ISA 2026, confermata la proroga dei versamenti: ecco quali sono le nuove scadenze

Non tutti, però, possono beneficiare del rinvio: la gestione delle scadenze richiede infatti un'attenta programmazione per evitare errori

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ISA addio per le Partite Iva

Con la pubblicazione dell’applicativo “Il tuo ISA 2026 CPB” (versione 1.0.0) entra nel vivo la gestione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA 2026). Il rilascio del software, sviluppato dall’Agenzia delle Entrate con il supporto di SOGEI, è stato necessario per integrare gli 85 nuovi indici previsti dalla normativa aggiornata, così da permettere a professionisti e piccole e medie imprese il calcolo corretto del proprio livello di affidabilità fiscale. Tuttavia, la data di pubblicazione (13 maggio 2026) ha sollevato alcune criticità, poiché avvenuta oltre il termine auspicato del 30 aprile.

Per questo motivo, con il decreto accise, il Consiglio dei ministri ha accolto la richiesta l’associazione nazionale commercialisti e ha confermato lo slittamento delle scadenze per i versamenti.

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ISA 2026: la mappa delle revisioni

Gli 85 codici sono stati approvati con decreto MEF pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 88 del 16 aprile 2026, supplemento ordinario n. 15). Interessano circa 1,85 milioni di contribuenti e vanno utilizzati già nella dichiarazione redditi 2026, e si riferiscono al periodo d’imposta 2025.

Gli indici sono stati esaminati dalla Commissione degli esperti nella seduta dell’11 marzo 2026 e hanno ricevuto il relativo parere favorevole. Si tratta di:

  • 24 indici afferenti alle attività del commercio;
  • 20 indici relativi alle attività professionali;
  • 26 indici per l’area dei servizi;
  • 15 indici per il comparto delle manifatture.

L’evoluzione di questi indici è stata elaborata analizzando i dati dichiarati dai contribuenti negli ultimi 8 anni (dal 2016 al 2023), permettendo di valutare gli effetti dei mutamenti del quadro economico nazionale e internazionale.

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Guida all’utilizzo del software

Attraverso un unico flusso di lavoro, l’applicativo rilasciato dall’Agenzia delle Entrate consente sia di calcolare il punteggio ISA sia di trasmettere telematicamente i dati richiesti, allegandoli direttamente al modello Redditi. Oltre a queste funzioni principali, la piattaforma integra la gestione della proposta relativa al concordato preventivo per il biennio 2026-2027. Nel caso in cui si renda necessario fare un passo indietro, il software include anche una specifica funzione di revoca, che permette di annullare l’adesione al concordato purché l’operazione venga effettuata entro le stesse scadenze previste per la presentazione dell’adesione originaria.

Territorialità e cause di esclusione

Il software recepisce anche l’aggiornamento delle territorialità (generale, del commercio, quotazioni immobiliari e canoni di locazione), necessarie per differenziare il Paese sulla base della localizzazione e dell’influenza di quest’ultima sui ricavi o compensi.

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Cause di esclusione ISA

Il decreto MEF definisce chiaramente anche i perimetri di applicazione, individuando i soggetti che restano fuori dal campo ISA per l’anno d’imposta di riferimento. La verifica delle cause di esclusione è un passaggio obbligato per consulenti e contribuenti, specialmente in presenza di regimi agevolati o strutture societarie complesse.

Restano esclusi dall’applicazione degli ISA:

  • contribuenti regime forfettario;
  • soggetti di grandi dimensioni, ovvero i contribuenti con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro;
  • multiattività non prevalente (chi esercita due o più attività d’impresa, qualora i ricavi delle attività secondarie superino il 30% del totale);
  • soggetti in gruppo IVA (chi svolge attività d’impresa, arte o professione partecipando a un gruppo IVA);
  • cooperative e consorzi specifici, società cooperative e consortili che operano esclusivamente a favore delle imprese socie, oltre alle cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano solo a favore degli stessi.
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Calendario scadenze

Con il decreto accise approvato il 22 maggio 2026, le scadenze per i versamenti ISA originariamente fissate per il 30 giugno si spostano in avanti, seguendo due percorsi alternativi:

  • il 20 luglio 2026 p termine ultimo per versare il saldo 2025 e il primo acconto 2026 senza alcun costo aggiuntivo;
  • il 20 agosto 2026 è il termine finale per chi sceglie di pagare con un leggero ritardo, pagando una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interessi (la percentuale è raddoppiata rispetto allo 0,40% previsto negli anni precedenti). Questa scadenza beneficia della consueta pausa estiva degli adempimenti fiscali, che permette di posticipare il versamento (originariamente previsto per il 19 agosto).

Beneficiari della proroga

La proroga non riguarda tutti i contribuenti, ma professionisti e imprese soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), le partite IVA in regime forfettario o nel vecchio regime dei minimi e i soci di società o associazioni professionali i cui redditi dipendono da attività soggette agli ISA.

Chi deve rispettare la scadenza del 30 giugno

Restano invece legati alla data tradizionale del 30 giugno:

  • le grandi realtà aziendali con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro;
  • i lavoratori dipendenti e pensionati;
  • le partite IVA che operano in settori per i quali non esistono gli indici ISA.

L’importanza del punteggio e i nuovi codici ATECO

Il punteggio ISA è determinante per l’accesso ai benefici del regime premiale e influenza direttamente le liste di controllo dell’amministrazione finanziaria. La compilazione del Modello redditi 2026 dovrà inoltre tenere conto dei nuovi codici ATECO, che fungono da cornice tecnica obbligatoria per l’inserimento dei dati.

Per agevolare l’adempimento, resta attiva la procedura di acquisizione dei dati ISA tramite delega unica, fondamentale per integrare le informazioni già in possesso dell’anagrafe tributaria.

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