Smart working: nuova proroga a dicembre 2023, per queste categorie di lavoratori

È stata approvata la proroga dello smart working fino al 31 dicembre 2023 per lavoratori fragili e genitori con figli under 14, nel settore privato. Tutti i dettagli nell'articolo.

di Ilenia Albanese

Adv

smart working
  • Il 30 giugno doveva scadere lo smart working per dipendenti fragili, sia nel pubblico che nel privato, ma è arrivata la proposta di proroga fino a fine anno.
  • Lo smart working, oggi previsto solamente per i lavoratori fragili, viene esteso con la proroga anche ai genitori di figli under 14, fino alla fine dell’anno in modalità semplificata.
  • La proposta della proroga è contenuta tra gli emendamenti al Dl Lavoro presentati da M5S, Pd, Verdi-Sinistra e Autonomie.

Negli ultimi giorni si stanno apportando le ultime modifiche al Decreto Lavoro che tra il 13 e il 14 giugno arriverà in Aula per l’approvazione, ma tra le proposte più importanti c’è quella che riguarda lo smart working.

Il lavoro agile, infatti, era previsto in forma semplificata per il settore pubblico e privato, solamente per i lavoratori fragili, fino al 30 giugno. Tuttavia, con la nuova proposta avanzata da M5S, Pd, Verdi-Sinistra e Autonomie, è stata richiesta una proroga dello smart working fino a fine anno.

Ma non solo. Infatti, nell’emendamento è previsto anche l’allargamento dello smart working anche ai genitori di figli under 14. Lo smart working semplificato è stato prorogato fino alla fine dell’anno per lavoratori fragili e genitori con figli under 14 nel settore privato.

Smart working: confermata la proroga a dicembre 2023                

Lo smart working, o lavoro agile, è una modalità di svolgimento del lavoro che prevede lo svolgimento di una mansione da remoto, che può anche essere alternata a momenti in presenza.

Questa modalità di lavoro era stata introdotta a livello statale in risposta all’emergenza sanitaria. Ma molte aziende hanno trovato diversi vantaggi nella modalità di lavoro agile. Infatti, lo smart working assicura una migliore conciliazione tra la vita privata e vita lavorativa del dipendente.

Terminata la fase acuta della pandemia, si è fatto ritorno ad una modalità di lavoro tradizionale, ad esclusione di alcune categorie di lavoratori.

Infatti, la normativa vigente prevedeva che fino al 30 giugno 2023 lo smart working può essere applicato in modo semplificato, ovvero senza accordi individuali specifici, per i lavoratori fragili, del pubblico e del privato.

La nuova proposta che fa slittare la fine del lavoro agile semplificato alla fine del 2023 è stata presentata da un ampio arco di forze politiche.

Infatti, a proporre l’emendamento sono i senatori M5S Orfeo Mazzella, Barbara Guidolin, Elena Pirro, dalle senatrici Pd Sandra Zampa, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Ylenia Zambito, dalla senatrice delle Autonomie Dafne Musolino e dal senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.

L’emendamento proposto al decreto legge Lavoro, anche noto come Dl Lavoro è stato approvato dalla commissione Affari sociali del Senato. Lo ha riferito la relatrice del provvedimento Paola Mancini. La proposta è stata approvata con smart working semplificato fino al 31 dicembre per lavoratori fragili e genitori che hanno figli fino a 14 anni, unicamente nel settore privato.

Smart working semplificato
tot business

Smart working: settore pubblico e settore privato

Era stato prorogato fino al 30 giugno il lavoro agile per i lavoratori fragili sia del settore pubblico che del settore privato. In più, la normativa prevedeva il diritto al lavoro agile per i soli lavoratori con figli under 14 del privato, come stabilito dal decreto legge Milleproroghe.

Questa differenziazione tra pubblico e privato era stata motivata dal governo con la necessità di trovare coperture per l’estensione dell’esercizio del diritto al lavoro agile per i genitori con figli under 14 nel pubblico.

Ma per rimuovere questa differenza di trattamento, per coprire gli oneri previsti, pari a 18.660.000 euro per il 2023, si è pensato ad una riduzione delle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione, come previsto dall’emendamento presentato dalle forze politiche di M5S, Pd, Verdi e Sinistra, Autonomie.

