L’INPS ha comunicato che sono disponibili i nuovi modelli della dichiarazione sostitutiva unica (DSU), con cui si aggiornano automaticamente le attestazioni ISEE 2026. Con il decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2 marzo, diventano operative le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026. A cambiare, soprattutto, è il calcolo dell’ISEE, che diventa più favorevole per il ceto medio e nuclei familiari numerosi. Di conseguenza, si allarga la platea e si rinforzano: il bonus nuovi nati, l’assegno di inclusione, il supporto per la formazione e il lavoro, l’assegno unico e universale per i figli a carico, il bonus asilo nido.
Indice
Calcolo ISEE 2026: cosa cambia per le famiglie
Tra le modifiche introdotte c’è l’adeguamento delle sezioni dedicate ai nuclei familiari con figli per il calcolo dell’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione. Mentre l’ISEE ordinario rimane in vigore per la generalità delle prestazioni, il nuovo “ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione” diventa l’unico parametro di riferimento per l’assegno unico e universale (AUU). La manovra 2026 ha infatti introdotto un calcolo più favorevole per le famiglie, intervenendo sul valore della casa e il numero dei figli a carico.
Seguendo un meccanismo già esistente, ma ora potenziato, una parte del valore dell’abitazione principale non viene conteggiata nel patrimonio. Tuttavia, nel 2026 la quota che non viene considerata (la cosiddetta franchigia) passa da 52.500 euro a 91.500 euro, arrivando a 120.000 euro per chi vive nei capoluoghi delle grandi città metropolitane (come Milano, Roma, Napoli o Torino), così da compensare i prezzi degli immobili più elevati nelle grandi aree urbane.
Inoltre, nel procedimento di valutazione del patrimonio viene applicato uno sconto aggiuntivo di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo, ma anche i nuovi parametri della scala di equivalenza familiare.
Come funziona la nuova scala di equivalenza familiare
La scala di equivalenza serve a dividere le entrate e il patrimonio per un coefficiente che cresce insieme al numero dei membri della famiglia. Più questo numero è alto, più l’ISEE finale si abbassa, permettendo di accedere ad aiuti economici più consistenti. Dal 2026, per ogni figlio in più scatta una maggiorazione, che fa salire il coefficiente e – di conseguenza – abbassa ulteriormente l’indice ISEE. Questo si traduce direttamente in un assegno unico più alto ogni mese.
Con due figli si aggiunge uno 0,10, l’aggiunta sale a 0,25 con tre figli, mentre con quattro figli si arriva a 0,40 e con almeno cinque figli spetta la maggiorazione massima pari a 0,55.
| Numero figli | Maggiorazione scala di equivalenza |
| Due figli | 0,10 |
| Tre figli | 0,25 |
| Quattro figli | 0,40 |
| Cinque o più figli | 0,55 |
Come richiedere il nuovo ISEE 2026
Per avere l’ISEE aggiornato bisogna compilare la DSU (dichiarazione sostitutiva unica) accedendo al sito dell’INPS con SPID, CIE o CNS. Molti dati sui redditi e i patrimoni sono già inseriti e vanno solo confermati o integrati. In alternativa, è possibile rivolgendosi a un CAF o a un professionista abilitato che trasmetterà i dati per conto della famiglia.
Una volta inviata la DSU standard, l’INPS rilascerà l’attestazione che conterrà diversi indicatori. Tra questi apparirà automaticamente la dicitura “ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”. È proprio questo valore, calcolato con i nuovi sconti sulla casa e sulla scala di equivalenza, che l’INPS utilizzerà per l’assegno unico.
Senza ISEE l’assegno unico viene comunque pagato, ma l’INPS erogherà solo l’importo minimo previsto dalla legge (circa 58 euro per figlio).
Cosa succede se si è già presentata la DSU
Chi ha già richiesto la DSU nei primi due mesi del 2026 non deve fare nulla. Come comunicato dall’INPS (messaggio n. 799/2026), tutte le attestazioni già emesse saranno aggiornate d’ufficio, integrandole con i nuovi criteri più vantaggiosi. Questo significa che fino ad ora aveva visualizzato solo un valore temporaneo, adesso troverà nel proprio fascicolo previdenziale il documento ufficiale calcolato con le regole più vantaggiose.
È stata inoltre chiusa la funzione di “sola consultazione” che era stata attivata temporaneamente a gennaio. Da oggi sono disponibili le nuove attestazioni ufficiali. Queste includono il nuovo “ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”, che recepisce gli sconti sulla casa e i bonus per i figli.
Nuovo ISEE 2026 per altre prestazioni
Oltre all’assegno unico, le prestazioni che beneficiano ufficialmente di questo nuovo calcolo (con le franchigie sulla casa più alte e i bonus figli potenziati) sono l’assegno di inclusione (ADI), il supporto per la formazione e il lavoro (SFL), il bonus nido (che può arrivare fino a 3.600 euro l’anno) e il bonus da 1.000 euro per i nuovi nati.
Con la DSU, se spettanti, scattano in automatico pure i bonus sociali su elettricità, gas, acqua e rifiuti e la carta acquisti.
Sblocco dei pagamenti arretrati e delle domande
Molte domande presentate nei primi due mesi dell’anno, che rischiavano di essere respinte perché i vecchi criteri ISEE non erano più compatibili con le nuove soglie, saranno elaborate d’ufficio. Questo garantisce che i sussidi vengano pagati con gli importi corretti (più alti per chi ha più figli o vive in una città metropolitana) già da marzo, senza che il cittadino debba fare nulla.
Scadenze importanti da ricordare
Il 30 giugno 2026 è la data limite per presentare il nuovo ISEE. Fino al 28 febbraio i pagamenti di gennaio e febbraio sono stati erogati in base al vecchio ISEE per garantire continuità, ma per aggiorna la propria posizione entro la scadenza di giugno, l’INPS ricalcola tutte le mensilità e riconosce i relativi arretrati a partire da marzo. Se l’ISEE viene presentato dal 1° luglio in poi, il diritto agli arretrati decade. L’importo verrà aggiornato in base alla nuova situazione economica solo a partire dal mese di presentazione della domanda, senza alcuna possibilità di recuperare le somme più alte spettanti per la prima metà dell’anno.
Chi decide di non presentare la DSU per il 2026 non perde il diritto all’assegno unico, ma riceverà automaticamente l’importo minimo di legge. Questa cifra viene erogata a prescindere dal reddito, ma è di gran lunga inferiore rispetto a quanto spetterebbe a una famiglia con un ISEE medio o basso, specialmente considerando i nuovi sconti sulla casa e le maggiorazioni per i figli introdotte quest’anno.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it