Milleproroghe 2026, dalla rottamazione delle cartelle allo scudo penale per i sanitari: cosa cambia

Il governo ha posto la questione di fiducia sul testo, mentre il voto definitivo è atteso il 19 febbraio

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L’iter di conversione del decreto Milleproroghe 2026 entra nella sua fase operativa dopo l’approvazione degli emendamenti in Commissione. Mercoledì 18 febbraio è prevista infatti la discussione finale del testo alla Camera dei deputati. Le modifiche apportate durante l’esame in sede referente hanno trasformato il provvedimento originario in un pacchetto di interventi multisettoriali. Dalla sanità al Fisco, fino alla digitalizzazione degli adempimenti ambientali per le imprese, sono diverse le novità.

Milleproroghe 2026, ok a emendamenti per riaprire la rottamazione cartelle

Per quanto riguarda gli interventi in ambito fiscale, il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha espresso parere favorevole a un emendamento al decreto che prevede la remissione in bonis per i contribuenti decaduti dalla rottamazione quater. Si tratta di un vero e proprio salvagente fiscale destinato a chi non è riuscito a rispettare le scadenze dei pagamenti nel corso del 2025. Grazie a questa riapertura dei termini, sarà infatti possibile regolarizzare le rate saltate e rimettersi in regola con il Fisco, mantenendo intatti tutti i vantaggi della pace fiscale originaria. Per rientrare nel piano e mantenere l’abbattimento di sanzioni e interessi, il pagamento integrale degli arretrati dovrà avvenire entro il 31 marzo 2026.

Inoltre, è prevista l’estensione della rottamazione quinquies, ampliando la platea dei beneficiari. Se fino ad ora la misura era riservata ai debiti trasmessi all’agente della riscossione tra il 2020 e il 2023, il nuovo perimetro include i carichi consegnati dal 1° luglio 2022 fino al 31 dicembre 2024. In questo caso, il termine ultimo per l’invio della domanda di adesione è fissato al 30 giugno 2026. Il 31 luglio 2026 è invece la data prevista per il versamento della prima rata o dell’intero importo.

Ravvedimento speciale esteso

Sul fronte degli adempimenti dichiarativi, il decreto Milleproroghe – così come modificato – prevede l’estensione del ravvedimento speciale collegato al concordato preventivo biennale. La possibilità di sanare violazioni passate con sanzioni ridotte a 1/18 del minimo includerà ora anche l’annualità 2023, mentre prima riguardava solo gli anni dal 2018 al 2022. Tale integrazione permette ai contribuenti di stabilizzare la propria posizione fiscale per l’intero periodo precedente l’accordo biennale, a patto di effettuare il versamento (o la prima rata) entro il 31 marzo 2026.

Blocco multe stradali

Il pacchetto di emendamenti ha confermato anche il blocco dei rincari per le violazioni del Codice della Strada, sospendendo fino al 31 dicembre 2026 l’aggiornamento delle sanzioni amministrative pecuniarie. L’adeguamento, che per legge dovrebbe avvenire ogni due anni in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, avrebbe comportato un aumento automatico dei costi per le contravvenzioni stimato tra il 6% e il 10%, calcolato sulla base dell’inflazione registrata nell’ultimo biennio.

Novità anche per il comparto sanità

Per far fronte alla carenza di medici e docenti universitari di medicina, è stato approvato l’emendamento che consente a queste categorie di rimanere in servizio, su base volontaria, fino al compimento del 72° anno di età. Inoltre, viene confermata per tutto il 2026 la possibilità di conferire incarichi di lavoro autonomo ai laureati in medicina anche se non ancora in possesso della specializzazione, così da integrare velocemente le piante organiche e offrire ai giovani medici un’immediata possibilità di inserimento professionale sotto forma di collaborazione.

Proroga dello scudo penale

Sul fronte della tutela giuridica, invece, il decreto estende fino al 31 dicembre 2026 il regime di limitazione della responsabilità per colpa grave. Questa norma, comunemente definita “scudo penale“, circoscrive la responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie ai soli casi di dolo o colpa grave, agendo come scudo contro la cosiddetta medicina difensiva in un periodo di persistente pressione sulle strutture pubbliche e convenzionate.

