Piano casa 2026, 100 mila alloggi a prezzi calmierati e incentivi per imprese: quando arrivano i bandi

La misura si rivolge non solo a famiglie e soggetti in difficoltà economiche, ma anche alle aziende del settore costruzioni.

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Piano casa 2026 confermato dal governo Meloni

Il governo accelera sulla risposta all’emergenza abitativa con il Piano casa 2026. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha confermato lo stanziamento di nuove risorse per immettere sul mercato 100.000 alloggi a prezzi calmierati nei prossimi anni. Il progetto è stato inserito nella manovra 2026 per sostenere giovani coppie, genitori separati e lavoratori fuori sede attraverso un mix di investimenti pubblici e partenariati con privati. Infatti, le aziende che partecipano alla realizzazione degli alloggi avranno accesso a linee di credito e regimi fiscali agevolati.

Cosa prevede il Piano casa 2026

Le risorse stanziate per il Piano casa 2026, più volte annunciato, saranno utilizzate per la realizzazione di nuove costruzioni e per il recupero di immobili esistenti. In particolare, i 200 milioni di euro stanziati per il biennio 2026-2027 andranno al fondo di garanzia e co-finanziamento per assegnare 100.000 alloggi complessivi entro il 2035. A questi fondi, si aggiungono poi i 100 milioni di euro per il programma Piano casa Italia, da utilizzare nel periodo 2027-2028 per l’assegnazione di immobili a canone ridotto (in media del 20-30%) rispetto ai valori di mercato.

Il piano introduce poi il cosiddetto “housing aziendale“, che riconosce regimi fiscali di favore alle imprese che acquistano o ristrutturano immobili per destinarli ai propri dipendenti. Inoltre, sono previste detrazioni fiscali per i progetti di rigenerazione urbana finalizzata all’edilizia sociale, una riforma di semplificazione burocratica per il cambio di destinazione d’uso di uffici e locali commerciali in abitativi e incentivi per le PMI dell’edilizia impegnate nei cantieri di riqualificazione energetica degli alloggi popolari.

Chi sono i beneficiari degli alloggi

L’accesso alle abitazioni a prezzo calmierato sarà regolato da graduatorie comunali basate su requisiti di reddito ISEE e condizioni sociali specifiche. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha però specificato che avranno priorità quei segmenti di popolazione oggi esclusi dall’assegnazione di case popolari, ma anche tuttavia non hanno un reddito abbastanza alto per accedere al mercato libero.

Tra questi rientrano le giovani coppie e under 35 in possesso di contratti di lavoro precari o a tempo determinato. Ma anche i genitori separati o divorziati in condizioni di disagio abitativo, anziani autosufficienti interessati a programmi di co-housing o permuta immobiliare e lavoratori fuori sede impiegati in aziende situate in zone dove, per l’alta domanda, è difficile affittare o comprare casa a prezzi sostenibili.

Arriva anche il riscatto con il rent to buy

Una novità introdotta dal Piano casa è infine la formula rent to buy, che consente di entrare nell’alloggio pagando un canone mensile, che viene accantonato e considerato poi un acconto sul prezzo finale in caso di acquisto.

Dopo un periodo determinato, solitamente dai 5 ai 10 anni, l’inquilino ha il diritto di riscattare l’immobile scontando quanto già versato. Lo Stato interviene fornendo garanzie fideiussorie alle banche per facilitare l’erogazione dei mutui al termine della locazione e ridurre il rischio di insolvenza per gli istituti di credito.

Piano casa 2026, quando arrivano i bandi

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della manovra 2026 (ovvero a partire dal 1° gennaio), il MIT deve completare la ricognizione ufficiale degli interventi finanziati. Questo documento indicherà per ogni progetto i cronoprogrammi e le risorse assegnate. Nelle settimane successive è attesa poi la pubblicazione degli appositi decreti attuativi, che definiranno i criteri di riparto territoriale dei fondi e le modalità di selezione dei partner privati per i cantieri.

Nelle prossime settimane il governo convocherà le parti sociali (sindacati, associazioni dei costruttori come l’ANCE e rappresentanti degli inquilini) per discutere la bozza operativa e accelerare le procedure di gara. L’obiettivo è quello di pubblicare i primi bandi e avviare i primi cantieri nell’estate 2026. Sebbene il piano abbia un orizzonte decennale, i primi 100 milioni di euro stanziati per l’annualità 2026 dovrebbero permettere di avviare i lavori già quest’anno. Probabilmente, sarà data priorità alla rigenerazione urbana di immobili esistenti e alla riconversione di spazi pubblici inutilizzati.

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