Decreto carburanti, taglio accise e misure anti-speculazione: di quanto scendono i prezzi di benzina, diesel e GPL

Il Consiglio dei ministri ha approvato un intervento di natura temporanea ed emergenziale per far fronte al caro carburanti conseguente alle tensioni internazionali connesse al conflitto in Medio Oriente.

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Approvato decreto carburanti dal Consiglio dei ministri

Nella tarda serata di ieri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha apposto la sua firma sul decreto legge carburanti. Il Capo dello Stato è stato raggiunto a Salamanca, in Spagna, dove si trovava per ricevere una laurea honoris causa. La necessità della firma tempestiva, di fatto, riflette il clima di urgenza in cui il governo ha deciso di approvare il provvedimento, a seguito di un Consiglio dei ministri lampo, durato appena trenta minuti. Il testo, già a partire dal 19 marzo 2026, prevede il taglio delle accise su benzina, diesel e GPL (con conseguente riduzione dei costi ai distributori). Inoltre, introduce un nuovo sistema di controlli per individuare eventuali anomalie di prezzo e bloccare le speculazioni.

Decreto carburanti e taglio delle accise: i prezzi di benzina, diesel e GPL

Per i prossimi 20 giorni, il prezzo di benzina e diesel subirà una riduzione di 25 centesimi al litro, mentre per il GPL il calo sarà di 12 centesimi. Il governo, quindi, ha deciso di accantonare l’ipotesi di rafforzare la social card per i soli redditi bassi a favore di un intervento generalizzato, ritenuto più rapido ed efficace per stabilizzare i prezzi, che nei giorni scorsi hanno superato la soglia critica.

La riduzione è stata possibile intervenendo sulla quota fissa dell’accisa sui carburanti. Abbassando questa componente, si è ridotta automaticamente anche la base imponibile su cui viene calcolata l’IVA, che resta al 22%, ma ora viene applicata su un importo inferiore (prezzo industriale + accisa ridotta). Il taglio è stato calibrato proprio per fare in modo che la somma di questi due risparmi fiscali portasse a uno sconto finale esatto di 25 centesimi per benzina e diesel.

Per il GPL, invece, lo sconto segue una logica leggermente diversa. Poiché le accise, in questo caso, sono calcolate in base al peso, il governo ha scelto di intervenire direttamente sull’unità di misura prevista dalla legge, tagliando l’accisa di 12 centesimi per ogni chilo di prodotto. All’atto pratico, l’automobilista vedrà comunque il prezzo scendere sul display del distributore. Anche se il calcolo fiscale avviene al chilo, l’effetto finale viene trasposto sul prezzo al litro alla pompa. In questo modo, viene garantito un risparmio proporzionale e immediato anche a chi possiede un’auto a gas.

Misure anti speculazione: come funzionano monitoraggio e sanzioni

Per far sì che lo sconto sulle tasse arrivi direttamente nelle tasche dei cittadini, senza perdersi lungo la filiera, per tre mesi le compagnie petrolifere avranno l’obbligo di comunicare ogni giorno i prezzi consigliati al ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Avendo questi dati, il Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister prezzi), in collaborazione con la Guardia di finanza e l’Antitrust, può confrontare il prezzo del petrolio sui mercati mondiali con quello venduto in Italia. Se il petrolio scende ma il prezzo ai distributori resta alto, viene segnalata l’anomalia e partono i controlli.

La trasparenza non è opzionale. Chi non invia i dati al MIMIT, chi lo fa ma in ritardo oppure comunicando prezzi falsi o incompleti, rischia sanzioni che possono arrivare allo 0,1% del fatturato. Costringendo le società a giustificare ogni variazione in un report quotidiano, si punta a disincentivare qualsiasi rialzo dei listini che non sia giustificato o strettamente collegato a una reale ed oggettiva variazione dei costi internazionali.

Misure settoriali per autotrasporto e pesca

Il decreto carburanti, infine, ha approvato contributi straordinari sotto forma di credito d’imposta per chi opera nei settori autotrasporti e pesca, considerati tra i comparti produttivi più colpiti dai rincari.

In particolare, per l’autotrasporto, è previsto un ristoro per la maggior spesa sostenuta nel trimestre marzo-maggio 2026. Il calcolo prenderà come riferimento i costi di febbraio 2026, rimborsando l’extra-costo generato dal picco bellico. Le modalità operative saranno definite da un decreto attuativo di prossima emanazione. Per le imprese del settore ittico, invece, il credito d’imposta è fissato fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante, sempre per il periodo marzo-maggio 2026.

Prospettive europee

Sebbene l’intervento attuale sia limitato nel tempo, la strategia italiana non si esaurisce qui. Il comunicato del governo, infatti, specifica che eventuali ulteriori interventi saranno valutati all’esito del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo. L’Italia punta a una risposta coordinata a livello continentale per stabilizzare i mercati nel lungo periodo.

Un punto centrale che la premier intende sollevare a Bruxelles è la necessità della sospensione temporanea del sistema ETS (emissions trading system). Questo meccanismo, che impone quote di emissione di CO2 a carico delle industrie pesanti, incide indirettamente sui prezzi finali dell’energia. L’Italia chiederà una pausa per salvaguardare la competitività industriale europea e la proroga delle quote gratuite per le industrie energivore (siderurgia, vetro, ceramica, carta), oltre all’introduzione di un tetto massimo alla volatilità del prezzo di acquisto delle quote ETS per limitare la speculazione finanziaria.

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