IRAP 2026: istruzioni su scadenze, aliquote e novità della riforma fiscale

Mentre il Governo prosegue nel percorso di superamento graduale dell'imposta previsto dalla delega fiscale, per l'anno 2026 restano in vigore regole specifiche che imprese e professionisti devono monitorare con attenzione.

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L’IRAP è un’imposta regionale sulle attività produttive che, a differenza dell’IRPEF o dell’IRES (che colpiscono il reddito netto), colpisce il valore della produzione netta derivante dall’attività esercitata nel territorio di una Regione. È una tassa che si paga per il solo fatto di avere un’organizzazione (un’azienda, uno studio associato, un ente) che produce valore, indipendentemente dal fatto che quell’attività produca poi un utile o una perdita. Dal 1997 (anno in cui è stata istituita) ad oggi, la normativa di riferimento ha subito diverse modifiche. Le ultime sono arrivate con la legge di bilancio 2026, che ha introdotto deroghe e sconti specifici per quest’anno.

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Irap 2026, istruzioni per il versamento

La dichiarazione che si presenta nel 2026 riguarda il periodo d’imposta 2025 e sono obbligati a presentarla le società di capitali (SRL, SPA), le società di persone (SNC, SAS), gli enti commerciali e le Pubbliche Amministrazioni. Sono esonerati, invece, i professionisti, lavoratori autonomi e ditte individuali (persone fisiche).

Il calcolo si basa sul valore della produzione netta. Quindi, bisogna sottrarre dai ricavi i costi della produzione (materie prime, servizi, ammortamenti) e poi dedurre integralmente il costo dei dipendenti assunti a tempo indeterminato. A tal proposito, con la risposta all’interpello n. 95 del 1° aprile 2026, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che è possibile dedurre anche i costi del personale a tempo indeterminato che opera all’estero, a prescindere dalla stabile organizzazione fuori dall’Italia.

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Scadenza

Il saldo IRAP per l’anno precedente e l’eventuale primo acconto per l’anno in corso si versano solitamente entro il 30 giugno 2026 (o entro il 30 luglio con una piccola maggiorazione). Il secondo acconto è invece fissato per il 30 novembre 2026.

Discorso diverso riguarda invece la presentazione del modello IRAP, ovvero il documento tecnico che contiene tutti i calcoli e i dettagli dell’attività. Per questo passaggio c’è più tempo: l’invio deve essere effettuato per via telematica – utilizzando i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate – entro il 30 settembre 2026. Infatti, lo Stato chiede di anticipare i pagamenti durante l’anno basandosi su stime e calcoli provvisori, lasciando poi qualche mese di margine in più per inviare la dichiarazione definitiva con tutti i dati precisi.

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Quali sono le nuove aliquote IRAP per il 2026

Nel 2026 l’aliquota IRAP di base per la generalità dei soggetti passivi (società di capitali, società di persone ed enti commerciali) resta pari al 3,90%. Ogni Regione ha però la facoltà di aumentare o diminuire questa percentuale fino a un massimo di 0,92 punti percentuali. Questo significa che, a seconda di dove l’impresa opera, potrebbe pagare un’aliquota reale compresa tra il 2,98% e il 4,82%.

Cosa prevede la legge di bilancio 2026?

Mentre l’aliquota ordinaria rimane stabile per la maggior parte delle imprese, è stato introdotto un aumento temporaneo per i settori bancario e assicurativo. La manovra 2026 ha previsto nello specifico, per il triennio 2026 2028 un incremento di 2 punti percentuali per banche, enti e società finanziarie (precedentemente fissata al 4,65%) è salita a 6,65%. Sono escluse da questo aumento le SGR, le SIM, le SICAV e le holding finanziarie industriali, che mantengono l’aliquota standard o specifica di settore precedente. Per le assicurazioni, invece, con l’aumento l’aliquota passa dal precedente 5,90% al 7,90%.

