Incentivi decreto Coesione, al via le domande: bonus da 500 euro anche alle partite IVA

Il piano per sostenere la nascita di nuove attività legate alla tecnologia e alla sostenibilità ambientale si arricchisce di una novità importante

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L’INPS ha aperto lo sportello per l’invio delle domande di accesso agli incentivi del decreto Coesione. La misura prevede un contributo di 500 euro al mese per sostenere l’avvio delle nuove attività. Tuttavia, inizialmente c’erano dubbi sull’inclusione delle partite IVA in questa platea. L’istituto è quindi intervenuto al riguardo, chiarendo quando il bonus spetta anche ai giovani liberi professionisti e come possono fare domanda.

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Domande incentivi del decreto Coesione riaperte: i professionisti ammessi

Le partite IVA aperte tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 possono inviare la richiesta all’INPS e ottenere 500 euro mensili per l’avvio della nuova attività. Il riconoscimento del contributo è però subordinato al rispetto di specifici requisiti, quali: non aver ancora compiuto 35 anni e risultare privi di impiego quando è stata avviata la libera professione. L’attività deve inoltre riguardare ambiti legati allo sviluppo tecnologico o alla sostenibilità ambientale (ovvero rientrare tra i codici ATECO individuati dal decreto interministeriale del 3 aprile 2025).

La data che fa fede per il controllo dei requisiti è quella di apertura della partita IVA.

Perché l’INPS ha riaperto lo sportello

Il decreto Coesione aveva previsto, inizialmente, che il contributo economico fosse riservato ai soggetti che risultavano iscritti al Registro delle imprese. Tuttavia, dopo un approfondimento tecnico, che ha coinvolto il ministero del Lavoro, l’INPS ha specificato che la norma deve essere interpretata in senso inclusivo. Quindi, considerando che l’obiettivo è sostenere l’autoimpiego dei giovani disoccupati, anche chi sceglie la forma della libera professione rispetto a quella societaria deve essere ammesso tra i beneficiari. Di conseguenza, anche le partite IVA possono ora fare domanda, se rispettano i requisiti specifici.

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Come e quando fare domanda

I liberi professionisti che, a causa dei dubbi normativi e tecnici, non hanno potuto fare domanda precedentemente, possono presentare richiesta all’INPS dal 31 gennaio al 2 marzo 2026. L’INPS ha infatti confermato questa finestra speciale e ha aggiornato le procedure, così da permettere a chi aveva già aperto la partita IVA nel periodo previsto (2024-2025) di richiedere gli incentivi del decreto Coesione.

Le domande vanno inviate tramite il sito INPS, in modalità telematica. Una volta effettuato l’accesso al portale (tramite credenziali SPID, CIE o CNS) bisogna cercare e selezionare la voce “punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” e utilizzare il servizio denominato “incentivo decreto Coesione”, per procedere con l’invio della richiesta. In fase di compilazione, bisognerà indicare la data di apertura della propria partita IVA per avviare la procedura.

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Come funzionano i pagamenti

Nonostante il valore sia calcolato su base mensile, l’erogazione è annuale. L’INPS non effettua pagamenti ogni 30 giorni, ma procede con un pagamento annuale anticipato in un’unica soluzione. Il bonus ha una durata massima di tre anni (18.000 euro per 36 mesi). Questo vuol dire che se si richiede per un’attività iniziata nel 2024, viene riconosciuto per gli anni: 2024, 2025 e 2026. Per quelle avviate nel 2025, gli anni coperti sono invece: 2025, 2026, 2027. Il supporto non potrà in ogni caso essere erogato oltre il 31 dicembre 2028.

Chi presenta la domanda nella finestra di inizio 2026 – una volta accolta l’istanza – riceverà sul conto corrente indicato anche l’importo complessivo corrispondente a tutte le mensilità maturate negli anni precedenti. In ogni caso, l’erogazione per gli anni successivi è subordinata alla verifica che l’attività risulti ancora effettivamente aperta e operativa.

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