Con la recente pubblicazione della norma UNI 11621-8:2026, l’Italia è diventata il primo Paese in Europa a mappare in modo sistematico i profili professionali legati all’intelligenza artificiale. Elaborato dalla commissione tecnica UNI/CT 526 – UNINFO con il coordinamento del dipartimento per la Trasformazione digitale e il contributo della commissione UNI 533 AI, questo documento non è un semplice elenco di mansioni, ma un intervento che introduce nuovi obblighi e adempimenti per professionisti e imprese.
Indice
Intelligenza artificiale e certificazione lavoratori: cosa prevede la norma UNI
La nuova norma segue le linee guida stabilite dal Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), che stabilisce l’obbligo di affidare la gestione dei sistemi di intelligenza artificiale a professionisti qualificati. Il testo specifica nel dettaglio gli obiettivi, le responsabilità e i parametri di valutazione (KPI) per 12 figure professionali. Queste competenze sono definite in conformità allo standard europeo e-competence framework (UNI EN 16234-1) e coprono l’intero ciclo operativo del settore, dalle attività di governance fino alla ricerca scientifica pura.
Quali sono le nuove figure professionali
Le nuove figure individuate sono le seguenti:
- chief AI officer (responsabile dell’AI);
- AI consultant (consulente di AI);
- AI product manager (responsabile di prodotto AI);
- AI prompt engineer (ingegnere prompt AI);
- AI algorithm Engineer (ingegnere di algoritmi AI);
- AI deep learning engineer;
- AI data engineer;
- AI data scientist;
- AI security specialist;
- AI machine learning engineer;
- AI natural language processing engineer;
- AI research scientist.
Ecco la tabella che riassume le 12 figure professionali identificate dal legislatore per il settore dell’intelligenza artificiale, con il relativo ambito di competenza.
| Figura professionale | Ambito di competenza principale |
| Chief AI officer | Governance strategica |
| AI consultant | Integrazione dell’IA nelle imprese |
| AI product manager | Sviluppo di soluzioni commerciali |
| AI prompt engineer | Ottimizzazione dell’interazione con i modelli |
| AI algorithm engineer | Progettazione logica degli algoritmi |
| AI deep learning engineer | Reti neurali complesse |
| AI data engineer | Gestione dell’infrastruttura dati |
| AI data scientist | Estrazione di valore dai dati |
| AI security specialist | Resilienza e sicurezza dei sistemi |
| AI machine learning engineer | Sviluppo di modelli di apprendimento automatico |
| AI natural language processing engineer | Elaborazione del linguaggio naturale |
| AI research scientist | Ricerca scientifica avanzata |
Come si ottiene la certificazione
L’ottenimento della certificazione professionale segue l’iter stabilito dalla legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate. Il percorso inizia con una fase di verifica, in cui il candidato accerta il possesso dei requisiti di istruzione e dei periodi di esperienza lavorativa necessari per uno dei 12 profili previsti.
Successivamente, è necessario sostenere un esame presso un organismo accreditato da Accredia (l’ente italiano di accreditamento), che prevede generalmente una prova scritta sulle conoscenze tecniche e normative, la valutazione del curriculum e un colloquio orale focalizzato su abilità pratiche e soft skills. Con il superamento dell’esame, il professionista viene inserito in appositi registri pubblici, garantendo la massima trasparenza verso terzi.
Quando scade
Per garantire uno standard sempre elevato, la certificazione ha solitamente una validità triennale ed è soggetta a un obbligo di aggiornamento continuo documentato.
Valutazione personale interno
Le imprese non devono necessariamente cercare fuori gli esperti, ma possono riqualificare chi hanno già in casa, attraverso l’attivazione di percorsi formativi interni. Un’azienda può decidere di formare un proprio dipendente e supportarlo nell’iter di certificazione presso un organismo accreditato da Accredia (non solo a livello economico, ma anche organizzativo, facilitando la preparazione della documentazione necessaria che sarà oggetto di valutazione durante l’esame).
Cosa cambia per le assunzioni
La norma UNI 11621-8:2026 fornisce a imprese, consulenti HR e recruiter un linguaggio tecnico condiviso per la gestione delle risorse umane nel settore dell’intelligenza artificiale.
Grazie a questo standard, è possibile redigere annunci di lavoro basati sui profili professionali ufficiali, indicando competenze, conoscenze e abilità definite dall’e-competence framework (e-CF). L’adozione di questi parametri oggettivi elimina le ambiguità interpretative, permettendo una valutazione dei candidati più precisa e coerente con i requisiti normativi. Di conseguenza, si riducono i tempi di selezione e il rischio di assumere figure non idonee.
Obblighi per le imprese
In linea con quanto previsto dall’AI Act europeo, chi sviluppa o utilizza sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio deve garantire che il personale sia dotato di competenze digitali adeguate. L’impresa che assume un professionista certificato UNI 11621-8 può dimostrare legalmente alle autorità di aver adempiuto all’obbligo di “alfabetizzazione informatica” e di gestione responsabile previsto dalla legge 132/2025. In caso di controlli o incidenti legati all’utilizzo dell’AI, l’azienda è tutelata dall’aver affidato i processi a figure certificate secondo standard nazionali.
Infine, molto presto, per partecipare a gare d’appalto della pubblica amministrazione o per accedere a specifici incentivi fiscali (come il piano Transizione 5.0), alle imprese sarà richiesto di avere nel proprio organico, o come consulenti, figure certificate UNI.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it