Decreto carburanti, arrivano bonus per le imprese e taglio accise su benzina, diesel e GPL: i nuovi prezzi

Mentre l'intervento sulle accise e sulle bollette definisce la cornice della politica energetica nazionale, per le imprese la vera partita si gioca sul fronte operativo: i crediti d'imposta sono stati infatti confermati.

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Approvato decreto carburanti dal Consiglio dei ministri
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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto carburanti convertito in legge sono stati confermati i sostegni economici per contrastare le oscillazioni dei prezzi energetici legati alla crisi dei mercati internazionali. Il testo prevede il taglio delle accise su benzina, diesel e GPL (con conseguente riduzione dei costi ai distributori) fino al 22 maggio. Inoltre, introduce un nuovo sistema di controlli per individuare eventuali anomalie di prezzo e bloccare le speculazioni e nuovi crediti di imposta per le imprese più penalizzata dall’impennata dei costi vivi di gestione.

Decreto carburanti e taglio delle accise: i prezzi di benzina, diesel e GPL

L’intervento sulle accise è arrivato insieme ai decreti attuativi del MEF, che modulano i prezzi riducendo la base imponibile su cui viene poi calcolata l’IVA al 22%. Fino al 22 maggio, quindi, il prezzo di benzina e diesel subirà una riduzione di 25 centesimi al litro, mentre per il GPL il calo sarà di 12 centesimi.

La riduzione è stata possibile perché, intervenendo sulla quota fissa dell’accisa sui carburanti, si è ridotta automaticamente anche la base imponibile su cui viene calcolata l’IVA. Il taglio è stato calibrato proprio per fare in modo che la somma di questi due risparmi fiscali portasse a uno sconto finale esatto di 25 centesimi per benzina e diesel.

Per il GPL, invece, lo sconto segue una logica leggermente diversa. Poiché le accise, in questo caso, sono calcolate in base al peso, il governo ha scelto di intervenire direttamente sull’unità di misura prevista dalla legge, tagliando l’accisa di 12 centesimi per ogni chilo di prodotto. All’atto pratico, l’automobilista vedrà comunque il prezzo scendere sul display del distributore. Anche se il calcolo fiscale avviene al chilo, l’effetto finale viene trasposto sul prezzo al litro alla pompa. In questo modo, viene garantito un risparmio proporzionale e immediato anche a chi possiede un’auto a gas.

Per l’autotrazione con gas naturale l’aliquota della relativa accisa è invece stata temporaneamente azzerata (0 euro per metro cubo), confermando la massima protezione per i veicoli industriali e privati alimentati con questo combustibile.

Come funzionano monitoraggio e sanzioni

Per far sì che lo sconto sulle tasse arrivi direttamente nelle tasche dei cittadini, senza perdersi lungo la filiera, per tre mesi le compagnie petrolifere avranno l’obbligo di comunicare ogni giorno i prezzi consigliati al ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Avendo questi dati, il Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister prezzi), in collaborazione con la Guardia di finanza e l’Antitrust, può confrontare il prezzo del petrolio sui mercati mondiali con quello venduto in Italia. Se il petrolio scende ma il prezzo ai distributori resta alto, viene segnalata l’anomalia e partono i controlli.

La trasparenza non è opzionale. Chi non invia i dati al MIMIT, chi lo fa ma in ritardo oppure comunicando prezzi falsi o incompleti, rischia sanzioni che possono arrivare allo 0,1% del fatturato. Costringendo le società a giustificare ogni variazione in un report quotidiano, si punta a disincentivare qualsiasi rialzo dei listini che non sia giustificato o strettamente collegato a una reale ed oggettiva variazione dei costi internazionali.

Nuovi crediti di imposta per le imprese: requisiti e beneficiari

Oltre al taglio delle accise per i cittadini, la conversione del decreto rende strutturali e definitivi i nuovi crediti d’imposta straordinari per le imprese del settore pesca e autotrasporto merci. Queste ultime beneficiano di un credito d’imposta calcolato sulla maggiore spesa sostenuta per il gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 rispetto alla media di febbraio. Il fondo stanziato è di 100 milioni di euro. A beneficiarne sono le imprese iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, o persone fisiche/giuridiche con licenza d’esercizio in conto proprio e iscritte nell’apposito elenco, che utilizzano veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate (di categoria Euro 5 o superiore).

Tutti i crediti d’imposta aziendali saranno utilizzabili esclusivamente in compensazione tramite il modello F24 entro e non oltre la scadenza perentoria del 31 dicembre 2026.

Per le imprese ittiche è confermato invece un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante (benzina e gasolio) nel trimestre primaverile. A queste misure si agganciano poi quelle del decreto bollette, viene convalidato il credito d’imposta del 20% per l’acquisto di carburante agricolo effettuato nel mese di marzo 2026. Anche in questo caso il limite di spesa statale è fissato a 100 milioni di euro.

Come richiedere i bonus

I crediti d’imposta possono essere utilizzati in compensazione tramite il modello F24. Il modello di pagamento deve essere trasmesso obbligatoriamente ed esclusivamente attraverso i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, ovvero Entratel o Fisconline

Non sono cedibili a terzi e non possono essere richiesti a rimborso in denaro. L’unica via di fruizione ammessa è l’abbattimento di altre imposte o contributi in F24.

Termini e scadenze

Il termine ultimo e perentorio per consumare il credito d’imposta in F24 è fissato al 31 dicembre 2026. I crediti non utilizzati entro questa data decadranno definitivamente. Inoltre, trattandosi di misure emergenziali, sono considerate totalmente esentasse.

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