Lotta all’evasione fiscale, stretta su partite IVA “apri e chiudi”: record di recupero nel 2025

Grazie a un piano di assunzioni che ha portato 14.000 nuove risorse (di cui il 91% laureate) tra il 2021 e il 2025, lo Stato non solo recupera somme record dall'evasione, ma migliora costantemente l'efficienza dei servizi e il supporto alla crescita economica del Paese.

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evasione fiscale settori meno controllati

Il 2025 segna una svolta storica per le casse dello Stato italiano. Secondo i dati presentati dall’Agenzia delle Entrate e da Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdeR), l’attività di recupero ha raggiunto la cifra record di 36,2 miliardi di euro, registrando un incremento dell’8,4% rispetto all’anno precedente (2,8 miliardi in più). Si tratta del risultato più elevato di sempre, frutto di una strategia mirata che combina il contrasto agli illeciti e la promozione della collaborazione con i contribuenti. Si apre anche il fronte dei controlli sui conti correnti online.

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I numeri del recupero: 29 miliardi dalla lotta all’evasione

Il cuore del bilancio 2025 è rappresentato dai 29 miliardi di euro incassati esclusivamente attraverso il contrasto all’evasione fiscale, con un aumento del 10,3% rispetto al 2024. A questi si aggiungono 7,2 miliardi recuperati da AdeR per conto di altri enti (Inps, Comuni, Regioni). Nel dettaglio, i 29 miliardi derivanti dalla lotta all’evasione sono così ripartiti:

  • 15,9 miliardi: versamenti diretti a seguito di atti dell’Agenzia delle Entrate;
  • 6,9 miliardi: riscossioni tramite cartella;
  • 3,3 miliardi: derivanti da attività di promozione della compliance;
  • 2,9 miliardi: incassi da misure straordinarie (come la rottamazione delle cartelle), dato in calo del 17,1%.

Interessante notare che, sul fronte della riscossione coattiva, quasi il 60% delle somme (9,7 miliardi) è stato versato da grandi debitori con pendenze superiori ai 100 mila euro.

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Stretta sulle partite IVA “apri e chiudi” e frodi fiscali

Uno dei successi principali del 2025 riguarda il contrasto alle attività fittizie. L’Agenzia, in sinergia con la Guardia di Finanza, ha individuato e cessato d’ufficio 12.000 partite IVA “apri e chiudi”, un dato in crescita del 105% rispetto al 2024.

L’attività di prevenzione ha inoltre evitato uscite indebite dal bilancio statale per oltre 5,6 miliardi di euro, bloccando crediti fittizi e rimborsi IVA non spettanti. Sul fronte del lavoro, il contrasto all’illecito appalto di manodopera ha portato al recupero di 400 milioni di euro e alla regolarizzazione di 11.500 lavoratori.

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Gettito spontaneo e servizi al cittadino

Nonostante la stretta sui controlli, cresce anche il gettito spontaneo: i cittadini hanno versato autonomamente oltre 595 miliardi di euro (+2,8%). L’Agenzia delle Entrate si conferma un hub fondamentale per i servizi al Paese: I rimborsi record erogati a famiglie e imprese ammontano a 26,3 miliardi di euro; sono state gestite 2,4 miliardi di fatture elettroniche e 189 milioni di modelli F24; 5,8 milioni di cittadini (+7,4%) hanno inviato autonomamente il 730 o il modello Redditi. Sul fronte assistenza, sono stati erogati 21 milioni di servizi online, telefonici e fisici.

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Cooperative compliance e impatto sull’economia

Il 2025 è stato l’anno del boom per l’adempimento collaborativo (cooperative compliance). Le imprese ammesse sono salite a 221, con 79 nuovi ingressi solo nell’ultimo anno (+154,8%). Questo clima di maggiore certezza del diritto e supporto agli investimenti ha risvolti concreti sull’occupazione: grazie allo strumento dell’interpello nuovi investimenti, si prevede la creazione di circa 3.500 nuovi posti di lavoro.

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