PMI eurozona: gli ultimi dati evidenziano la contrazione di settembre

I dati di settembre confermano la contrazione economica in tutto il vecchio continente. Vediamo cosa ci mostrano i dati sulle PMI nell'eurozona.

di Pierpaolo Molinengo

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Europa andamento PMI
  • L’attività economica, in Europa, a settembre ha registrato un brusco rallentamento.
  • Anche l’Italia sta attraversando un momento di crisi a causa dell’inflazione.
  • Gli unici due paesi europei che non registrano contrazione economica sono Francia ed Irlanda.

L’economia è in contrazione in Europa: il dato è stato confermato dall’indice sulle PMI in eurozona. A settembre, l’attività economica ha subìto un brusco rallentamento: il peggiore da gennaio 2021. Sono tre mesi consecutivi che i numeri continuano a calare.

A subire le conseguenze dell’inflazione e dell’aumento dei costi dell’energia sono state principalmente la produzione del manifatturiero e quella del terziario. Le attività di impresa in Europa, sostanzialmente, pagano il dazio delle incertezze economiche e dell’indebolimento della domanda, che hanno inciso maggiormente sui valori dell’eurozona.

Anche le esportazioni sono calate in maniera pesante. E sul fronte dell’occupazione arrivano dati preoccupanti: la crescita è in rallentamento. La spesa per l’energia e per il gas sta mettendo a dura prova le imprese di tutti i paesi europei.

PMI eurozona: qualche numero

A pesare particolarmente sui conti delle imprese ci sono anche i costi, che per la prima volta da marzo si sono intensificati: gli aumenti più pesanti sono quelli dalle spese per l’energia. Le prospettive economiche preoccupano aziende e famiglie, mentre la fiducia è sprofondata ai minimi, arrivando a sfiorare quella registrata ai tempi della prima pandemia del 2020.

A preoccupare sono le PMI dell’eurozona, per cui l’Indice destagionalizzato S&P Global PMI della Produzione Composita dell’Eurozona, nel mese di settembre è sceso al di sotto di 50,0, segnalando una situazione di forte contrazione nel continente.

Si tratta del terzo mese successivo in cui si attesta al di sotto di questo parametro, andando a confermare un forte ribasso dell’attività economica nel settore privato del vecchio continente. Attualmente l’indice si è fermato a 48,1. Questo dato è quindi sceso ulteriormente rispetto ad agosto, quando si era fermato a 48,9 andando a registrare il calo più rapido dal mese di gennaio 2021.

Tra i paesi monitorati dall’indice PMI eurozona a settembre, due hanno registrato una crescita della produzione nel settore privato. Il tasso di espansione è aumentato, anche se di poco, in Irlanda. Un debole miglioramento dei livelli di attività è stato registrato anche in Francia.

In Spagna, invece, è stata registrata la prima contrazione delle attività dallo scorso gennaio. In Italia, invece, il declino ha spinto sull’acceleratore. La produzione del settore privato è calata anche in Germania registrando dati che, con la sola eccezione del periodo della pandemia, sono senza dubbio i peggiori dalla crisi finanziaria del biennio 2008-2009.

PMI economia

L’attività terziaria in eurozona

A questo punto soffermiamoci sull’indice S&P Global PMI dell’Attività Terziaria dell’eurozona, che a settembre è sceso a 48,8 rispetto al 49,8 di agosto. Questa volta abbiamo toccato il valore più basso dal mese di febbraio 2021. In questo caso possiamo affermare che ci troviamo di fronte ad una contrazione mensile del settore dei servizi. 

Anche in questo caso, alla fine del terzo trimestre, è calato il volume delle domande. Rispetto al mese di agosto, comunque, è rimasto invariato il tasso di contrazione. Complessivamente, comunque, siamo davanti ad un ritmo di declino abbastanza modesto.

L’andamento rispecchia una diminuzione generale della domanda, causata in primis dall’inflazione e dall’aumento dei prezzi, e a fronte degli aumenti del costo di energia e gas in tutta Europa. In Italia questi aumenti stanno raggiungendo cifre da record, e si prospetta un +59% per l’ultimo trimestre 2022.

PMI eurozona: la pressione dei prezzi

La pressione sui prezzi si è intensificata nel corso del mese di settembre. A registrare una particolare accelerazione, nel corso degli ultimi tre mesi, sono stati i tassi d’inflazione dei prezzi di vendita e di acquisto. Da non dimenticare, inoltre, che la fiducia è scivolata ulteriormente in ribasso, portandosi su valori che non sono mai stati visti dall’inizio della pandemia.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence, analizzando i dati finali del PMI Composito dell’eurozona, spiega che:

Qualsivoglia speranza che l’eurozona eviti la recessione è stata ulteriormente disattesa dal forte declino dell’attività economica segnalata dal PMI. L’indagine indica un peggioramento non solo del declino economico ma anche del quadro inflazionistico, e ciò significa che i responsabili delle politiche stanno affrontando il rischio crescente di un brusco atterraggio mentre cercano di contenere l’accelerazione dell’inflazione. 

Secondo Williamson sicuramente uno dei problemi è l’inflazione, che si collega direttamente alla guerra in Ucraina e alla crisi energetica. Questi tre fattori hanno la responsabilità nella distruzione della domanda e nel crollo della fiducia dei consumatori e delle imprese, che sono arrivati a dei livelli bassi, mai visti dal 2012, se si esclude il periodo della pandemia.

PMI eurozona – Domande frequenti

Quali sono i motivi che hanno portato al brusco rallentamento dell’economia?

A pesare sui dati che riguardano l’andamento delle PMI in eurozona sono principalmente il costo dell’energia, l’inflazione e la guerra in Ucraina.

L’andamento dell’economia è negativo in tutta Europa?

In alcuni paesi la crisi si sente meno: si tratta di Francia ed Irlanda. In questi due paesi il tasso di espansione è aumentato, anche se è rimasto particolarmente debole.

In quali settori è stata registrata la contrazione dell’economia?

In tutti i settori le PMI europee hanno registrato nel 2022 una contrazione, sia nel comparto manifatturiero che nei servizi. Ecco tutti i dati.

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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