali e amministrative. Questa trasformazione coinvolge l’utilizzo di tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’Internet delle cose (IoT), l’analisi dei dati, la realtà aumentata, la blockchain e molte altre.

L’obiettivo principale della transizione digitale è quello di migliorare l’efficienza, l’innovazione e la competitività dei settori economici, consentendo alle imprese e alle organizzazioni di adattarsi alle sfide del mondo digitale in continua evoluzione.

Attraverso l’adozione di tecnologie digitali, si mira a migliorare la produttività, ottimizzare i processi, creare nuovi modelli di business e offrire servizi più efficaci e personalizzati.

Meccanismo degli accordi per l’innovazione

Gli Accordi per l’innovazione rappresentano uno strumento di sostegno per le imprese che desiderano investire nella ricerca e nello sviluppo industriale. Questa misura è aperta a imprese di tutte le dimensioni che esercitano attività:

  • industriali;
  • agroindustriali;
  • artigiane;
  • servizi all’industria;
  • ricerca.

Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di contributo diretto alla spesa o di finanziamento agevolato, a seconda dei criteri specifici. I progetti devono essere sviluppati utilizzando tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) e rientrare nelle aree di intervento del Programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa.

Queste tecnologie includono, ma non si limitano a:

  • la tecnologia di fabbricazione;
  • le tecnologie digitali fondamentali;
  • l’intelligenza artificiale;
  • l’industria circolare.
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Accordi per l’innovazione: requisiti e criteri di selezione dei progetti

Per beneficiare di questi accordi, i progetti devono soddisfare determinati requisiti e vengono valutati attraverso criteri di selezione definiti. Di seguito vengono le linee guida:

  • Dimensione economica: i progetti devono avere spese e costi ammissibili di almeno 5 milioni di euro.
  • Durata: la durata massima dei progetti non può superare i 3 anni.
  • Coerenza con gli obiettivi tematici: i progetti devono essere coerenti con gli obiettivi tematici del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale.
  • Impatto e benefici: i progetti devono dimostrare un potenziale impatto positivo sull’economia, sull’occupazione, sull’innovazione o sull’ambiente.
  • Viabilità e fattibilità: i progetti devono essere sostenibili dal punto di vista tecnico, economico e organizzativo, dimostrando la capacità di essere implementati e portati a termine con successo.
  • Settori e tecnologie abilitanti: i progetti devono essere sviluppati utilizzando tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) e rientrare nelle aree di intervento del Programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa”.
  • Cooperazione e partenariati: l’adesione a collaborazioni e partenariati con altre imprese, centri di ricerca o istituzioni accademiche può essere considerata un elemento positivo nella valutazione dei progetti.
  • Sostenibilità economica: i progetti devono dimostrare una sostenibilità economica nel lungo termine, attraverso il potenziale di generare ricavi o valore aggiunto per le imprese coinvolte.

Accordi per l’innovazione – Domande frequenti

Quali sono gli obiettivi degli Accordi per l’innovazione nel Mezzogiorno d’Italia?

Gli obiettivi sono sostenere le imprese del Sud Italia e promuovere la transizione verso un’economia verde e digitale.

Quali sono i requisiti e i criteri di selezione degli Accordi per l’innovazione?

I requisiti includono una dimensione economica minima di 5 milioni di euro e una durata massima di 3 anni. I criteri di selezione riguardano la coerenza con gli obiettivi tematici, l’impatto e i benefici, la viabilità e l’utilizzo di tecnologie abilitanti.

Quali sono i benefici per il Mezzogiorno e l’economia italiana derivanti dagli Accordi per l’innovazione?

I benefici includono la promozione dell’innovazione, la creazione di nuovi posti di lavoro e lo stimolo alla crescita economica nella regione.

Autore
Classe 1994, immediatamente dopo gli studi ho scelto di intraprendere una carriera nel Project Management in ambito di progetti Erasmus+ per EPS. Questo mi ha portato ad approfondire in particolare le tematiche inerenti alla fiscalità delle PMI, anche se la mia area di expertise risulta oggi molto più ampia in questo ambito. Oggi sono copywriter freelance appassionata di scrittura e di innovazione per le piccole e medie imprese.
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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 21 Luglio 2023
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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