Proroga Fondo Garanzia PMI e credito ZES

Per quanto riguarda le piccole e medie imprese, il decreto Milleproroghe 2026 – come modificato – conferma l’estensione dell’operatività del Fondo di Garanzia PMI fino al 31 dicembre 2026. Tale intervento si coordina con le altre misure di sostegno agli investimenti, come la proroga del credito d’imposta per la ZES unica Sud. In questo caso, il termine per completare gli investimenti agevolabili è stato posticipato al 15 novembre 2026.

Ok a modalità semplificate per assemblee online

Il pacchetto di emendamenti approvati introduce misure di semplificazione burocratica volte a snellire i processi decisionali delle imprese, agendo sulle procedure per le riunioni online. In materia di diritto societario, infatti, viene estesa la possibilità di svolgere le assemblee da remoto con modalità semplificate fino al 30 settembre 2026. La norma permette alle società di capitali, alle cooperative e alle associazioni di prevedere l’intervento e il voto dei soci esclusivamente tramite mezzi di telecomunicazione, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie. Questa proroga stabilizza una prassi che ha dimostrato di ridurre i costi amministrativi e facilitare la partecipazione dei soci, garantendo al contempo la continuità operativa degli organi collegiali.

Moratoria RENTRI e tracciabilità dei rifiuti

Un altro intervento di semplificazione riguarda il RENTRI (registro elettronico nazionale sulla tracciabilità dei rifiuti). Le commissioni hanno approvato una moratoria che sospende le sanzioni per la mancata o incompleta trasmissione dei dati nei nuovi formulari digitali (FIR) fino al 15 settembre 2026. Durante questo periodo di transizione, le imprese potranno continuare a utilizzare i formulari in formato cartaceo, garantendo la piena legittimità delle operazioni di trasporto e gestione rifiuti. La decisione è stata presa per rispondere alle richieste delle associazioni di categoria, che avevano evidenziato le difficoltà tecniche di adeguamento ai nuovi standard digitali, e permette una migrazione verso il sistema telematico senza il rischio di pesanti ripercussioni sanzionatorie nelle fasi iniziali di applicazione.

Ammortizzatori sociali: ripristino della mobilità in deroga nelle aree di crisi

Il decreto prevede il ripristino della mobilità in deroga per i lavoratori impiegati nelle aree di crisi industriale complessa, con un emendamento approvato che garantisce la copertura di questo strumento di sostegno al reddito per tutto l’anno 2026.

La proroga del trattamento permette di non interrompere il sostegno economico per i lavoratori che hanno già esaurito gli ammortizzatori sociali ordinari, garantendo al contempo alle imprese e alle istituzioni locali il tempo necessario per attuare i piani di rilancio e le politiche attive del lavoro previste per queste aree.

Proroga graduatoria idonei DSGA

In ambito scolastico, infine, il testo licenziato dalle Commissioni include la proroga della validità delle graduatorie degli idonei del concorso per direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA). Questo provvedimento consente alle istituzioni scolastiche di attingere a personale già selezionato e qualificato per coprire i vuoti d’organico, evitando l’onere di nuove procedure concorsuali e garantendo la continuità dei servizi amministrativi e gestionali, fondamentali per il corretto funzionamento delle scuole.

Quando entra in vigore il decreto Milleproroghe 2026

Con la chiusura del lavoro sugli emendamenti, l’attenzione si sposta ora sul completamento dell’iter legislativo. Dopo il voto di fiducia alla Camera, il testo dovrà essere trasmesso al Senato per la conversione definitiva. Il passaggio a Palazzo Madama dovrà essere estremamente rapido, poiché per non decadere e perdere i propri effetti fin dall’inizio, il decreto deve essere convertito in legge dal parlamento entro il 1° marzo 2026.

Le modifiche e le novità introdotte durante l’esame alla Camera entreranno in vigore solo dopo l’approvazione della legge di conversione e la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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