Sono entrate in vigore le nuove regole sull’efficienza energetica degli edifici, che modificano i metodi di calcolo, i controlli sui progetti e i parametri ecologici da rispettare. Questo cambiamento interessa da vicino tutto il settore edilizio – dalle nuove costruzioni alle grandi ristrutturazioni, fino ai piccoli interventi di riqualificazione – e impone a professionisti e imprese un tempestivo adeguamento delle procedure operative.
Indice
- Nuove regole su efficienza energetica degli edifici dal 3 giugno
- Come cambiano i rilievi tecnici
- Novità per teleriscaldamento e cogenerazione
- I sistemi di termoregolazione diventano obbligatori
- Controllo riscaldamento e colonnine per le ricariche auto per gli edifici non residenziali
- Meno burocrazia per la sostituzione delle finestre
- Cosa cambia a livello operativo per i tecnici?
Nuove regole su efficienza energetica degli edifici dal 3 giugno
Il decreto ministeriale del 28 ottobre 2025, entrato in vigore in Italia il 3 giugno 2026, supera le vecchie linee guida e stabilisce sia le regole generali e i requisiti obbligatori per l’efficienza energetica degli edifici, sia i metodi di calcolo dei consumi, per fare in modo che quelli stimati sulla carta corrispondano il più possibile a quelli reali.
Le nuove norme, inoltre, non guardano solo al risparmio energetico, ma puntano a migliorare il comfort all’interno delle abitazioni, la sicurezza contro gli incendi e la stabilità delle strutture e degli impianti.
Con questa riforma l’Italia si allinea alle più recenti direttive europee. L’UE ha infatti chiesto a tutti gli Stati membri di decarbonizzare il settore immobiliare (responsabile di gran parte dei consumi energetici continentali) entro il 2050.
Come cambiano i rilievi tecnici
Tra le novità di maggior rilievo tecnico vi è l’approccio più rigoroso nei confronti dei ponti termici, ovvero quelle zone della casa (come i nodi tra pareti e balconi o intorno alle finestre) dove il calore si disperde più facilmente verso l’esterno. Con le nuove regole non si potranno più usare calcoli approssimativi: i tecnici dovranno analizzare al millimetro ogni singolo punto di dispersione, sia per le nuove costruzioni sia per le ristrutturazioni. Questo serve a prevedere con precisione scientifica come si muoverà il calore nella casa reale, evitando sorprese in bolletta.
Allo stesso tempo, cambiano le verifiche sull’isolamento di pareti, tetti e finestre (la capacità di trattenere il calore). I controlli saranno diversi e calibrati a seconda dell’entità dei lavori. Le regole saranno più severe per le grandi ristrutturazioni e più flessibili per i piccoli interventi di efficientamento.
Infine, il decreto modifica radicalmente i limiti per la dispersione totale di calore dell’intero edificio. Da adesso in poi, le soglie massime di calore che una casa può disperdere saranno nettamente separate in base al tipo di cantiere, con standard differenti tra gli edifici sottoposti a ristrutturazioni totali e profonde (le cosiddette ristrutturazioni di primo livello, che coinvolgono l’intera struttura e gli impianti) e gli immobili costruiti da zero.
Novità per teleriscaldamento e cogenerazione
La nuova normativa disciplina interviene anche su l funzionamento degli impianti di teleriscaldamento (il calore che arriva da centrali distanti) e la cogenerazione (sistemi che producono insieme elettricità e calore). Per capire quanto questi sistemi inquinino o consumino davvero, è stato introdotto un metodo di calcolo scientifico, chiamato metodo carnot. Grazie a questo sistema, si otterrà una fotografia molto più realistica dell’energia consumata dall’edificio e del suo effettivo livello di sostenibilità.
I sistemi di termoregolazione diventano obbligatori
Dal 3 giugno, nei casi di costruzione di una nuova casa, grande ristrutturazione o sostituzione di caldaia (o la pompa di calore), scatta l’obbligo di installare sistemi di termoregolazione automatici, come le valvole termostatiche, per gestire la temperatura in modo separato in ogni singola stanza.
Quest’ obbligo, tuttavia, si applica solo se vengono rispettate due condizioni:
- l’installazione deve essere tecnicamente possibile all’interno di quell’immobile;
- la spesa per questi dispositivi deve potersi ripagare da sola (grazie ai risparmi in bolletta) in meno di sei anni, senza considerare nel calcolo eventuali detrazioni o bonus fiscali.
Se il tecnico decide di non installare questi sistemi perché non si verificano queste due condizioni, non può farlo a parole: è obbligato a mettere tutto nero su bianco, giustificando la scelta all’interno della relazione tecnica del progetto.
Controllo riscaldamento e colonnine per le ricariche auto per gli edifici non residenziali
Con il nuovo decreto, negli edifici non residenziali, sono previsti obblighi precisi per installare sistemi intelligenti di controllo di riscaldamento, condizionamento e luci, soprattutto quando la potenza degli impianti e la convenienza economica dell’intervento rendono indispensabile l’uso della domotica avanzata.
Inoltre, vengono fissate nuove regole per integrare fin da subito le colonnine o le predisposizioni per la ricarica dei veicoli elettrici in tutti gli edifici dotati di posti auto.
Meno burocrazia per la sostituzione delle finestre
Per semplificare la vita a piccole imprese e cittadini, vengono poi semplificati i procedimenti burocratici per i lavori che riguardano soltanto la sostituzione dei serramenti (come porte e finestre).
In questi casi basta una relazione tecnica parziale. In alternativa, se si rispettano i requisiti previsti, la relazione può essere sostituita del tutto da una semplice dichiarazione della ditta che monta le finestre, accompagnata dalla marcatura CE del produttore.
Cosa cambia a livello operativo per i tecnici?
L’impatto di questa transizione normativa sulle attività quotidiane di progettisti, certificatori e imprese è immediato e pervasivo. Da oggi, tutti gli attori della filiera dovranno necessariamente aggiornare:
- i software di calcolo energetico alle nuove metodologie;
- i criteri di redazione della relazione tecnica ex legge 10;
- le modalità di compilazione e rilascio dell’APE (attestato di prestazione energetica).
L’adeguamento tempestivo delle procedure operative e delle verifiche di conformità rappresenta un passaggio indispensabile per professionisti e PMI, non solo per garantire la piena regolarità dei progetti edilizi, ma anche per governare con competenza tecnica il nuovo standard dell’efficienza energetica in Italia.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it