Tecnologie Net Zero: le imprese che investono fatturano il 138% in più rispetto alle altre

Nell'era della consapevolezza ambientale, consumatori e investitori, sempre più attenti alla sostenibilità aziendale, tendono a preferire e finanziare imprese orientate al green.

di Francesca Di Feo

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  • L’ultimo studio condotto da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne rivela un aumento dell’interesse delle aziende italiane verso le tecnologie Net Zero.
  • Oltre 1200 aziende green rivelano anche un sorprendente aumento del fatturato, del 138% rispetto al totale delle imprese.
  • Nell’era del consumo consapevole, le tecnologie per la riduzione delle emissioni appaiono quindi cruciali non solo per la tutela dell’ambiente, ma anche per la crescita economica.

L’ultima indagine realizzata da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne1 rivela un quadro ottimistico del cammino intrapreso dalle aziende italiane verso una maggiore sostenibilità. Sempre più realtà nel nostro Paese investono infatti in brevetti Net Zero.

Questo fenomeno presenta però delle interessanti sfaccettature: tra le imprese orientate alla sostenibilità, molte rivelano infatti anche un fatturato superiore alla media. Come sono correlati questi due fattori?

Approfondiamo innanzitutto il concetto di tecnologie Net Zero ed esploriamo in seguito il motivo per cui queste sono diventate essenziali non solo per la crescita sostenibile, ma anche per il successo economico del settore imprenditoriale italiano.

Cosa sono le tecnologie Net Zero

Prima di esaminare i dati, è opportuno vedere una breve descrizione delle tecnologie Net Zero, che includono una vasta gamma di strumenti, metodi e processi progettati per ridurre, neutralizzare o eliminare le emissioni di gas serra.

Il termine “Net Zero” implica pertanto un equilibrio tra la quantità di gas serra emessi e la quantità rimossa dall’atmosfera, fondamentale per contrastare il riscaldamento globale e raggiungere gli obiettivi climatici internazionali, tra cui il contrasto all’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius sopra i livelli preindustriali.

Le tecnologie Net Zero abbracciano diversi settori e applicazioni, dalla produzione di energia rinnovabile, come l’energia solare e eolica, fino alle tecniche avanzate di cattura e stoccaggio del carbonio, che intrappolano la CO2 e la immagazzinano in modo che non entri nell’atmosfera.

Esse comprendono, tra le altre cose, anche l’efficientamento energetico di edifici e industrie, veicoli elettrici e altre innovazioni che ottimizzano le quantità di energia utilizzate riducendo nel contempo l’impatto ambientale.

Le direttive UE incentivano ormai da diversi anni lo sviluppo di tecnologie Net Zero, essenziali per trasformare l’ormai obsoleto sistema economico e energetico in uno più sostenibile, riducendo la dipendenza dagli inquinanti combustibili fossili e favorendo una maggiore resilienza climatica.

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Fatturato più alto per le aziende green

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Se l’obiettivo primario delle tecnologie Net Zero è quindi quello di bilanciare la crescita con le esigenze derivanti dall’emergenza climatica, l’analisi sembra rivelare un ulteriore effetto benefico del green per le imprese.

A partire dal 2010, 1.268 imprese italiane con brevetti in questo settore hanno infatti registrato un aumento del fatturato del 138% rispetto alle altre. Questo dato suggerisce come l’adozione di tecnologie mirate alla riduzione delle emissioni nette a zero non solo contribuisca agli obiettivi ambientali, ma si traduca anche in un correlato vantaggio economico.

Nell’era della consapevolezza ambientale, dove consumatori ed investitori sono sempre più attenti all’approccio delle imprese con cui si interfacciano verso la sostenibilità, in molti prediligono infatti acquistare, sostenere e finanziare aziende attente al green.

Di conseguenza, si riscontra anche un incremento nell’interesse e nell’investimento delle imprese italiane verso le tecnologie e i processi sostenibili, osservando un aumento sostanziale del numero di aziende che prevedono di rendere più green le proprie operazioni; da una percentuale del 14,3% nel 2011, si è arrivati nel 2023 al 25,2%.

Tendenza che riflette una crescente consapevolezza del ruolo delle tecnologie sostenibili nell’innovazione e nella trasformazione economica, nonché l’importanza del loro impiego per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità stabiliti nel pacchetto “Fit for 55” dell’Unione Europea.

Tuttavia, non tutti i rilevamenti sono positivi: nonostante il crescente interesse, quasi la metà delle imprese non ha ancora intrapreso sufficienti investimenti in questo senso e non intende farlo nel futuro prossimo.

Un fenomeno che Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, interpreta sottolineando l’importanza di una strategia di accompagnamento e di una maggiore comprensione delle dinamiche aziendali, essenziali per indirizzare in modo efficace gli investimenti pubblici e gli incentivi verso la ricerca e l’innovazione nel campo delle tecnologie sostenibili.

  1. Tripoli (Unioncamere): quasi 1.300 imprese italiane  hanno brevetti Net Zero“, Unioncamere, unioncamere.gov.it ↩︎
Autore
Classe 1994, immediatamente dopo gli studi ho scelto di intraprendere una carriera nel Project Management in ambito di progetti Erasmus+ per EPS. Questo mi ha portato ad approfondire in particolare le tematiche inerenti alla fiscalità delle PMI, anche se la mia area di expertise risulta oggi molto più ampia in questo ambito. Oggi sono copywriter freelance appassionata di scrittura e di innovazione per le piccole e medie imprese.

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