Il senatore Orfeo Mazzella aveva dichiarato:

“Auspichiamo che tutti gli altri gruppi parlamentari, tanto di maggioranza quanto di opposizione, vogliano appoggiarlo. Malgrado l’Oms abbia dichiarato la fine dell’emergenza sanitaria della pandemia Covid, dobbiamo necessariamente continuare a tutelare i più deboli”.

La normativa vigente, prevista dal decreto Milleproroghe, stabilisce che fino al 30 giugno hanno diritto al lavoro agile i lavoratori fragili che possono svolgere “di norma” la prestazione lavorativa in smart working. Ciò è consentito anche attraverso l’assegnazione ad una diversa mansione.

Smart working per genitori con figli under 14

Invece, per quanto riguarda i genitori con figli under 14, il diritto al lavoro agile deve essere compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Tuttavia, un requisito essenziale per poter accedere al lavoro agile che l’altro genitore lavori e non sia interessato da sospensione o cessazione dell’attività lavorativa.

Queste categorie di lavoratori hanno il diritto di fruire del lavoro agile senza poter, quindi, essere sanzionati, demansionati, licenziati, trasferiti o sottoposti ad altra misura organizzativa che porti ad effetti negativi sulle condizioni di lavoro.

Va anche tenuto presente che il Decreto legislativo 105/2022 garantisce la priorità allo smart working in azienda a chi ha figli sotto i 12 anni. A causa delle molteplici regole presenti intorno al lavoro agile, è necessario analizzare nel dettaglio la situazione specifica, per assegnare correttamente le mansioni da remoto ai lavoratori.

Smart working imprese
tot business

Smart working, lavoratori fragili

Di tutta risposta all’emendamento proposto da M5S, Pd, Verdi-Sinistra e Autonomie, anche la Lega aveva firmato un altro emendamento. L’emendamento della Lega, prima firma Elena Murelli, prevedeva una proroga fino al 30 settembre del lavoro agile per i lavoratori fragili pubblici e privati.

I lavoratori fragili sono tutti quei soggetti maggiormente esposti al rischio di contagio da Covid-19, come persone immunodepresse o con malattie croniche.

Per quanto riguarda il settore privato, è bene ricordare che molte imprese hanno già scelto di siglare un accordo aziendale con le rappresentanze sindacali proprio sul tema dello smart working. Detti accordi aziendali servono proprio a disciplinare il lavoro agile per i dipendenti privati.

In base a questi accordi, in genere sono previsti dai 2 ai 3 giorni settimanali di lavoro da remoto alternati a giorni in presenza in ufficio. La nuova proroga rende più complessa la gestione dello smart working per aziende e datori di lavoro, per cui si assiste alle diverse possibilità viste sopra.

Smart working – Domande frequenti

Fin quando sarà previsto lo smart working semplificato?

Con gli emendamenti approvati del Dl Lavoro, lo smart working semplificato è stato prorogato fino al 31 dicembre del 2023 per queste categorie di lavoratori.

Chi ha diritto allo smart working semplificato fino a fine anno?

Hanno diritto allo smart working semplificato i lavoratori fragili nel settore privato. Inoltre, possono accedere alla modalità di lavoro agile anche i genitori di figli under 14. Alcune forze politiche hanno comunque chiesto l’allargamento di tale diritto anche ai dipendenti pubblici.

Che cos’è il lavoro in modalità smart working?

Lo smart working è una modalità di lavoro che offre una maggiore flessibilità lavorativa, perché consente ai dipendenti di operare anche fuori dalla sede aziendale.

Argomenti Trattati:

Autore
Foto dell'autore

Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

1 commento su “Smart working: nuova proroga a dicembre 2023, per queste categorie di lavoratori”

  1. Lo smart working può andare bene si nel pubblico che nel privato se è una cosa fattibile secondo me ci sono due categorie che non possono fare Smart working a meno che non siano riqualificati ad altre mansioni sempre con la loro categoria e parliamo di educatori/ci ed insegnanti in quanto sono tre anni che stanno a casa a prendere lo stipendio senza fare nulla

    Rispondi

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di PartitaIva, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.