La normativa italiana prevede che il limite per il pagamento in contanti sia maggiore se ad effettuare l’acquisto sono i turisti stranieri. In un’economia globale dove la digitalizzazione dei pagamenti è ormai la norma, l’Italia mantiene una corsia preferenziale per incentivare i consumi dei viaggiatori internazionali, permettendo ai commercianti e agli operatori del turismo di accettare pagamenti cash fino a 15.000 euro. Tuttavia, questa opportunità non è priva di oneri.
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Limite pagamento contanti turisti stranieri, obblighi dell’esercente
Le attività che hanno scelto di adottare questo regime, entro il 10 aprile 2026 (o 20 aprile per i soggetti IVA trimestrali) devono inviare la comunicazione riepilogativa all’Agenzia delle Entrate di tutti gli acquisti pari o superiori a 5.000 euro, effettuati dai turisti nell’anno precedente (il 2025). Adempiendo a questo obbligo, l’esercente non deve rispettare i limiti ordinari previsti dalla normativa antiriciclaggio, che nella generalità dei casi, per i residenti in Italia, fissa il tetto massimo per i pagamenti contanti a 4.999,99 euro.
Si tratta cioè di un resoconto, che permette di monitorare le operazioni di importo elevato effettuate in contanti e serve a certificare che l’uso della deroga sia avvenuto nel rispetto della legge. Per questo motivo, prima ancora di incassare il primo euro oltre la soglia standard, l’esercente deve informare il Fisco della propria intenzione di aderire alla deroga, comunicando l’IBAN dedicato a queste specifiche operazioni. Lo stesso, quando il cliente straniero decide di pagare in contanti una somma pari o superiore a 5 mila euro (ma inferiore a 15.000), deve chiedere al cliente una copia del passaporto (o di un documento d’identità equivalente) e far firmare un’autocertificazione, con la quale il compratore dichiara di non essere cittadino italiano e di avere la propria residenza fuori dall’Italia.
Una volta conclusa la vendita, il denaro non può restare in cassa. La normativa prevede infatti che le somme siano versate sul conto corrente dedicato entro il primo giorno lavorativo successivo all’operazione. In banca, l’esercente dovrà consegnare anche una copia della comunicazione fatta inizialmente all’Agenzia delle Entrate, così da chiudere correttamente il cerchio della tracciabilità.
Chi può pagare (e chi può incassare) fino a 15.000 euro
La deroga non si applica a chiunque, ma risponde a precisi requisiti soggettivi. Il beneficio è riservato esclusivamente alle persone fisiche che possiedono cittadinanza diversa da quella italiana (sono inclusi i cittadini UE o SEE) e con residenza fuori dal territorio dello Stato italiano. Non è richiesto di verificare che il cliente sia un turista nel senso classico del termine, ma è sufficiente accertarsi che la sua residenza e cittadinanza siano estere.
Per quanto riguarda invece gli esercenti, non tutti possono accettare contante oltre la soglia dei 5.000 euro. La deroga infatti si rivolge specificamente a: commercianti al dettaglio e soggetti assimilati (art. 22 DPR 633/1972); operatori del settore HORECA (alberghi, strutture ricettive, ristoranti e pubblici esercizi); agenzie di viaggio e turismo.
Come effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate
La comunicazione all’Agenzia delle Entrate per avere accesso alla deroga deve essere inviata per via telematica. L’esercente può procedere direttamente, accedendo al portale AdE identificandosi con SPID, CIE o CNS. In alternativa, può affidarsi a un intermediario – commercialista o CAF – che si occuperà di predisporre e trasmettere il file per conto dell’impresa.
I dati relativi alle operazioni effettuate nel 2025 in contanti e sopra la soglia devono essere inseriti invece nel cosiddetto modello polivalente. Nello specifico, bisogna compilare il quadro TU, dedicato proprio alle “operazioni con stranieri non residenti”. Per farlo, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un software gratuito sul proprio sito, oppure si possono utilizzare i gestionali contabili professionali già in uso nelle aziende.
La comunicazione per aderire alla deroga si fa una volta sola (ed è preventiva), mentre quella di aprile è un riepilogo periodico e va inviata annualmente.
Cosa cambia nel 2026
La manovra 2026 ha innalzato la soglia minima per l’obbligo di comunicazione. Fino allo scorso anno, infatti, gli esercenti erano tenuti a segnalare al Fisco tutte le operazioni in contanti con turisti stranieri a partire da 1.000 euro. Con la nuova norma, questo limite è stato finalmente allineato alla soglia ordinaria del contante, per questo motivo la comunicazione scatta solo per i pagamenti pari o superiori a 5.000 euro.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it