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Quali sono le deduzioni IRAP 2026

Nel 2026, oltre alla deduzione ordinaria del costo del personale a tempo indeterminato (100% del costo complessivo sostenuto per i lavoratori dipendenti assunti), le imprese possono beneficiare di una maggiorazione del 20% del costo riferito ai nuovi assunti, a patto che l’organico medio risulti superiore rispetto all’anno precedente. Questa agevolazione diventa ancora più vantaggiosa per chi assume lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate o “fragili” (come giovani under 30 o donne con figli): in questi casi, la super deduzione sale al 30%.

Restano confermate poi le deduzioni forfettarie per i piccoli contribuenti, con un sistema di abbattimento della base imponibile, strutturato per avvantaggiare le realtà produttive con volumi d’affari contenuti. Tali deduzioni si applicano in misura decrescente al crescere del valore della produzione netta, fino ad annullarsi completamente oltre una determinata soglia.

Di seguito la tabella degli importi validi per il 2026.

Base imponibile (valore della produzione)Importo della deduzione fissa
Fino a 13.600,00 euro8.000,00 euro
Da 13.600,01 € a 13.700,00 euro6.000,00 euro
Da 13.700,01 € a 13.800,00 euro4.000,00 euro
Da 13.800,01 € a 180.759,91 euro1.850,00 euro
Oltre 180.999,91 euro0 euro (nessuna deduzione)

Infine, sono generalmente deducibili i costi relativi ai contributi versati per i dipendenti, anche per quelli assunti con contratti a tempo determinato (sebbene con limiti specifici).

Addio all’ACE e gestione delle eccedenze

L’aiuto alla crescita economica (ACE) è stato abrogato nel 2026. Quindi, è più possibile maturare nuovi sconti fiscali legati all’aumento del capitale proprio. Tuttavia, le imprese che hanno accumulato delle eccedenze negli anni passati (fino al 2023) e non le hanno ancora utilizzate, possono continuare a portarle in deduzione fino al loro completo esaurimento.

Il futuro dell’imposta: verso l’IRES 2.0

Il 2026 è considerato un anno di transizione. La riforma fiscale prevede infatti il progressivo superamento dell’IRAP per le società di capitali, con l’obiettivo di sostituirla definitivamente con una sovraimposta all’IRES. Questo passaggio, che dovrebbe concretizzarsi entro la fine dell’anno, punta a semplificare drasticamente la vita delle imprese, riducendo il numero di adempimenti e unificando la gestione dei tributi sui redditi societari.

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Modalità di versamento

Il versamento IRAP (saldo e acconto) deve essere effettuato esclusivamente in modalità telematica per i titolari di partita IVA, utilizzando i canali F24 web o F24 online (previa registrazione a Fisconline o Entratel). È possibile utilizzare anche l’home banking, ovvero i servizi di pagamento messi a disposizione dagli istituti di credito o da Poste Italiane. In alternativa, il pagamento può avvenire tramite delega al proprio commercialista o consulente fiscale.

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2 commenti su “IRAP 2026: istruzioni su scadenze, aliquote e novità della riforma fiscale”

  1. Buongiorno, sono Giulia e avrei una domanda al riguardo applicazione IRAP con aliquota 8,50% da parte del comune x il quale svolgo una presentazione occasionale con impego di 45 giorni circa come rilevatore ISTAT per il censimento, ho cercato di capire se sono soggetto al pagamento di tale tassa sulla produttività, io non ho redditi che superano i 5 mila euro, già ritenevo ingiusta la ritenuta del 20% a carico mio, ora mi sembra esagerato che io debba pagare anche IRAP, la domanda che pongo è la seguente: requisito principale non è la prestazione di esercizio abituale nella regione? Sono io che produco oppure il comune sono leggermente confusa per il modo in cui il comune mi impone di accettare questo impegno lavorativo? Grazie mille per la vostra disponibilità

    Rispondi
    • Buongiorno,
      l’IRAP è a carico dell’ente pubblico. In questi casi l’ente ha la disponibilità di risorse lorde e con quelle risorse deve effettuare i pagamenti agli operatori ed all’erario statale. Per questo motivo è stato evidenziato l’importo dell’IRAP che, in ogni caso, resta a carico dell’ente.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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