Dl Accise cambia la rottamazione quinquies, più tempo per le domande e le delibere dei Comuni: le scadenze

Finestra per le istanze dal 16 ottobre, con la prima rata slittata al 31 marzo 2027. Ecco cosa cambia per imprese e professionisti.

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Il quadro della riscossione locale si aggiorna con importanti novità operative per consulenti, professionisti e PMI. La commissione Finanze del Senato ha approvato una serie di modifiche nell’ambito del Dl Accise (che ora accorpa anche i decreti Accise ter e quater), ridisegnando il calendario della rottamazione quinquies per i Comuni e allungando i tempi a disposizione dei contribuenti.

Il provvedimento, nato per superare la frammentazione degli enti locali e agevolare le amministrazioni reduci dai rinnovi elettorali, è ora atteso al vaglio dell’aula di Palazzo Madama. Di seguito, l’analisi dettagliata delle nuove scadenze, dei debiti inclusi e delle cause di esclusione.

Rottamazione quinquies: il calendario delle scadenze

La modifica principale del Dl Accise concede un mese in più ai Comuni e alle amministrazioni territoriali per valutare l’adesione alla sanatoria agevolata. Di riflesso, slittano in avanti anche i termini per la presentazione delle istanze da parte dei cittadini e delle imprese, oltre al debutto del piano dei pagamenti.

Soggetto coinvoltoAdempimentoVecchia scadenzaNuova scadenza
Comuni ed enti localiApprovazione delle delibere di adesione30 giugno31 luglio
Contribuenti (PMI e cittadini)Presentazione della domanda (e integrazioni)Dal 16 ottobre al 15 dicembre
Contribuenti (PMI e cittadini)Versamento rata unica o prima rata31 gennaio31 marzo 2027

Entro la fine dell’anno, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione provvederà a inviare ai richiedenti la comunicazione ufficiale contenente l’importo totale dovuto e il piano di ammortamento selezionato. Quest’ultimo potrà essere suddiviso fino a un massimo di 54 rate bimestrali.

Il perimetro della sanatoria: quali debiti rientrano?

La definizione agevolata delle cartelle esattoriali – introdotta originariamente dal decreto fiscale n. 38 del 2026 e convertita nella legge n. 88 del 2026 – si applica ai carichi di natura tributaria e non tributaria.

I debiti oggetto della misura devono essere stati affidati all’agente della riscossione dalle Regioni e dagli enti locali nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

I debiti comunali ammessi alla rottamazione quinquies sono:

  • IMU non versata;
  • TARI arretrata;
  • altri tributi locali gestiti tramite Agenzia delle Entrate-Riscossione;
  • sanzioni amministrative;
  • multe stradali (l’agevolazione in questo caso non cancella l’importo principale della sanzione, che resta interamente dovuto, ma abbatte esclusivamente gli interessi e le somme aggiuntive – o aggi – accumulate nel tempo).

L’applicazione pratica e i margini effettivi della sanatoria rimangono subordinati ai singoli regolamenti approvati autonomamente dai diversi enti territoriali.

Chi rimane escluso dalla misura

Restano fuori dalla misura:

  • i debiti derivanti da sentenze di condanna della Corte dei Conti.
  • i tributi riscossi in modo diretto dagli enti locali o affidati a concessionari privati.
  • i debiti già inseriti nella rottamazione quater (o nella relativa riammissione) per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultino regolarmente pagate tutte le rate in scadenza.

Al contrario, la nuova sanatoria accoglie esplicitamente i contribuenti che sono decaduti dalle precedenti definizioni agevolate a causa di un mancato o tardivo pagamento.

Regole di decadenza: a cosa prestare attenzione

La rottamazione quinquies nazionale non opera in modalità automatica per tutte le pendenze. Professionisti e imprese devono monitorare con attenzione i requisiti di accesso per evitare brutte sorprese.

Il dl Accise stabilisce criteri rigorosi per il mantenimento dell’agevolazione. La rottamazione quinquies perde qualsiasi efficacia in caso di omesso o insufficiente versamento della prima rata, oppure nel caso in cui non vengano pagate due rate, anche non consecutive. In presenza di tali inadempienze, l’agente della riscossione riprenderà immediatamente le procedure di recupero coattivo e i versamenti già effettuati verranno trattenuti esclusivamente come acconti sul debito totale originario.

Gli altri interventi del dl Accise

Oltre alle novità sulla riscossione locale, il testo del dl Accise include ulteriori misure di interesse pubblico, tra cui una significativa stretta sul telemarketing, volta a garantire una maggiore tutela contro le pratiche invasive.

Escono invece dal perimetro del decreto, poiché non approvati, gli emendamenti che miravano a introdurre una sanatoria per il ravvedimento speciale e il blocco dei pignoramenti dei conti correnti.

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