Per le imprese e le partite IVA italiane, il 2026 si preannuncia come un anno di resistenza più che di espansione. L’ultimo report dell’OCSE scatta una fotografia preoccupante: mentre la crescita del PIL si ferma allo 0,4%, l’inflazione core – il termometro reale dei costi per chi produce e offre servizi – balza al 2,6%. Tra una politica fiscale nazionale che si fa più restrittiva e lo spettro di nuovi rincari energetici legati alle tensioni in Medio Oriente, il rischio concreto per il tessuto produttivo è una pericolosa compressione dei margini. Con i rendimenti dei titoli di Stato in rialzo e il costo del denaro che resta un’incognita, professionisti e aziende devono ora ricalibrare i propri piani finanziari per affrontare un’ondata di rincari che l’istituto di Parigi definisce “persistente”.
Indice
Inflazione in rialzo in Italia: le nuove previsioni 2026
La notizia più rilevante riguarda l’impennata dell’indice dei prezzi al consumo. Se nel 2025 l’inflazione si era attestata su un moderato 1,6%, le nuove proiezioni per il 2026 segnano un’accelerazione decisa verso il 2,4%. Si tratta di una revisione al rialzo significativa rispetto all’1,7% ipotizzato lo scorso dicembre.
Ancora più preoccupante è il dato dell’inflazione core (al netto di energia e alimentari freschi), che per il 2026 è attesa al 2,6%, superando di 0,7 punti percentuali le stime precedenti. Secondo l’istituzione di Parigi, i segnali di questo incremento erano visibili già prima dell’escalation del conflitto in Medio Oriente, inserendo l’Italia in un gruppo di Paesi (insieme a India e Indonesia) che mostravano una risalita dei prezzi dopo un periodo di relativa moderazione.
| Indicatore | 2025 (consuntivo/stima) | 2026 (nuova stima) | 2027 (previsione) |
| Crescita PIL | +0,5% | +0,4% (era +0,6%) | +0,6% (era +0,7%) |
| Inflazione complessiva | 1,6% | 2,4% (era 1,7%) | 1,8% |
| Inflazione core | 1,9% | 2,6% (era 1,9%) | 1,9% |
PIL in frenata: l’ostacolo della politica fiscale italiana
Sul fronte della crescita, l’OCSE ha rivisto al ribasso le stime per il Pil italiano. Per il 2026 si prevede una crescita dello 0,4%, perdendo 0,2 punti rispetto alle previsioni di dicembre. Anche il 2027 subisce un leggero ritocco verso il basso, passando dallo 0,7% allo 0,6%.
Perché l’Italia cresce meno degli altri partner europei?
L’analisi mette in luce una divergenza all’interno dell’Eurozona. Mentre nazioni come la Germania potrebbero beneficiare di un’espansione fiscale programmata per il 2027, l’Italia si trova in una posizione opposta. Come sostenuto dall’OCSE, in Italia una politica fiscale più restrittiva fungerà da freno all’espansione economica nei prossimi mesi.
Titoli di Stato a 10 anni: rendimenti in aumento
A questo scenario si aggiunge la pressione sui mercati finanziari: i rendimenti dei titoli di Stato a dieci anni sono segnalati in aumento, un fenomeno che accomuna l’Italia ad altre grandi economie come Regno Unito e Francia.
L’incognita del Medio Oriente e dell’energia
Le previsioni dicono che l’economia mondiale crescerà del 2,9% nel 2026, ma il protrarsi del conflitto in Medio Oriente rappresenta la variabile più critica per la stabilità economica del pianeta. L’OCSE avverte che le persistenti interruzioni delle esportazioni potrebbero scatenare: aumento dei prezzi dell’energia oltre i livelli previsti, carenza di materie prime fondamentali, calo della domanda globale di beni e servizi.
Questi shock energetici rischiano di controbilanciare gli effetti positivi derivanti dagli investimenti nel settore tecnologico e dalla riduzione dei dazi. L’OCSE avverte sulla necessità di vigilanza da parte delle banche centrali, perché potrebbero ritenersi necessari adeguamenti della politica monetaria qualora le pressioni sui prezzi si estendessero o le prospettiva di crescita si indebolissero in modo sostanziale.









Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it