Partita Iva italiana: come aprirla quando hai la residenza all’estero

I residenti all'estero possono aprire una Partita Iva in Italia? Scopriamo cosa prevede la legge e cosa si deve fare in concreto.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Partita Iva italiana: come aprirla quando hai la residenza all’estero
  • Ad oggi è possibile aprire una Partita Iva in Italia anche se sei residente all’estero.
  • In alcuni casi è obbligatorio procedere con l’apertura di una posizione Iva.
  • Domicilio e residenza sono i fattori che incidono maggiormente sugli obblighi fiscali dei contribuenti.

Una persona che abbia la residenza all’estero, può aprire una Partita Iva in Italia? Ma soprattutto ha la possibilità di svolgere una qualsiasi attività da libero professionista? La risposta è affermativa.

A fornire tutte le istruzioni utili per comportarsi correttamente ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate che, con la risposta all’interpello n. 429 del 16 agosto 2022, ha provveduto a ribadire i concetti di domicilio fiscale e soggetto passivo.

In estrema sintesi, nel caso in cui un soggetto abbia la propria residenza all’estero, ha la possibilità di aprire una Partita Iva in Italia. Avrà, inoltre, la possibilità di svolgere una qualsiasi attività come libero professionista. Al centro della questione vi è il domicilio fiscale, che deve essere inteso come centro nevralgico dei propri interessi e non deve essere confuso con il luogo in cui si risiede.

Partita Iva italiana con la residenza all’estero

A fare il punto della situazione sui contribuenti con residenza all’estero, che hanno intenzione di aprire una Partita Iva in Italia, ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate, attraverso l’interpello n. 429 del 16 agosto 2022. Per chiarire come i diretti interessati si debbano comportare, i tecnici sono partiti dall’analisi di un caso pratico.

Ad essere protagonista della vicenda è una cittadina italiana, che ad oggi risulta essere residente nel Regno Unito ed è iscritta all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. La donna era intenzionata ad aprire una posizione Iva in Italia.

Questo soggetto, però, non è in possesso di un identificativo Iva estero. Al momento non svolge alcuna attività professionale ed imprenditoriale nel Regno Unito. La sua intenzione è quella di svolgere la libera professione nel nostro paese: a questo punto decide di rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per conoscere quale sia la strada da percorrere per aprire una Partita Iva.

È possibile avviare l’attività

L’Agenzia delle Entrate ha immediatamente messo in evidenza che la residenza all’estero non ostacola l’apertura di una Partita Iva in Italia. Nella risposta all’interpello, l’Agenzia delle Entrate sottolinea che:

Non v’è dubbio che l’intenzione dell’interpellante sia quella di costituire nel territorio italiano il centro dei propri interessi, ed ivi svolgere l’attività lavorativa. Pertanto, la circostanza che nel territorio italiano venga costituito il domicilio fiscale, pur in presenza della residenza in un paese terzo (Regno Unito) non è di ostacolo a considerare l’istante quale soggetto passivo di imposta alla stregua di un soggetto residente.

Questa chiara risposta dell’Agenzia delle Entrate comunica in modo semplice a tutti coloro che sono interessati a lavorare in Italia, ma risiedere all’estero, che questo è possibile.

Aprire Partita Iva estero

Le istruzioni per aprire la Partita Iva dall’estero

L’Agenzia delle Entrate chiarisce anche quale sia la strada da seguire per aprire la Partita Iva, dando delle istruzioni operative ai diretti interessati. Nel caso preso in esame, il contribuente ha la residenza all’estero e non svolge alcuna attività imprenditoriale o professionale.

Questo significa che nel momento in cui compilerà il modello AA9/12, che dovrà presentare per aprire la posizione Iva, dovrà specificare il proprio domicilio fiscale e il luogo dove svolgerà la propria attività lavorativa.

Nel fornire queste risposte, l’Agenzia delle Entrate procede anche con il chiarimento di due definizioni chiave:

  • soggetto passivo: deve intendersi il contribuente che esercita in maniera indipendente una qualsivoglia attività economica. Non importa il luogo in cui la stia svolgendo, lo scopo della stessa ed i risultati che porterà;
  • attività economica: in questo caso ci si riferisce ad ogni tipo di commercializzazione, produzione o prestazione di servizi. In qualsiasi campo queste possano essere, compresi quelle libero professionali.

Quando l’attività risulta essere svolta in Italia

Partendo dalle premesse che abbiamo appena visto, è bene specificare che una qualsivoglia attività risulta essere svolta in Italia nel momento in cui si verificano i seguenti casi:

  • il contribuente è domiciliato in Italia, ma ha la propria residenza all’estero;
  • la residenza è in Italia, ma il soggetto non è domiciliato all’estero;
  • il domicilio e la residenza sono all’estero, ma il contribuente ha una stabile organizzazione in Italia.

Questo significa che è possibile lavorare attivamente in Italia pur vivendo dall’estero. Si pensi ad esempio a tutte quelle professioni che possono essere svolte da remoto, in smart working.


Domicilio e residenza: due dati essenziali

Si comprende, quindi, che per fornire le istruzioni a quanti abbiano intenzione di aprire la Partita Iva è necessario partire dal domicilio e dalla residenza. Soprattutto quando il contribuente sta vivendo all’estero. In estrema sintesi:

  • il domicilio è il luogo dove il contribuente ha la dimora abituale;
  • la residenza fiscale è il luogo scelto dal soggetto come centro dei propri affari.

Questo comporta che la residenza all’estero e l’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente non siano sufficienti per riuscire a determinare se il soggetto sia passivo dell’imposta in Italia. Al contrario è determinante e rilevante la volontà di stabilire e conservare il domicilio inteso come centro dei propri interessi in un determinato luogo.

Partita Iva italiana – Domande frequenti

È necessario essere in possesso di un identificativo Iva estero per aprire una Partita Iva italiana?

No, non è necessario esserne in possesso. Possono aprire la propria posizione Iva anche i soggetti che non hanno mai svolto un’attività imprenditoriale o la libera professione.

Quando l’attività risulta essere effettuata in Italia?

Se il contribuente è domiciliato in Italia, anche se ha la residenza è all’estero sarà tenuto ad aprire una posizione Iva nel nostro paese. Ecco tutti i dettagli.

Perché è importante la residenza fiscale?

Perché è il luogo nel quale il contribuente ha posto il centro dei propri affari. Questo luogo è determinante per stabilire dove il contribuente deve pagare le tasse.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 4 Ottobre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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