La Commissione Giustizia del Senato ha infatti concluso il voto sugli emendamenti di due importanti provvedimenti per la riforma delle professioni regolamentate, spianando la strada verso l’approvazione definitiva in Aula a Palazzo Madama. Le novità introdotte riguardano da vicino il mondo forense, ma anche architetti, consulenti del lavoro, agronomi, ingegneri e tanti altri iscritti agli Ordini, per un totale di 15 categorie.
Cosa prevede la riforma delle professioni
L’intervento normativo punta a modernizzare la struttura interna, intervenendo sulle regole di condotta e aggiornando doveri etici e comportamenti che i professionisti sono tenuti a rispettare sia tra colleghi che nei confronti dei cittadini. Inoltre, è prevista una revisione dei periodi di pratica e dei tirocini necessari per poter esercitare ciascuna professione e l’aggiornamento dei sistemi di voto utilizzati dagli iscritti per eleggere i propri rappresentanti all’interno degli Ordini.
Infine, la riforma punta ad adeguare i programmi di formazione e i corsi di aggiornamento per i professionisti, per fare in modo che le competenze rimangano sempre al passo con i tempi.
I tempi dell’approvazione
Il testo che interessa gli avvocati ha già ricevuto il primo via libera dalla Camera alla fine di maggio 2026. Dato che la commissione Giustizia del Senato ha concluso l’esame senza apportare ulteriori correzioni, il provvedimento passa ora direttamente all’aula di Palazzo Madama per il sì definitivo, atteso entro la metà di luglio 2026. I relatori del testo sono Erika Stefani (Lega), Pierantonio Zanettin (FI) e Gianni Berrino (FdI).
Tempi brevi sono previsti anche per l’arrivo in assemblea al Senato del disegno di legge delega per il riordino generale degli ordinamenti di 15 categorie professionali, come indicato dal relatore Sergio Rastrelli (FdI).
La revisione delle regole interesserà nello specifico:
- agrotecnici, architetti, assistenti sociali e attuari;
- consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi e geometri;
- giornalisti e ingegneri;
- periti agrari, periti industriali e spedizionieri doganali;
- consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari.
A che punto sono commercialisti e professioni sanitarie?
Se per gli avvocati e le altre 15 categorie i tempi al Senato sono ormai stringenti, il percorso si trova invece in una fase meno avanzata per altri settori. Presso le commissioni Affari sociali e Giustizia della Camera dei deputati è infatti ancora in corso l’esame degli emendamenti presentati ai disegni di legge delega dedicati a professioni sanitarie, dottori commercialisti ed esperti contabili.
Per queste ultime categorie il confronto in Parlamento richiederà ulteriori passaggi prima di poter arrivare alle battute finali dell’approvazione.












Federica Petrucci