Nuovi fondi per il turismo: come presentare la domanda per le imprese ricettive

Nel 2023 arrivano nuovi fondi per il turismo: ecco di cosa si tratta, chi potrà richiederli e quando verranno erogati.

di Valeria Oggero

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Nuovi fondi turismo
  • Invitalia ha recentemente comunicato l’erogazione di nuovi fondi per il turismo.
  • Dal 20 marzo al 20 aprile 2023 è possibile per le imprese ricettive chiedere l’accesso al sostegno.
  • Il nuovo fondo si chiama FRI-tur: “Fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo”, ed è portato avanti dal Ministero del Turismo.

Arrivano nuovi importanti incentivi per il settore del turismo, che andranno a beneficio delle imprese del settore, ovvero principalmente alle strutture ricettive. Nel comunicato del 25 gennaio, Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, aveva comunicato l’arrivo di questi fondi.

Si tratta di un miliardo e 380 milioni di euro complessivi, inseriti nel contesto di rinnovamento del settore del turismo in Italia. L’incentivo fa riferimento ad una delle missioni prese in considerazione dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ovvero la Misura M1C3, investimento 4.2.5.

Sostenibilità e digitalizzazione sono le protagoniste di questo rinnovamento, per cui per poter accedere ai fondi, le imprese del turismo dovranno rispettare alcuni parametri specifici. Vediamo nell’articolo di cosa si tratta, quando verranno erogati i fondi e chi sono i soggetti beneficiari.

Come funzionano i nuovi fondi per il turismo

I nuovi fondi per il turismo sono promossi dal Ministero del Turismo, in linea con il PNRR. I fondi non verranno distribuiti a tutte le imprese che si muovono in questo settore, ma unicamente a coloro che dimostrano di apportare dei sostanziali rinnovamenti in termini di sostenibilità e digitalizzazione, avanzando delle proposte progettuali.

Per questo motivo, per accedervi le imprese devono dimostrare un investimento consistente per il rinnovamento, impegnandosi per la riqualificazione energetica o antisismica. C’è chi paragona questo sostegno ad un vero e proprio superbonus, molto simile allo sgravio fiscale introdotto in questi ultimi anni.

Per poter accedere al sostegno, gli interessati dovranno infatti compiere delle opere che rientrano in questi obiettivi, ad esempio:

  • riqualificazione energetica della struttura ricettiva;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • manutenzione di tipo straordinario;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • realizzazione di piscine termali;
  • opere di digitalizzazione;
  • acquisto di nuovi arredi;
  • interventi di riqualificazione antisismica.

Questi lavori devono essere completati entro la fine di dicembre 2025. L’agevolazione consiste in aiuti che vanno in una duplice direzione, a favore delle imprese che operano nel turismo tramite strutture ricettive:

  • un contributo diretto sulla spesa per lo svolgimento delle opere indicate sopra: la percentuale massima di agevolazione è del 35% delle spese;
  • un finanziamento agevolato dalla Cassa Depositi e Prestiti, con tasso annuo dello 0,5%.

Come vedremo tra poco, per poter accedere a questi sostegni, le imprese devono rispettare alcuni requisiti, e vengono poi valutate da Invitalia in base al progetto presentato.

Incentivi per il turismo

Chi può accedere ai nuovi fondi per il turismo

A poter accedere ai nuovi sostegni sono le imprese che operano nel turismo, tuttavia, dato che i fondi vengono erogati a chi rinnova la propria attività, è richiesto un investimento minimo di 500.000 euro, fino a 10 milioni di euro.

I fondi sono messi a disposizione per favorire la competitività delle imprese nel turismo, e sono disponibili a diversi tipi di attività:

  • alberghi;
  • agriturismi;
  • stabilimenti termali;
  • stabilimenti balneari;
  • strutture ricettive all’aperto;
  • porti turistici;
  • imprese che operano nel settore delle fiere;
  • imprese che operano nel settore congressuale;
  • parchi tematici.

