La reputazione online dei grandi manager italiani continua a essere dominata dai protagonisti della finanza, dell’energia e delle telecomunicazioni: secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio Top manager reputation, a marzo 2026 è Pier Silvio Berlusconi a conquistare il primo posto, confermando una leadership ormai consolidata. Sul podio ci sono anche Andrea Orcel e Carlo Messina. Guadagnano terreno Flavio Cattaneo, Matteo Del Fante e Matteo Palermo. Nella top 10 compare solo una donna, Giuseppina Di Foggia.
Indice
- Top manager reputation marzo 2026
- 1. Pier Silvio Berlusconi – 89,72
- 2. Andrea Orcel – 89,49
- 3. Carlo Messina – 88,92
- 4. Claudio Descalzi – 86,76
- 5. Flavio Cattaneo – 79,81
- 6. Matteo Del Fante – 79,13
- 7. Renato Mazzoncini – 79,08
- 8. Stefano Antonio Donnarumma – 76,88
- 9. Alessandro Benetton – 76,82
- 10. Giuseppina di Foggia – 75,86
- Top 20: gli altri leader aziendali di rilievo
Top manager reputation marzo 2026

La classifica dei leader aziendali con la migliore reputazione online di marzo 2026 conferma una forte stabilità ai vertici, con Pier Silvio Berlusconi saldamente al primo posto, seguito dai big della finanza e dell’energia.
Ad emergere sono però soprattutto le dinamiche di movimento: crescono in modo significativo Flavio Cattaneo, Matteo Del Fante e Matteo Palermo, grazie a una maggiore esposizione mediatica e ai risultati industriali, mentre altri protagonisti mostrano segnali di rallentamento nel ranking. Colpisce inoltre un dato strutturale: nella top 10 è presente una sola donna, Giuseppina Di Foggia, a conferma di come il divario di genere ai vertici delle grandi aziende italiane resti ancora marcato, nonostante alcuni segnali di cambiamento.
1. Pier Silvio Berlusconi – 89,72
Il manager di MFE ha ottenuto un punteggio di 89,72, confermandosi al primo posto della classifica dei leader aziendali con la migliore reputazione online in Italia. Pier Silvio Berlusconi è CEO e presidente di MFE – Media For Europe, il gruppo televisivo europeo nato dalla trasformazione di Mediaset, oggi sempre più orientato a un modello internazionale. Negli ultimi anni ha lavorato a una profonda riorganizzazione strategica, rafforzando la presenza nei mercati europei e puntando su contenuti e pubblicità. La sua leadership è spesso associata a una gestione prudente ma innovativa del business media.
2. Andrea Orcel – 89,49
Andrea Orcel (CEO si UniCredit) è uno dei banchieri più influenti in Europa, con una lunga carriera nella finanza internazionale prima di approdare alla guida di UniCredit. Sotto la sua gestione, la banca ha registrato risultati record, con una forte attenzione alla redditività e alla disciplina sui costi. È noto per il suo approccio deciso e orientato al valore per gli azionisti.
3. Carlo Messina – 88,92
Carlo Messina (CEO di Intesa SanPaolo) è al vertice della principale banca italiana per dimensioni e solidità. Il suo modello di gestione si distingue per l’attenzione al lungo periodo, alla sostenibilità e al ruolo sociale dell’istituto. Ha consolidato la posizione di Intesa come leader nel credito e nel wealth management.
4. Claudio Descalzi – 86,76
Claudio Descalzi (CEO di Eni) è uno dei manager più longevi alla guida di una major energetica. Ha guidato Eni in una fase complessa, caratterizzata dalla transizione energetica e dalla volatilità dei mercati. Il suo operato si concentra sull’equilibrio tra sviluppo industriale e sostenibilità ambientale.
5. Flavio Cattaneo – 79,81
Flavio Cattaneo (CEO di Enel) è noto per la sua capacità di ristrutturazione e rilancio delle grandi aziende. Alla guida di Enel sta portando avanti una strategia focalizzata su efficienza, investimenti selettivi e riduzione del debito. La sua crescita nella classifica è legata alla forte visibilità e ai risultati industriali.
6. Matteo Del Fante – 79,13
Matteo Del Fante (CEO di Poste Italiane) ha trasformato Poste Italiane in un gruppo sempre più diversificato, capace di operare nei servizi finanziari, assicurativi e logistici. Sotto la sua guida, l’azienda ha raggiunto risultati record, diventando un punto di riferimento per famiglie e imprese.
7. Renato Mazzoncini – 79,08
Renato Mazzoncini è alla guida di A2A, una delle principali multiutility italiane attive nei settori energia, ambiente e reti. Il suo percorso professionale è legato allo sviluppo sostenibile e all’innovazione nei servizi pubblici. Sotto la sua gestione, A2A ha rafforzato il proprio ruolo nella transizione energetica e nell’economia circolare.
8. Stefano Antonio Donnarumma – 76,88
Stefano Antonio Donnarumma guida Ferrovie dello Stato, uno dei principali gruppi industriali del Paese e attore centrale nella mobilità nazionale. Con un background nelle infrastrutture energetiche, porta una forte attenzione all’innovazione, agli investimenti e allo sviluppo delle reti ferroviarie. Il suo ruolo è strategico anche nella gestione dei fondi legati al PNRR e nella modernizzazione del trasporto italiano.
9. Alessandro Benetton – 76,82
Alessandro Benetton è alla guida della holding di famiglia Edizione, che controlla partecipazioni in infrastrutture, mobilità e servizi. Imprenditore e manager, rappresenta una nuova fase nella governance del gruppo Benetton. Il suo focus è sulla diversificazione e sulla crescita internazionale.
10. Giuseppina di Foggia – 75,86
Giuseppina Di Foggia è una delle poche donne ai vertici di grandi aziende italiane. Alla guida di Terna porta competenze tecnologiche e una visione orientata all’innovazione e alla digitalizzazione delle infrastrutture energetiche. La sua presenza in classifica riflette una crescente attenzione alla leadership femminile.
Top 20: gli altri leader aziendali di rilievo
Tra i leader aziendali che hanno registrato movimenti più rilevanti fuori dalla Top 10 si segnala la crescita di Pietro Labriola (74,49), spinto da risultati superiori alle attese per TIM, mentre Fabrizio Palermo guadagna cinque posizioni arrivando al 14° posto (71,81), sostenuto sia dalla candidatura alla guida di MPS sia dall’incremento del 45% dei profitti di Acea.
Interessante anche il risultato di Luca Dal Fabbro (70,53), che consolida il ruolo di Iren nell’economia circolare grazie a un finanziamento BEI da 225 milioni.
















Laura Pellegrini
Giornalista e content editor