Gli ultimi dati provvisori ISTAT di marzo 2026 delineano un quadro complesso per il mercato del lavoro italiano: se da un lato il tasso di disoccupazione scende al 5,2%, dall’altro cresce l’area dell’inattività, segnale di un progressivo distacco dal mercato di chi non cerca più attivamente un impiego.
Il mercato del lavoro italiano attraversa una fase di contrazione. In calo gli occupati, con una perdita di 30 mila posti di lavoro rispetto a marzo 2025.
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I dati ISTAT su occupazione e disoccupazione in Italia
A marzo 2026 il tasso di occupazione in Italia è rimasto stabile al 62,4% rispetto al mese precedente. In calo il tasso di disoccupazione di 0,1 punti percentuali, scendendo al 5,2%. E questo non perché siano aumentate le assunzioni: sono diminuite di 38 mila unità le persone in cerca di lavoro (-2,8% rispetto a febbraio). Infatti, è sceso pure il numero di occupati, che hanno perso 12 mila unità, soprattutto tra dipendenti e autonomi.
Anche su base annua, nel 2026 rispetto al 2025, l’occupazione è diminuita di 30 mila unità, spinta dal calo dei dipendenti permanenti (-14 mila) e a termine (-142 mila).
Il numero degli inattivi in Italia
A marzo 2026, il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni è cresciuto dello 0,4%, con aumento di 46 mila unità su base mensile. Nella stessa fascia, in un anno si conta un incremento di 351 mila unità (+2,9% rispetto a marzo 2025). La crescita degli inattivi si riscontra per entrambi i sessi, risulta stabile tra i 25-34enni e in diminuzione tra i 35-49enni.
Le categorie più colpite
Le difficoltà del mercato del lavoro non si distribuiscono in modo uniforme. La diminuzione degli occupati coinvolge le donne, i precari con contratti a termine, gli autonomi, i giovani e gli over 50. La categoria che soffre di più è quella tra i 15 e i 24 anni, che vedono aumentare il tasso di disoccupazione, attualmente al 18,1% .
Il numero di occupati, invece, cresce tra gli uomini e i 25-49enni ed è sostanzialmente stabile tra i dipendenti permanenti.
Quanti i posti di lavoro persi in un anno
Basandosi sul confronto tra marzo 2026 e marzo 2025, i dati ISTAT confermano una perdita complessiva di 30.000 occupati in un anno. La categoria dei dipendenti a termine (con contratti precari) è la più colpita in assoluto, con una perdita di 142.000 unità. Anche i dipendenti permanenti (contratti a tempo indeterminato) registrano una flessione di 14.000 unità.
I lavoratori autonomi pur registrando un calo a marzo 2026 – e scendendo a 5 milioni 270 mila – restano l’unica categoria in crescita nel confronto di lungo periodo su base annua (+125 mila).













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it