Intorno a questi fondi, il Ministro del Turismo Daniela Santanché ha dichiarato:

“consentirà alle nostre imprese di essere maggiormente competitive e al passo con i continui cambiamenti del settore. L’intervento testimonia il pieno sostegno del Governo al comparto turistico che, soprattutto nell’ultimo anno, ha dimostrato di trainare l’economia italiana.”

I requisiti da rispettare

Invitalia indica anche quali sono i requisiti che l’impresa o l’imprenditore devono rispettare per poter partecipare all’invio dei progetti di rinnovamento:

  • gestire un’attività ricettiva, di servizio turistico presso immobili o aree di proprietà, anche di terzi, per cui è previsto l’intervento;
  • l’impresa deve essere iscritta al Registro delle Imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non trovarsi in liquidazione o fallimento;
  • avere una stabile organizzazione sul territorio italiano;
  • essere in regola con le norme di edilizia, urbanistica, lavoro, prevenzione degli infortuni, salvaguardia dell’ambiente e con gli obblighi contributivi;
  • l’impresa deve trovarsi in regime fiscale di contabilità ordinaria;
  • è necessaria una valutazione positiva del merito di credito da una banca finanziatrice, oltre ad una delibera di finanziamento rilasciata da quest’ultima;
  • adottare un apposito regime di contabilità separata per il settore agricolo o della pesca.

Il finanziamento delle banche

Per poter ricevere i sostegni tuttavia, Invitalia sottolinea anche che sarà necessario disporre di un finanziamento di tipo bancario, erogato da una banca che aderisce alla convenzione stipulata dal Ministero del Turismo, Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti.

Si tratta dell’impiego di almeno 600 milioni di euro da parte delle banche, per cui la misura complessivamente arriva a 1,4 milioni di euro. Il ruolo delle banche sarà quindi centrale per le imprese che riceveranno i sostegni garantiti dai fondi per il turismo.

Il sito di Invitalia mette a disposizione un elenco delle banche aderenti all’iniziativa. Va ricordato anche che questo tipo di sostegno non è cumulabile con altri similari.

Come accedere ai fondi per il turismo

Ad occuparsi di questo tipo di sostegno è Invitalia, che specifica che per questa erogazione vengono messi a disposizione 780 milioni di euro, per il contributo diretto e per il finanziamento agevolato dalla Cassa Depositi e Prestiti. Altri 600 milioni di euro sono garantiti dalle banche che partecipano all’iniziativa.

L’apertura delle domande è stabilita per il 20 marzo, fino al 20 aprile 2023. Per presentare correttamente la domanda di accesso, i soggetti interessati devono disporre di credenziali digitali come lo SPID, CNS o CIE e accedere al sito di Invitalia. Inoltre è necessario avere una firma digitale e un indirizzo PEC.

Secondo il Ministro del Turismo, questo settore ha bisogno di un nuovo slancio per tornare ai livelli pre-pandemia, garantendo servizi migliori e rinnovati. Attualmente infatti il turismo non si sarebbe ancora del tutto ripreso dalla crisi economica da cui è stato investito con l’arrivo del Covid-19.

Nuovi fondi per il turismo – Domande frequenti

Quali sono i nuovi fondi per il turismo 2023?

Per quest’anno il Ministero del Turismo e Invitalia garantiscono nuovi fondi da 1 miliardo e 380 milioni di euro, per le strutture ricettive che presenteranno progetti di rinnovamento su sostenibilità e digitalizzazione.

Quando arriveranno i nuovi fondi per il turismo 2023?

Le imprese del turismo possono accedere alle specifiche tecniche per richiedere i fondi a partire da fine gennaio 2023, tuttavia potranno presentare domanda di accesso dal 20 marzo al 20 aprile 2023.

Chi potrà accedere ai nuovi fondi per il turismo?

Potranno accedervi alberghi e agriturismi, stabilimenti termali e balneari, strutture ricettive all’aperto, ma anche imprese che operano nel settore di fiere e congressi, parchi a tema. Per conoscere tutti i dettagli su come funziona l’erogazione dei fondi, leggi questo articolo.

Autore
Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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