Progetto autoimpiego, fondo perduto per professionisti e autonomi: aperto l’accreditamento per i formatori

Si tratta di un passaggio tecnico fondamentale per rendere operative le misure contenute nel decreto Coesione, volte a trasformare le idee dei giovani in realtà imprenditoriali

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L’Ente nazionale per il microcredito (ENM) ha aperto le procedure di accreditamento per i formatori che vogliono prendere parte al Progetto per l’autoimpiego (PPA). Attraverso una stretta collaborazione con Invitalia, l’iniziativa intende fornire agli under 35 gli strumenti necessari per avviare una nuova attività. La formazione non è solo un servizio di supporto, ma funge da ponte per accedere agli incentivi e alle risorse finanziarie a disposizione degli aspiranti imprenditori.

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Progetto per l’autoimpiego: come funziona

Il progetto per l’autoimpiego è una misura finanziata dal PNRR, per sostenere la nascita di nuove realtà imprenditoriali e professionali in Italia. Non si limita all’erogazione di fondi, ma si configura come un percorso integrato che combina formazione specialistica, consulenza e incentivi finanziari diretti.

Il progetto prevede 100 ore di formazione, di cui 60 dedicate alla teoria e pratica e 40 all’assistenza tecnica personalizzata per la stesura finale del business plan. Al termine, i partecipanti riceveranno un’attestazione di competenze. Partecipare non è un obbligo, ma garantisce un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione del progetto, che poi va presentato a Invitalia per l’approvazione del finanziamento o l’accesso a specifici aiuti.

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Quali sono i benefici economici

Il percorso formativo garantisce una premialità nella valutazione delle domande di accesso ai bonus per l’autoimpiego e resto al Sud 2.0, che riconoscono fino a 40.000 euro per chi avvia un’attività nel Centro-Nord e fino a 50.000 euro per chi sceglie il Mezzogiorno. Questi voucher, come indicato dal decreto Coesione, coprono l’acquisto di beni, strumenti e servizi necessari alla partenza.

Il sostegno prevede poi programmi di investimento che riconoscono contributi a fondo perduto, tra il 65% e il 75% della spesa ammissibile, per progetti che possono raggiungere un valore complessivo che va dai 120.000 ai 200.000 euro. Inoltre, è previsto un servizio di tutoring specialistico del valore di 5.000 euro. E proprio questi soldi vengono ripartiti tra i soggetti esecutori, ovvero la rete dei formatori che dal 21 gennaio 2026 possono accreditarsi, seguendo le istruzioni del ministero del Lavoro.

Questi rappresentano il braccio operativo del progetto. Sono loro a erogare fisicamente le ore di formazione e a supportare i giovani nella creazione del business plan, garantendo anche un affiancamento successivo all’avvio dell’attività per accompagnare i neo-imprenditori nelle sfide gestionali quotidiane.

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