Venerdì 23 gennaio Roma ospita il vertice intergovernativo Italia – Germania. A Villa Pamphili, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno deciso di incontrarsi per definire una nuova strategia economica e politica, attraverso la firma di un documento congiunto che verrà trasmesso alla Commissione europea. Diverse le riforme urgenti e le misure al vaglio che interessano imprese e industria.
Il piano Italia-Germania
Al centro dell’incontro c’è un piano per rilanciare l’economia europea, che mette in pratica i suggerimenti contenuti nei recenti studi firmati da Mario Draghi1 (sulla capacità dell’Europa di competere nel mondo) ed Enrico Letta (su come far funzionare meglio il mercato unico). Secondo gli esperti, l’Europa dagli anni duemila a oggi è cresciuta molto meno rispetto a USA e Cina. E il documento si muove esattamente da questo: dalla necessità di invertire questa tendenza attraverso riforme strutturali non più rinviabili.
Basti pensare che, negli ultimi vent’anni, il divario di ricchezza con gli Stati Uniti è raddoppiato, passando da un distacco del 15% nel 2002 al 30% di oggi, Mentre la Cina domina il mercato dell’energia e l’Europa rimane indietro.
E il piano Meloni e Merz punta a colmare proprio questi gap, agendo su tre fronti: lotta alla burocrazia, un sistema di regole commerciali unico e semplificato per le piccole e medie imprese e nuovi e più efficienti investimenti in UE.
Taglio alla burocrazia con il “freno di emergenza”
Nel documento che Italia e Germania invieranno a Bruxelles si propone il cosiddetto “freno di emergenza” per la burocrazia, che permetta di bloccare o correggere in corsa le leggi che rischiano di soffocare le imprese con costi amministrativi eccessivi. A questo si aggiunge la proposta del silenzio-assenso per le autorizzazioni. Per cui, se la pubblica amministrazione non risponde entro tempi certi, il permesso per un’attività o un investimento si considera automaticamente concesso.
Un mercato unico per le piccole imprese
Seguendo le indicazioni di Enrico Letta, il piano spinge poi per il cosiddetto “ventottesimo regime”. Si tratta di un sistema di regole commerciali unico e semplificato. Le piccole e medie imprese potrebbero scegliere se adottarlo per vendere in tutta l’Unione, evitando così di dover affrontare 27 diverse normative nazionali. Questo abbatterebbe drasticamente i costi legali e burocratici per chi vuole espandersi all’estero.
Autonomia strategica e investimenti
Italia e Germania chiedono infine alla Commissione europea la creazione di un Fondo europeo per la competitività per sostenere le tecnologie di domani. Questo perché i dati continuano a mostrare quanto l’Europa sia dipendente dall’esterno, specialmente dalla Cina per le materie prime critiche (da cui dipendiamo per il 90%, secondo il rapporto Draghi) e dagli USA per l’innovazione digitale. Le risorse verrebbero quindi utilizzate per invertire la rotta. Inoltre, per permettere ai governi di sostenere le proprie industrie in modo rapido, i due governi sollecitano la semplificazione delle regole sugli aiuti di Stato.
La telefonata di Meloni a Trump
L’intesa Meloni-Merz arriva dopo la partecipazione della premier al Consiglio europeo straordinario, svoltosi in un clima di forte incertezza per le relazioni transatlantiche. Le tensioni tra Europa e USA sulla questione Groenlandia hanno rischiato di far scoppiare una guerra commerciale, con la minaccia di nuovi dazi sulle merci europee. Proprio con l’obiettivo di allentare queste tensioni e riaprire il dialogo con gli Stati Uniti, la presidente del Consiglio ha avuto, nella serata del 22 gennaio, un colloquio telefonico diretto con Donald Trump.
Nonostante il mancato bilaterale a Davos, durante la telefonata Meloni ha mantenuto aperto il canale di dialogo. Il no italiano al Board for peace per Gaza voluto da Trump, motivato da incompatibilità costituzionali, è stato presentato come un “non adesso”, lasciando la porta aperta a futuri passaggi parlamentari.
Questa linea di prudenza è stata condivisa dal cancelliere Friedrich Merz. Di fatto, con il vertice intergovernativo, Italia e Germania hanno scelto la via diplomatica, ma con un occhio anche alla sicurezza. Infatti, è stata raggiunta anche l’intesa per la collaborazione tra la società italiana Leonardo e la tedesca Rheinmetall – due colossi degli armamenti. Oltre a produrre nuovi mezzi militari, come i carri armati, verranno sviluppate nuove tecnologie dai due Paesi. Per creare sistemi di difesa più moderni ed efficienti.
Prossimi sviluppi
Il documento siglato a Roma non rimarrà nei cassetti, ma sarà presentato ai leader europei durante il summit speciale del 12 febbraio. L’obiettivo è far sì che queste proposte entrino a pieno titolo nell’agenda della Commissione europea.
- The Draghi report on EU competitiveness, European Commission ↩︎









Redazione
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