Riforma commercialisti, dalle attività riservate al tirocinio universitario: cosa cambia

Il primo criterio della delega impegna il Governo a censire le attività riservate. Nella relazione illustrativa due pronunce recenti spiegano perché: dal visto di conformità all'esercizio abusivo della professione.

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La riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista ed esperto contabile ha superato il passaggio alla Camera e prosegue il suo iter al Senato. Si tratta di una legge delega: non introduce regole immediatamente applicabili, ma fissa i principi che il Governo dovrà seguire nel decreto legislativo destinato a riscrivere la disciplina contenuta nel decreto legislativo 139 del 2005.

Il primo dei criteri direttivi è anche quello dalle conseguenze più ampie e non riguarda soltanto gli iscritti all’albo: impegna il Governo a riorganizzare le attività che costituiscono oggetto della professione, distinguendo quelle riservate dalla legge da quelle che possono essere svolte anche da appartenenti ad altre professioni regolamentate o non organizzate. E la relazione illustrativa spiega, con due pronunce recenti, che cosa si rischia chi supera il confine.

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Riforma commercialisti, le due pronunce che motivano il riordino

Il relatore ha richiamato in aula i due precedenti citati nella relazione illustrativa, entrambi in tema di delimitazione degli ambiti di competenza riservati ai commercialisti rispetto ad altre professionalità operanti nello stesso settore.

Il primo è la sentenza della Corte costituzionale n. 144 del 2024, che ha dichiarato non censurabile sul piano costituzionale, in quanto non irragionevole, la scelta legislativa di riservare in via esclusiva a talune categorie, fra le quali non è ricompresa quella dei tributaristi, il rilascio del visto di conformità alle dichiarazioni fiscali.

Il secondo è l’ordinanza n. 3495 del 2024 della seconda sezione civile della Corte di cassazione, che ha affermato il principio per cui lo svolgimento di un’attività riservata agli iscritti a un albo professionale da parte di chi non vi è iscritto può integrare il reato di esercizio abusivo della professione, se avviene in condizioni tali da creare, in assenza di indicazioni diverse, le apparenze dell’iscrizione. Facendo proprio l’approdo delle Sezioni unite penali, la Corte ha sanzionato l’autore delle condotte di tenuta della contabilità aziendale, redazione delle dichiarazioni fiscali ed effettuazione dei relativi pagamenti, non iscritto al relativo albo.

Sono due riferimenti che parlano a una platea più larga della categoria: riguardano chiunque operi negli stessi ambiti senza essere iscritto a un Ordine.

Censire, non attribuire

La relazione illustrativa contiene una precisazione destinata a pesare sulla fase attuativa. Il legislatore delegato, si legge, non sarà chiamato ad attribuire ai dottori commercialisti e agli esperti contabili nuove competenze professionali, bensì a censire le attività professionali già previste in altre disposizioni di legge, tenendo conto anche dei recenti interventi di riforma che hanno inciso sull’esercizio della professione.

È il testo del provvedimento a dirlo ed è la ragione per cui la partita sul perimetro d’attività non si chiude con l’approvazione della delega, ma si sposta sul decreto legislativo.

Il nodo del giuslavoristico

In sede referente la Commissione è intervenuta sul primo criterio precisando che l’intervento della legislazione delegata dovrà prendere in considerazione, oltre all’ambito tributario, economico-aziendale, finanziario, societario e della crisi d’impresa, anche l’ambito giuslavoristico.

È l’inserimento che ha riacceso il confronto con i consulenti del lavoro, categoria che rivendica la titolarità degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale. Un elemento procedurale, però, va letto insieme a questo. Il decreto legislativo sarà adottato su proposta del ministro della Giustizia, previa acquisizione del parere del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, di concerto con il ministro dell’Università e della Ricerca per i profili attinenti all’attività universitaria e ai titoli abilitanti, e di concerto con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali per le disposizioni aventi impatto sulle materie previdenziali e assistenziali.

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Come si esercita la delega

Il termine è di dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, per un decreto legislativo. Lo schema, corredato di una relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria, è trasmesso alle commissioni parlamentari competenti, chiamate a pronunciarsi entro trenta giorni, decorsi i quali il decreto può essere emanato. È previsto il meccanismo dello scorrimento: se il termine per i pareri scade nei trenta giorni precedenti o successivi alla scadenza della delega, quest’ultima è prorogata di trenta giorni.

È inoltre conferita una delega di carattere integrativo e correttivo, da esercitare entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega principale. La riforma, quindi, potrà essere ritoccata fino a due anni dopo il primo decreto.

