ROI, Return On Investment: cos’è, come si calcola ed esempi

Per valutare la profittabilità di un investimento e le performance aziendali si può utilizzare il ROI, Return On Investment: scopriamo cos'è, come funziona e come si calcola questo indice di redditività.

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  • Il ROI, acronimo di Return On Investment, è un indice di redditività che valuta la capacità dei ricavi di coprire i costi e remunerare il capitale di rischio.
  • Il ritorno sull’investimento si ottiene facendo il rapporto tra reddito operativo e capitale netto investito: per avere una prospettiva più ampia si possono analizzare i dati di diverse annualità.
  • Oltre al ROI, un altro indice importante per un’azienda è il SROI, ovvero l’impatto sociale dell’investimento in una determinata azienda.

Prima di effettuare un investimento occorre valutare diversi aspetti e indici di redditività: tra i più importanti c’è il ROI, acronimo di Return On Investment, che misura la performance di un’azienda e viene molto utilizzato ed analizzato quando si parla di investimenti.

Un’azienda solida ha un ROI positivo, che definisce la profittabilità di un investimento presso tale azienda, cioè quanto rende il capitale investito in quella determinata impresa. Non solo, il ROI fornisce anche importanti indicazioni per il comparto del marketing, per capire quale azione è meglio intraprendere per avere più successo nel raggiungimento di un determinato obiettivo.

Scopriamo che cosa significa ROI, Return On Investment, come si ottiene questo indice, come si calcola e perché è così importante nell’analisi economica di un business aziendale.

Cos’è il ROI, Return On Investment

Il termine ROI, come abbiamo visto, è l’acronimo di Return On Investment, ed è uno degli indici di redditività più importanti per valutare la profittabilità di un investimento o di un’azione di marketing. Viene tradotto in italiano come “Ritorno sull’investimento” in quanto indica il profitto di un investimento derivante dal capitale investito.

Come altri indici di redditività, anche il ROI ci aiuta a capire se un’azienda è in grado di generare ricchezza e reddito tramite degli investimenti, ma non solo. Gli investitori sono in grado di comprendere, grazie a questi indici, quale sia l’attività migliore su cui investire per ottenere il maggiore profitto.

Solitamente, oltre al Return On Investment (ROI) vengono presi in considerazione anche altri indici:

  • il ROE, Return On Equity;
  • il ROS, Return On Sales; 
  • il ROA, Return On Asset;
  • L’EBITDA, Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization;
  • L’EBIT, Earnings Before Interest and Taxes.

Differenza tra ROI e ROE

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Indubbiamente, il ROI e il ROE sono gli indici di redditività più utilizzati dagli investitori per capire se un’azienda sta andando nella direzione sperata oppure no: ma quali sono le differenze tra questi due termini?

Spesso il ROI viene paragonato al ROE, termine che indica il “return on equity”, la redditività del capitale netto, cioè quanto il capitale di rischio investito in tutta l’azienda sta facendo utili.

Mentre quindi il ROI misura la performance di un’azienda limitatamente a un aspetto distintivo, il ROE è una metrica finanziaria che misura la redditività di un business, mettendo in luce il patrimonio di tutta l’impresa e non solo quello della gestione caratteristica.

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ROI: a cosa serve

Se un investitore vuole analizzare la profittabilità di un investimento per un’azienda, può utilizzare il ROI per valutare se quell’azienda è in grado di generare ricchezza e in quale misura rispetto a un’altra impresa. Questo indice evidenzia quelli che possono essere dei “punti di debolezza” nel tuo business aziendale, per permetterti di agire su di essi e migliorare le tue performance.

Bisogna tenere presente che il ROI calcola la redditività di un investimento nella sola gestione caratteristica di un’azienda, ovvero nell’attività tipica che la caratterizza. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, il ROI viene analizzato insieme ad altri indici.

In linea generale, per capire se il ROI è buono bisogna ottenere un valore superiore all’8-9%, mentre un valore negativo potrebbe indicare un problema nel core business della tua azienda. Un’azienda solida e in salute, generalmente, ottiene buoni livelli in termini di ROI: ciò significa che è in grado di generare valore per gli investitori.

Come si calcola il ROI: la formula

Una volta compreso il significato e l’utilizzo di questo indice di redditività, non ci resta che scoprire come si calcola il ROI e quali sono i valori “ideali” per valutare la profittabilità di un investimento.

Il ROI deriva dal rapporto tra il reddito operativo, cioè il guadagno al netto dei costi e il capitale netto investito, ovvero la cifra che è stata impiegata. Per ottenere la percentuale occorre poi moltiplicare il quoziente per 100. Per esempio, se investiamo 10.000 euro di capitale che rende 3.500 euro di utile netto in un anno, il ROI sarà pari al 35% annuo.

Si tratta di un buon valore? Ci sono molti aspetti da considerare: l’ideale sarebbe confrontare il valore ottenuto con quello degli altri competitors, oppure mettere a confronto i dati relativi ad annualità diverse. Riassumendo, la formula per il calcolo del ROI è la seguente:

[(fatturato – investimento) / capitale investito] x 100

Ma questo non è l’unico modo per calcolare il Returno on Investment. Esistono, infatti, altre due formule per ottenere il ROI:

  • moltiplicando il ROS, Return On Sales, per il ROT, cioè il tasso di rotazione del capitale investito;
  • moltiplicando il ROS per il Turnover, cioè il rapporto tra vendite e capitale investito.
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Quando il ROI è buono

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Come possiamo valutare un buon ROI? Generalmente, un’azienda in salute avrà un Return On Investment (cioè un rapporto tra reddito operativo e capitale netto investito) positivo.

Nel dettaglio, il Return On Investment sarà:

  • ottimo per valori uguali o superiori al 10% – 12%; 
  • buono per valori compresi tra l’8% e il 9%. 

Un ROI negativo, invece, prelude un cambio di rotta sugli investimenti in quanto indica che l’operazione finanziaria intrapresa dall’azienda sta comportando perdite all’attività economica e che il capitale investito non sta generando alcun reddito. 

Non bisogna dimenticare, infine, che un indice ottimale deve tenere conto anche del settore produttivo di riferimento e del livello dei tassi di interesse in un determinato periodo.

ROI, Return On Investment – Domande frequenti

Cosa si intente per ROI?

Il ROI è il tasso di rendimento (return) sul totale degli investimenti (investment) di un’impresa. È uno degli indici di bilancio di più frequente, utilizzo nell’analisi di redditività aziendale. 

Come capire se il ROI è buono?

Sulla base della situazione attuale si può indicativamente stabilire che il ROI sia: ottimo per valori pari o superiori a 10% – 12% oppure buono per valori compresi tra 8% – 9%.

Autore
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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.

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