Commercialisti, il tirocinio si fa all’università

Il Governo dovrà rivedere la disciplina del tirocinio per l’iscrizione nelle sezioni A e B dell’albo, prevedendo anche la possibilità del suo svolgimento interamente durante il corso di studi magistrali. La finalità indicata è la riduzione dei tempi per conseguire l’abilitazione, incentivando al contempo le nuove generazioni all’esercizio della professione.

L’articolo 43 del decreto legislativo 139 del 2005 già consente che il tirocinio sia svolto contestualmente al biennio di studi magistrali o a una sua parte, sulla base di accordi tra Ordini territoriali e università nell’ambito di una convenzione quadro. La delega spinge quella possibilità fino alla copertura integrale del periodo.

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Le specializzazioni e il vincolo antitrust

Fra i criteri figura l’introduzione di figure specialistiche. In sede referente è stata precisata la necessità di evitare la moltiplicazione di sotto albi o di elenchi professionali autonomi e di prevedere una chiara definizione delle funzioni delle figure specialistiche.

Su questo punto l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nel proprio parere, ha chiesto che in sede attuativa sia espressamente assicurato un sistema aperto, nel quale il titolo di specialista possa conseguirsi anche in base alla comprovata esperienza professionale, valutata secondo criteri certi, oggettivi, trasparenti e non discriminatori, evitando sistemi chiusi fondati sui soli percorsi formativi organizzati dagli ordini. Il rischio segnalato è che la specializzazione diventi una barriera all’ingresso gestita dalla categoria anziché un riconoscimento di competenza.

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Studi associati e società tra professionisti

Un criterio specifico delega il Governo a prevedere una disciplina organica dell’esercizio della professione in forma associata o societaria, con rinvio, oltre che al Codice civile, all’articolo 10 della legge n.183/2011 per le professioni ordinistiche e agli articoli 4 e 4-bis della legge forense.

La disciplina dovrà definire le modalità di costituzione e di gestione di tali associazioni o società, il funzionamento e i limiti connessi all’esercizio della professione in tale forma.

Fra i riferimenti normativi richiamati dall’analisi tecnico-normativa compare anche la legge n.49/2023 sull’equo compenso: i compensi professionali rientrano fra le materie su cui il decreto delegato dovrà intervenire.

Sistema elettorale: la modifica che cambia il quadro

Fra i criteri figura l’introduzione del voto telematico a distanza per le elezioni del Consiglio nazionale e dei consigli degli ordini territoriali, disciplinato in modo da garantire l’uniformità delle procedure presso tutti gli ordini e il rispetto dei principi di segretezza e libertà del voto. È prevista, inoltre, la ridefinizione delle dimensioni degli Ordini territoriali in base al numero degli iscritti, con una soglia minima di preferenze per l’elezione dei componenti della minoranza nel consiglio.

Qui si colloca una modifica che diverse ricostruzioni non registrano. Un criterio modificato in sede referente dispone che i decreti delegati debbano prevedere i tempi di applicazione della nuova disciplina elettorale, rimuovendo la previsione secondo la quale essa si sarebbe applicata soltanto alle elezioni successive alla scadenza della consiliatura in corso alla data di entrata in vigore del decreto delegato.

La tempistica non è più predeterminata: sarà il decreto legislativo a stabilirla. Per riferimento, l’attuale Consiglio nazionale è stato eletto il 29 aprile 2022 e si è insediato il 1° giugno 2022.

L’assicurazione collettiva

Un ulteriore criterio prevede la possibilità di introdurre forme collettive di assicurazione per la responsabilità civile derivante dall’esercizio dell’attività, uniformi per tutti gli iscritti all’albo, con oneri a carico del Consiglio nazionale. Resta fermo l’eventuale obbligo assicurativo individuale per la copertura dei rischi non coperti dalla polizza collettiva e per l’adeguamento dei massimali all’attività concretamente svolta.

Adesso il provvedimento proseguirà il suo iter parlamentare. Solo dopo l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore della legge il Governo potrà esercitare la delega, con i dodici mesi che decorrono da quel momento.

Le regole concrete, dunque, non arriveranno prima del 2027 e il loro contenuto dipenderà da come il legislatore delegato tradurrà i criteri fissati dal parlamento. Considerando la delega correttiva, l’assestamento definitivo può spingersi al 2028.

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Ivana Zimbone

Direttrice responsabile

Direttrice responsabile di Partitaiva.it e della rivista filosofica "Vita Pensata". Giornalista pubblicista, SEO copywriter e consulente di comunicazione, mi sono laureata in Filosofia - con una tesi sul panorama dell'informazione nell'era digitale - e in Filologia moderna. Ho cominciato a muovere i primi passi nel giornalismo nel 2018, lavorando per la carta stampata e l'online. Mi occupo principalmente di inchieste e approfondimenti di economia, impresa, temi sociali e condizione femminile. Nel 2024 ho aperto un blog dedicato alla comunicazione e al giornalismo digitale.

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